martedì 30 settembre 2008

Arrosto con salsa di mela verde e scalogni in agrodolce



Se non avessi scelto di chiamare il mio spazio essenza di vaniglia,
il nome più adatto sarebbe stato sicuramente "agro-dolce"...
avrebbe non solo dato un'idea più veritiera della mia indole,
ma avrebbe anche rispecchiato la mia passione per quelle preparazioni in cui l'aspro si combina sapientemente con il dolce...

Tempo fa una mia carissima amica, nonché ottima cuoca,
ha deliziato una delle nostre cene con un arrosto di maiale
accompagnato da una salsa alla mela verde e gli scalogni all'aceto rosso:
un vero tributo all'agrodolce!
Da allora è diventato uno dei nostri secondi preferiti,
il piatto da tenere presente per le cene un po' speciali...


Ingredienti per 4 persone
lonza di maiale 700 g

1 cipolla brodo vegetale
aceto di mele farina olio evo alloro
salvia rosmarino sale
per la salsa alla mela verde:
1 mela verde 1 cucchiaio d'olio mezzo bicchiere d'acqua 1 foglia di alloro succo di 1/2 limone un cucchiaino di zucchero 1 pizzico di sale pepe

per gli scalogni in agrodolce:
10/12 scalogni
1 cucchiaio di zucchero una noce di burro
1/3 di bicchiere di aceto di vino rosso


Procedimento:
Infarinare la lonza e rosolarla in padella in un velo d'olio per 2-3' per lato. Trasferitela in una casseruola con la cipolla a spicchi, 3 cucchiai dì olio, tutte le erbe aromatiche, mezzo bicchiere di aceto e 2 mestoli di brodo. Salare, coperchiare e cuocere per circa 2 ore.

GLI SCALOGNI IN AGRODOLCE
: sciogliere in una padella il burro; aggiungere gli scalogni mondati e tagliati in quattro spicchi, lo zucchero, l'aceto il sale e lasciare cuocere per un'ora, a fuoco basso, bagnando di tanto in tanto con il brodo di cottura dell'arrosto.


LA SALSA ALLA MELA VERDE
: in una piccola casseruola cuocere la mela con tutti gli ingredienti per 5 minuti. ultimata la cottura aggiungere qualche foglia di prezzemolo e frullare.


Ho servito l'arrosto con la salsa sulle fettine di carne e lo scalogno da contorno.
Per gustare appieno il contrasto agro-dolce di questo piatto lo scalogno va mangiato rigorosamente
con la carne e la salsa!


sabato 27 settembre 2008

Pizza Gourmet: Mozzarella di Bufala & Melanzane a funghetto

Di solito per il fine settimana mi piace postare un dolce...
questa volta faccio eccezione per presentarvi la pizza con la quale partecipo alla simpatica raccolta di Precisina:
"Pizza Gourmet"!



Ho preso ampio spunto da quella fucina sterminata di sapori e delizie
costituita dalla gastronomia napoletana...
anche se la ricetta dell' impasto della pizza è rigorosamente
"made in casa mia"...

Pizza Mozzarella di Bufala & Melanzane a Funghetto

Ingredienti:

pasta per pizza (cliccate qui)
1 mozzarella di bufala
2 melanzane nere e lunghe
300 g di pomodori
basilico
olio e.v.o. (q.b.)

Procedimento per le melanzane a funghetto:

Tagliare a tocchetti le melanzane, accomodarle in una padella e lasciarle soffriggere per 10 minuti con l'olio e l'aglio a calore moderato, mescolando spesso.
Unire i pomodori pelati e spezzettati e proseguire la cottura per altri 10 minuti, avendo cura di scuotere ogni tanto la padella per evitare che la preparazione attacchi sul fondo.
Giunte a cottura, togliere l'aglio e profumate con le foglioline di basilico.

