martedì 29 dicembre 2009

Una ricetta al caffè per Chefs Sans Frontières

Oggi voglio parlarvi di un' importante iniziativa di beneficenza a sostegno di Chefs Sans Frontieres.

Tempo fa mi ha contattata l'Alenis s.r.l., un'azienda distributrice di macchine per caffè, cialde ecc., chiedendomi di far parte della giuria di una gara di beneficenza che mette in palio un premio per la migliore ricetta a base di caffè.
Le 50 migliori ricette verranno raccolte in un libro e il ricavato devoluto all'associazione Chefs Sans Frontieres.
Vi invito a partecipare numerosi a sostegno dell'iniziativa senza dimenticare che in palio ci sono dei premi davvero interessanti che potrete trovare nel bando qui di seguito.

Per informazioni sulle modalità organizzative, sulle macchine per caffè e cialde lavazza in palio: Neronero.it
Per informazioni sulla associazione no-profit cui saranno devoluti i ricavati: Chefs Sans Frontieres
BANDO
NERONERO.it bandisce un premio per la miglior ricetta a base di caffè.
Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.
Per partecipare è necessario inviare una o più ricette all’indirizzo ricetta@neronero.it entro e non oltre il 30 Aprile 2010. La mail deve presentare come oggetto “Premio miglior ricetta”. Le ricette proposte devono essere complete di ingredienti e delle modalità di preparazione; devono inoltre prevedere l’utilizzo del caffè.
Premi per le migliori ricette: 1° premio: macchina caffè EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza
2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue
3° premio: 300 cialde Espresso Point
Per le prime 3 ricette: inserimento nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontieres.
Per le prime 50 ricette: pubblicazione della ricetta su libro, con ricavato donato in beneficenza.

giovedì 24 dicembre 2009

Cento foglie... millle auguri!

Cento foglie di amarena

Natale è .... stare insieme
Natale è ... volersi bene
Natale è ... darsi la mano
Natale è... andare col cuore lontano
Natale è... insieme camminare
Natale è... il nemico da mare
Natale è... pace in ogni cuore
Natale è... abbracci in ogni dove
Natale è... Gesù che si dona
Natale è... un cuore che perdona

Auguro a tutti voi che passate di qui un felice e sereno Natale e brindo con voi con il cento foglie di quest'anno che assaggiamo per la prima volta nel cenone di stasera.

CENTO FOGLIE DI AMARENA

Ingredienti:

125 foglie di amarene
1 l di vino (primitivo di manduria)
300 g di zucchero
300 g di alcool

Preparazione:
Lasciare macerare le foglie nel vino per 40 giorni. Quindi filtrare il vino e far bollire con lo zucchero per 5'.
Far raffreddare e aggiungere l'alcool.
Imbottigliare. Prima di servire lasciar riposare almeno un mese.

nota: le foglie vanno raccolte dopo la raccolta del frutto.

venerdì 18 dicembre 2009

Filetti di baccalà in pastella allo zafferano

Baccalà in pastella

Giorni fa, in occasione dei ravioli ricotta e pere, vi dicevo che ogni anno a casa mia si cerca di preparare qualcosa di nuovo da portare sulla tavola di Natale. Come tutte le famiglie, però, anche la mia ha i piatti della tradizione a cui non sa rinunciare, dei veri e propri rituali che si ripetono ogni anno e che non mancano mai come i fritti di baccalà.
A onor del vero nel piatto non arrivano quasi mai perché c'è chi frigge mentre gli altri passano e mangiano.... quindi è un antipasto che consumiamo per lo più in modo estemporaneo, perché poi il fritto, il più delle volte va mangiato caldo, caldissimo!

Comunque chi cucina sa che friggere, si, è una gran rottura... per gli accorgimenti da tenere e soprattutto per l'odore che si sprigiona durante la frittura. Per rimediare in parte a questo inconveniente posso suggerirvi di immergere nell'olio di cottura una o due mandorle, vi assicuro funziona e l'odore emanato sarà meno intenso.
Per friggere, tra gli oli, preferisco quello di arachidi che ha un punto di fumo elevato, intorno ai 200° e una buona resistenza alle cotture.
Per ottenere una frittura non troppo colorata fuori e , magari cruda all'interno, mantengo l'olio ad una temperatura calda, ma non bollente. L'ideale sarebbe prenderla con il termometro (150°-190°) , ma non tutti disponiamo di questo strumento.
Un trucco validissimo a tal proposito è quello di immergere nell'olio il manico di un mestolino di legno: quando attorno si formeranno le bollicine avrà raggiunto la temperatura ottimale.