Come ho farcito la pizza:

Ungere una teglia e stendervi la pizza allargandola con le mani (non con il matterello).
Distribuirvi sopra la polpa di pomodoro lasciando i bordi senza condimento.
Condire con un filo d'olio, salare e infornare al max della temperatura.
A cottura quasi ultimata cospargere la pizza con la mozzarella tagliata a fettine e infornatela di nuovo fin quando la mozzarella non sarà sciolta e leggermente dorata.
Farcire con le melanzane a funghetto e con le foglioline di basilico.


ps: Partecipo al pizza gourmet anche con la pizza zucchine e fiori di zucca che risale ai miei esordi da blogger!







giovedì 25 settembre 2008

Strudel d'autunno


Volendo celebrare in qualche modo l'autunno e stanca di tutti quei fiori e fiorelli... ho deciso di dare un look nuovo e meno naïf al blog...
Mio marito e mia sorella strabuzzando gli occhi hanno detto:

"ah! oh! carino... diverso..."
un po' come quando esci da casa castana e rientri rossa fiammante...

Molto diverse sono state le reazioni davanti lo strudel...

Ingredienti:

300 g di pasta per strudel
500 g di funghi
1 spicchio d'aglio

200 g di stracchino
2 cucchiai di pangrattato
1 cespo di radicchio di Chioggia

10 gherigli di noce

4 fettine di prosciutto
crudo
1 uovo

1 tuorlo

aceto di mele
olio E.V.O.
sale
pepe



Procedimento:
Pulire i funghi, tagliarli a fettine e farli cuocere, in una padella antiaderente, con uno spicchio d'aglio(ricordare di toglierlo) , un filo d'olio ed un pizzico di sale. Mondare e lavare il radicchio. Tagliarlo a listarelle e farlo saltare in padella con un cucchiaio d'olio, sfumando con un po' di aceto che ridarà al radicchio un colore più vivo. Ridurre il prosciutto a listarelle sottili e saltarlo in padella con un filo d'olio fino a farlo diventare croccante. In una terrina mescolare i funghi, il radicchio, lo stracchino, il pan grattato, il prosciutto, i gherigli di noce e l'uovo. Salare, pepare e amalgamare il tutto. Stendere la pasta strudel su una placca ricoperta da carta forno, distribuire al centro la farcia e richiudere lo strudel ripiegando i lembi della pasta. Spennellare la superficie con il tuorlo d'uovo emulsionato con poca acqua. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 40 minuti. Da servire ben caldo.

nota:
spesso per preparare lo strudel viene utilizzata la pasta sfoglia, a questa io preferisco decisamente la pasta strudel: molto meno grassa e velocissima da preparare.


Come preparo la pasta per strudel:
Disporre 300 g di farina rinforzata su una spianatoia, versare al centro 30 g di burro (o olio e.v.o.), 1 uovo, 5 g di zucchero e 5 g di sale, 1 cucchiaio di aceto e 1 dl d'acqua. Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto morbido , ma non colloso. Sbattere ripetutamente l'impasto sul tavolo affinché acquisti elasticità, formare una palla e conservare in un sacchetto di plastica. Lasciare riposare la pasta in frigo almeno mezz'ora prima dell'utilizzo.



il vino: un Traminer dell'Alto Adige




Ora vorrei ringraziare delle amiche blogger che ultimamente mi hanno premiata, scusate il ritardo!
Quindi grazie di cuore a...
Fiorella , Heidi e mammadeglialieni che mi hanno consegnato il premio Proximidade e
Tittina che mi ha consegnato il premio Amicizia.

Scusate se spezzo la catena, ma preferisco premiare idealmente tutti coloro che leggono con interesse il mio blog e tornano a farmi visita ogni giorno!



lunedì 22 settembre 2008

Ferratelle e marmellata di more al profumo di vaniglia e brandy




Le ferratelle sono un prodotto tipico della mia terra, l' Abruzzo.
Il nome deriva dal ferro lo strumento che viene solitamente utilizzato per la loro preparazione.
Pensate che questa piastra, usata per cuocere le ferratelle , veniva portata in dote dalla donna e recava incise nella parte centrale le iniziali della futura sposa... insomma come si faceva per lenzuola ed asciugamani!
Le ferratelle, dette anche cancelle, pizzelle o neole, a seconda della zona, sono buonissime da sole, ma diventano un dolce dal sapore davvero raffinato se farcite con miele e noci oppure con la classica marmellata d'uva del chietino, la "scrucchiata", profumata con il vin santo!
Io oggi le ho farcite con la marmellata di more, la granella di nocciole e la cannella...


Ingredienti:
10 uova freschissime
10 cucchiai di zucchero (non troppo colmi)
700 g di farina 00
2 bicchieri di olio di mais ("CUORE")
buccia grattugiata di 2 limoni non trattati
2 cucchiaini semi di anice (se piacciono)
1 cucchiaio di rum bianco
2 cucchiai di mistrà
2 bustine di lievito
1 pizzico di sale
vaniglia


Procedimento:

Profumare lo zucchero con la buccia grattugiata di limone e con la vaniglia.
Frullare le uova con lo zucchero profumato e il sale; aggiungere l'olio e i liquori ed infine amalga
mare la farina e il lievito (setacciati).
Sigillare il composto e lasciare riposare in frigo anche per una notte.

Ungere il ferro con una garza imbevuta di olio di semi (operazione che va ripetuta ogni volta che si mette l'impasto sulla piastra per evitare che attacchi) e scaldarlo.
Noi, in questo caso, abbiamo usato un ferro elettrico (cialdiera o biscottiera) che si trova in qualunque negozio di elettrodomestici o nelle fiere.

Una volta scaldato il ferro mettere al centro una cucchiaiata di impasto, chiudere la piastra attendere un minuto e togliere le ferratelle.
Si ripete il procedimento fino a esaurimento del composto.
Staccare tra loro le ferratelle e farcirle a piacere.
Io ho preparato la farcia mescolando la marmellata con le nocciole tritate grossolanamente e con la polvere di cannella (quantità delle dosi a piacere).


nota (come preparare la piastra):
-
quando si unge la piastra bisogna stare bene attenti che l'olio arrivi nelle nervature.
- fare un impasto di prova con acqua e farina, deve essere abbastanza consistente, metterne un cucchiaio sulla piastra già calda ed unta.
questo passaggio serve per pulire la piastra e per verificare il calore del ferro.




marmellata di more al profumo di vaniglia e brandy...

Ingredienti per 4 vasetti:
1 kg di more di rovo
500 g di zucchero (da regolarsi a seconda della dolcezza delle more)
il succo e la buccia grattuggiata di 1 limone non trattato
mezza bacca di vaniglia
brandy
Procedimento:
Mettere le more, lavate ed asciugate, in una ciotola mescolare bene con lo zucchero, nelle proporzioni indicate, e lasciare in frigorifero almeno 12 ore.
Trasferire le more zuccherate, il succo filtrato e la buccia grattugiata del limone e la vaniglia in una pentola dal fondo spesso e lasciare cuocere a fuoco basso.
Una volta raggiunto il bollore, spegnere il fuoco e lasciare evaporare. Una volta raffreddato il composto di more accendere di nuovo il fuoco fin quando la marmellata non avrà raggiunto la consistenza desiderata.
Versare la marmellata ancora calda nei vasetti sterilizzati e lasciare un centimetro dal bordo.
Prima di chiudere, ricavare dalla carta forno dei cerchietti uguali alla circonferenza del vasetto bagnarli con il brandy e usarli per coprire la marmellata.
Chiudere ermeticamente i vasetti con i tappi.

sabato 20 settembre 2008

Torta di Mele



A settembre, guardando gli alberi riempirsi di mele mature, il mio primo pensiero è sempre quello di raccoglierne qualcuna per preparare una bella torta...
La torta per antonomasia: la torta di mele!
Questa ricetta è sia nell'agenda di mia nonna datata 1971, sia nell'agenda di mia mamma del 1983 e oggi la scrivo sulla mia agenda virtuale... 2008!

Ingredienti:

400 g di farina
250 g di margarina
25o g di zucchero
5 uova
1 bustina di lievito
1 limone non trattato
1 kg di mele


procedimento:


Lavorare la margarina con lo zucchero, unite la buccia del limone grattugiata e quindi incorporate i tuorli delle uova, uno alla volta.
In una terrina montate gli albumi, con un pizzico di sale, a neve ferma.
Setacciate la farina e unitela al composto di margarina e uova.
Una volta amalgamata la farina, unite il lievito setacciato. Mescolate velocemente ed infine amalgamate delicatamente gli albumi montati a neve.
Versate il composto in uno stampo di 30 cm.
Tagliate le mele in quattro quarti, privatele del torsolo e ricavate dagli spicchi delle fettine sottili che adagierete su tutta la superficie della torta disponendole a raggiera.
Infine cuocete in forno preriscaldato a 160° per circa 1 ora. (come sempre, regolatevi con il vostro forno attraverso la prova stuzzicadenti).

Sformate la torta sul piatto da portata e se volete cospargete di zucchero al velo.

nota: non amo molto la margarina... veramente non la uso mai, fatta eccezione per questa torta!
per questo motivo mi sembra giusto darvi qualche informazione su questo grasso:

spesso si pensa (pensava):
la margarina è vegetale quindi è meglio del burro... animale!
ma è un ragionamento semplicistico!
In realtà meglio il sano burro che la margarina!
Perchè?
Se avete 2 minuti leggete qui...

giovedì 18 settembre 2008

Polpo al profumo d'alloro




Non so a voi, ma tra tutti i pesci che vanno a finire nella mia padella il polpo è tra quelli che mi incuriosiscono e affascinano di più... sarà anche dovuto alla fama della sua presunta intelligenza alimentatrice, nella storia, di numerose leggende che lo ha raffigurato come mostro gigantesco in grado di catturare barche in difficoltà per catturarne l'equipaggio....
ultimamente ci sono stati degli studi che hanno provato come questo mollusco sia in grado di imitare i gesti compiuti dagli altri avvalorando così la sua fama di animale particolarmente intelligente!
Magari un polpo non avrebbe combinato il patratac che ho fatto io con il blog... ma questa è
un 'altra storia...
Accenno piuttosto alla ricetta che sto per proporvi tipica delle Isole di Capoverde.
La cottura, fatta quando il polpo è già stato lessato, rende la sua carne particolarmente saporita e ricca di aromi: alloro, cipolla, aglio e peperoncino...


Ingredienti per 4 persone:

1 polpo di circa 1 kg già pulito
2 foglie di alloro
3 pomodori maturi
2 spicchi d'aglio
1 cipolla rossa
1 peperoncino
olio e.v.o.
sale

Procedimento:

Lavate accuratamente il polpo e fatelo bollire in abbondante acqua salata per 40 minuti.
Lasciatelo intiepidire nell'acqua di cottura, dopodichè tagliatelo a piccoli pezzi e cuocetelo a fuoco basso per circa 20 minuti in una casseruola con tre cucchiai di olio, le foglie di alloro spezzettate e la cipolla tritata finemente.
Aggiungete ai polpi i pomodori spellati e tagliati a pezzetti, 2 spicchi d'aglio e il peperoncino. Salate, mescolate bene e cuocete per altri 10 minuti.
Ultimata la cottura, togliete l'aglio e servite ben caldo.



martedì 16 settembre 2008

Work in progress...

Ho fatto un piccolo, GRANDE, pasticcio!!!!!!
Temo, anche se mi auguro fortemente di no, di aver perso gran parte delle informazioni del blog: link, elenco ricette ecc ecc... ...
adesso sono nel panico, ma appena riacquisto un po' di lucidità spero torni tutto come prima e magari anche meglio di prima...


WORK IN PROGRESS....


edit...

risolto il problema delle informazioni perse, ora ne è emerso un altro... non riesco più a caricare il mio modello o qualsiasi altro tipo di template dal mio disco rigido...
mi appare questa pagina

Siamo spiacenti, non è stato possibile completare la richiesta.


e poi c'è il codice errore bx-... e tutte le informazioni aggiuntive

a questo punto credo non dipenda più da me, ma da blogspot!
se qualcuno ha un suggerimento da darmi per aggirare il problema è più che bene accetto!!!

domenica 14 settembre 2008

Torta deliziosa Cioccolato e Nocciole (o torta tenerina)


Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

"La pioggia nel pineto" Gabriele D'Annunzio (Alcyone)


Finalmente un po' d' autunno. Finalmente piove!
Ogni scusa è buona per una bella torta al cioccolato...

Ingredienti:

250 g di cioccolato fondente
120 g di burro
120 g di zucchero a velo più un po'
4 uova
25 g di farina
25 g di fecola
1 bicchierino di liquore ( a piacere: strega, rum, sassolino...)
nocciole (o altra frutta secca) q.b.

Procedimento:

Sciogliete il cioccolato ed i burro a a bagnomaria.
Montate i tuorli con 60 g di zucchero a velo, con l'altra metà di zucchero montate a neve gli albumi. Una volta freddo, incorporate il cioccolato fuso ai rossi, poi aggiungete la farina e la fecola (setacciate) ed infine amalgamate gli albumi.
Mettete in una teglia e cospargere la superficie con la granella di nocciole.
Cuocete in forno a 170° per circa 25 minuti.
Tolta dal forno non vi sembrerà cotta, ma la particolarità di questa torta è il suo cuore cremoso, racchiuso da una fragile crosticina meringata. Il mio consiglio è di lasciarla raffreddare bene prima di servirla.
Spolverizzate, a piacere, con zucchero a velo.


il vino: un passito di Pantelleria


Curiosità: già nota a Ferrara, all’inizio del 1900, con il nome di “Torta Regina del Montenegro” o “Montenegrina”, l’aristocratico nome le venne imposto in onore di Elena Petrovich del Montenegro, la sposa dolce e dal cuore tenero di Vittorio Emanuele III, allora Re d’Italia.I buongustai ferraresi, con una espressione colorita ed efficace del dialetto, presero a chiamarla “Torta Tacolenta” per esaltarne l’interno un poco appiccicoso che si scioglieva in bocca. In seguito il nome fu ingentilito in Torta Tenerina.



venerdì 12 settembre 2008

Cocktail di gamberetti con salsa di cetriolo e erba cipollina




Tutto nasce dal mio pescivendolo di fiducia che oggi mi regala un paio d'etti di gamberetti...
Gamberetti?
e che ci faccio???
mai comprati!
non mi piacciono!!!!
a caval donato non si guarda in bocca...
qualcosa mi verrà in mente!
considerando i 35° esterni penso innanzitutto a qualcosa di fresco... curiosando qua e là tra libri e riviste trovo un'insalata fatta con l'avocado e il lime... l'idea mi va a genio!
C'è solo un piccolo particolare: non ho l'avocado e non ho il lime.
Però ho il limone, ho i cetrioli saranno meno esotici.. ma possono andare bene per quello che ho in mente...

Ingredienti per 2 persone:

200 g di gamberetti
2 cetrioli
2 limone
erba cipollina
4 cucchiai d'olio e.v.o.
sale
pepe nero

Procedimento:

Lessate i gamberetti, sgusciati e puliti dal filo nero, per qualche minuto in abbondante acqua leggermente salata.
Una volta tiepidi conditeli con un'emulsione preparata con il succo filtrato di un limone, l'olio, un pizzico di sale ed il pepe. Lasciate insaporire in frigorifero per un'ora.
Togliete parte della buccia dai cetrioli e frullateli con il succo filtrato di un limone, l'erba cipollina, l'olio, il sale e il pepe.
Con questa salsa potete condire i gamberetti, accompagnandoli anche con qualche foglia di lattuga.


il vino: un Vermentino ligure





ps: in futuro mi procurerò avocado e lime e chiederò al mio pescivendolo di regalarmi altri gamberetti, così proverò la già citata insalata!
intanto il cocktail con cetrioli e limone è promosso a pieni voti!
... niente male questi gamberetti...


Passo ora a qualche "comunicazione di servizio"...

Ringrazio di cuore twinky per avermi premiata con Arte ponto vida e simo, giovanna e astrofiammante con
Premio Proximidade ! Avevo già ricevuto questi premi, quindi vi rimando qui e qui.

Un altro ringraziamento speciale lo devo alla dolcissima tittina che mi ha premiata con Amicizia-Legame indissolubile.

E' un premio che viene assegnato ai blog che si ritengono amici o simpatici...
quindi scelgo di premiare con sincera stima e simpatia voi tutti amici blogger con cui condivido la passione per il buon cibo e la buona cucina!






martedì 9 settembre 2008

Schiacciata d'uva, tanti premi e bloghissimo...

Per chi non la conoscesse... la schiacciata è un dolce contadino proposto nel periodo della vendemmia, preparato solo con pasta da pane e uva da vino. La tradizione vuole che si usi la varietà canaiola, dai chicchi piccoli e ricchi di semi, quindi poco adatta alla vinificazione.
Se tra settembre e ottobre vi capita di passeggiare per le strade delle Toscana entrate in un fornaio o in una pasticceria e avrete la fortuna di assaggiare questa gustosa pizza dolce!
Se poi, invece, la vostra fortuna è quella di avere o di potervi procurare dell'uva da vino allora vi consiglio di prepararlo in casa!
Alcuni amano profumare il dolce con semi di anice o rosmarino. Altri, oltre lo zucchero e l'olio, spruzzano la superficie con del vino rosso.
In qualunque modo la proviate è un'autentica delizia!
ps: Ringrazio Vittorio per il suggerimento...

Ingredienti:

1 grappolo di uva nera da vino ben lavata ed asciugata
400 g di farina (200 g farina 00 + 200 g farina manitoba)
20 g di lievito di birra
1 bicchiere di acqua
8 cucchiai di zucchero
8 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale

Preparazione:

Impastare la miscela di farina con il bicchiere d'acqua, 4 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai d'olio ed un pizzico di sale. Far lievitare la pasta per circa 1 h , coperta da un canovaccio e lontano da sbalzi di temperatura.
L'impasto ottenuto deve essere diviso in due parti non uguali. Usate la parte più abbondante per ricoprire una teglia d'alluminio con il bordo alto.
La pasta del fondo deve debordare dalla teglia. Riempire la base del dolce con 3/4 dei chicchi d'uva schiacciati con le dita . Cospargervi sopra 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio. Stendete sopra il secondo strato di pasta, create delle piccole fossette con una forchetta avendo comunque cura di non bucarla. Distribuirvi sopra l'uva rimanente e cospargervi sopra 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio.
Ripiegare i bordi del dolce verso l'interno.
Cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti. Il tempo di cottuta è indicativo: regolatevi a seconda del vostro forno.
Consiglio di mangiarla il giorno dopo in modo tale che lo zucchero semolato possa fondersi con quello dell'uva e faccia assumere alla schiacciata il suo inconfondibile sapore.

nota: i vinaccioli (i semi dell'uva) c'è chi li lascia e chi li toglie... la ricetta originale prevede che vengano lasciati.

Apro due parentesi:

-la prima, devo dire grazie ai carissimi luca&sabrina , stefano e micaela che mi hanno assegnato due premi: rispettivamente
PREMIO LA LUZ INTERIOR e Premio Proximidade!
Scusatemi se, per questa volta, non seguo alla lettera il regolamento, ma ho notato che molti di voi hanno già avuto questi premi...
quindi preferisco ringraziare di cuore, premiando idealmente, tutti coloro che ogni giorno passano per questo blog e che magari, molto carinamente, lasciano anche un commento!

-la seconda parentesi riguarda blogghissimo.it di cui faccio parte già da qualche giorno!
E' un aggregatore di blog che ha anche una sezione interamente dedicata all'universo culinario. Se volete farne parte anche voi basta cliccare, alla home page del sito, su "segnala il tuo blog".
Da lì vi spiegheranno tutti passi che dovrete fare per vedervi su bloghissimo!



venerdì 5 settembre 2008

Ciambellone di ricotta


Di versioni della torta di ricotta ce ne sono moltissime, tra le tante questa ha la particolarità di non avere tra gli ingredienti né burro, né latte, né olio... ma solo uova, zucchero, farina e naturalmente la ricotta!
E' soffice e leggerissima, ottima per la prima colazione o come merenda da portare a scuola... beh ormai siamo agli sgoccioli, è l'ultima settimana di vacanza malgrado fuori sembri ancora estate piena!
Nella ricetta qui sotto non specifico il tipo di ricotta da utilizzare... dipende dai gusti!
Io trovo che per quasi tutti i dolci sia più indicata quella vaccina dal sapore più delicato e meno caratterizzante rispetto a quella di pecora...
Detto questo auguro buon WE a tutti!

ingredienti:

400 g di ricotta
300 g di zucchero
300 g di farina
3 uova e un tuorlo
una bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di limone
1 cucchiaio di sassolino
un pizzico di sale

procedimento:

Montate la ricotta setacciata con 250g di zucchero; unite i 4 tuorli, la scorza di limone, il sassolino, la farina setacciata e il lievito.
Montate gli albumi a neve ferma con 50 g di zucchero e il sale. Incorporateli al composto di ricotta e trasferitelo in uno stampo da ciambella imburrato e infarinato.
Infornate a 165° per 50 minuti; poi spegnete il forno e per asciugare un po' la torta, lasciatevela per altri 10 minuti.

nota: Cos'è il sassolino? il
Sassolino di Modena è un liquore dal gusto piacevole, dall'aroma delicato, ottimo come digestivo, correttore del caffè e inimitabile nella preparazione dei dolci ai quali dona un sapore inconfondibile.
Il suo nome deriva da Sassuolo sua città di origine ed è preparato con l'anice stellato.
E' simile alla nostrana "sambuca", al greco "ouzo", al turco "raki" o al francese "pastis".

lunedì 1 settembre 2008

Peperoni alle erbe aromatiche e mandorle


"Della pianta del peperone consumiamo il frutto, una bacca cava e carnosa inizialmente verde, ma che a completa maturazione dei semi assume una colorazione gialla o rossa..."
il mio orto il fatto del giallo non l'ha compreso molto bene e continua a "sfornare" solo peperoni rossi...
Poter disporre di tutti e tre i colori che madre natura ha previsto per i peperoni, gioverebbe a questa preparazione non solo per l'impatto cromatico, ma anche per quello gustativo...

Ingredienti per 4 persone:

1 peperone giallo
1 peperone rosso
1 peperone verde
1 mazzetto di prezzemolo
qualche fogliolina di menta
il succo di un limone
2 cucchiai di mandorle sfilettate
1 spicchio d'aglio (a piacere)
4 cucchiai di olio e.v.o
sale
pepe nero in grani

procedimento:

Scaldate il forno a 200°. Lavate e asciugate i peperoni e infornateli per circa 30 minuti; tolti dal forno chiudeteli per 10 minuti in una busta di carta (quelle usate dai panettieri); poi strofinateli delicatamente per spellarli.
Eliminati il picciolo e i semi, tagliateli a falde non troppo sottili e raccoglieteli in una terrina.
Tritate le erbe aromatiche, trasferitele in una ciotola e unite il succo di limone e l'olio.
Salate e profumate l'emulsione con il pepe macinato e aggiungete le fettine di mandorle.
Condite i peperoni con questa emulsione e lasciateli marinare per almeno 2 ore.
Servite i peperoni versandovi sopra qualche cucchiaio di marinata alle mandorle.


lo chef consiglia: scegliete peperoni sodi e carnosi, dal sapore più dolce rispetto a quelli con polpa meno spessa, dalla pelle brillante e senza ammaccature