FILETTI DI BACCALA' IN PASTELLA ALLO ZAFFERANO
Ingredienti per 4 persone:

400 g di filetti di baccalà (ammollato e dissalato)

per la pastella allo zafferano:
500 g di Farina 00
1 uovo intero
1 cubetto di lievito di birra (25 g)
sale e pepe
acqua q.b.
qualche pistillo di zafferano (o una bustina di zafferano in polvere)

olio d'arachide per friggere

Preparazione:
Preparare la pastella amalgamando con l'aiuto di un cucchiaio la farina, con l'uovo, lo zafferano, il lievito sbriciolato, il sale e il pepe e aggiungere gradualmente l'acqua, fino ad ottenere un composto semi liquido.
Lasciare lievitare coperto e lontano da correnti d'aria per un paio d'ore.
Tagliare i filetti in strisce strette e lunghe 10/15 cm e immergerli nella pastella lievitata. In seguito friggerli in abbondate olio bollente, a fuoco medio. Girate i fritti di baccalà con un cucchiaio di legno fin quando non saranno dorati in modo uniforme.
Scolarli con l'aiuto di una pinza e adagiarli su carta assorbente da cucina.
Una volta perso l'unto in eccesso sistemarli nel piatto da portata.
Da servire caldi.

martedì 15 dicembre 2009

Brioches al cuore di frutti di bosco

Brioches al cuore di frutti di bosco

Ieri è caduta la prima neve. Lo spettacolo di alzarsi la mattina e trovare il paesaggio completamente bianco è ineguagliabile. Sembra di svegliarsi in un mondo più silenzioso e pulito. Magicamente candido.
E la magia continua se ad aspettarti per colazione ci sono delle deliziose brioches magari fatte in case e farcite con un ripieno di frutti di bosco scriroppati e rese ancora più golose da un filo di glassa che ne imbianca leggermente la superficie.

La ricetta è ispirata alle brioches al cuore di ciliegia del The Cookbook Sourdough di Rita Davenport e proposte dal blog statunitense Padma’s kitchen.
Ma io le ho scoperte grazie ad una bravissima "collega" blogger francese. Sono così belle che ne sono rimasta folgorata e non ho potuto fare a meno di riproporle, con qualche piccola variante e sostituendo le ciliegie con i frutti di bosco.

Come per quasi tutte le brioches la preparazione è un po' lunga e si divide in tre fasi:
la sera prima--> preparazione del lievitino
l'indomani mattina--> preparazione della pasta brioche
la sera--> preparazione delle brioches e cottura.

Lavoro sicuramente lungo, ma che soddisfazione!


BRIOCHES AL CUORE DI FRUTTI DI BOSCO
Ingredienti per 25 brioche circa:

Lievitino:

125 g di farina 00
125 g d'acqua
1/2 cucchiaio da caffè di lievito secco

Pasta brioche:
180 ml di latte
1 bustina di lievito secco
125 ml di acqua tiepida
125 ml di burro fuso
180 g di zucchero a velo
1 cucchiaino e 1/2 di sale fino
500/700 g di farina manitoba (io 600 g)

Per il ripieno:
250 g di frutti di bosco surgelati
100 g di zucchero
maizena

Per la glassa:
250 g di zucchero a velo
semi di vaniglia
1 cucchiaio d'acqua

Preparazione:

La sera prima:
Preparare il lievitino. Lavorare la farina, l'acqua e il lievito, fino ad ottenere una palla. Lasciare lievitare in un recipiente coperto per tutta la notte.

L'indomani mattina:
Scaldare il latte a fuoco medio fino all'ebollizione, ma senza farlo bollire. Lasciare raffreddare 10/15'.
Far sciogliere il lievito nell'acqua appena intiepidita.
Nel robot, lavorare il lievito, il latte raffreddato, il lievito sciolto, il burro, lo zucchero e il sale.
Incorporare progressivamente la farina.
Prelevare dal robot e lavorare a lungo il composto fino ad ottenere un impasto liscio, omogeneo ed elastico.
Imburrare un recipiente e sistemarvi l'impasto girandolo in tutti i sensi.
Avvolgere il recipiente con una pellicola per alimenti.
Lasciare il recipiente per qualche ora (o per tutta la notte) in frigo ad una temperatura non inferiore ai 5°.

La sera:
Dividere l'impasto in 25/30 parti uguali. (per essere più precisi: pesare l'impasto e dividetelo per le parti).
Ricavarne cordoncini di 30 cm di lunghezza, circa.
Attorcigliare ogni cordoncino su se stesso e sistemarlo su una placca coperta da carta forno, distanziandolo bene dagli altri.
Coprire con un panno e lasciar lievitare, lontano da correnti d'aria, fino a quando raddoppieranno di volume (a me ci sono volute un paio d'ore).
Preparare lo sciroppo ai frutti di bosco: in un piccola casseruola cuocere per 15/20' i frutti di bosco con lo zucchero a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto. Filtrare con l'aiuto di un colino lo sciroppo, riportarlo sul fuoco setacciandovi la maizena e mescolare fin quando sarà addensato.
Preriscaldare il forno a 180°.
Appiattire con due dita il centro di ogni serpentina, lasciando solo l'anello più esterno e fino a toccare la placca del forno.
Farcire l'interno con lo sciroppo e i frutti di bosco.
Cuocere per 15' o fin quando le brioches saranno leggermente dorate.
Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella per dolci

venerdì 11 dicembre 2009

Mele brinate (con ripieno di castagne)

Mele ripiene brinate

Oltre all'header, anche le foto nel mio blog sprizzano atmosfera natalizia da tutti i pori. Sono una di quelle persone che amano tutto il periodo prefestivo, addobbare la casa, pensare a quali dolci preparare per il Natale...E sarà anche un po' sciocco considerando quello che non abbiamo più, ma tra le tante cose quest'anno mi manca girare per i vicoli della mia città addobbati a festa, passeggiare sotto i portici e chiudersi nel cappotto per il freddo tagliente. Mi manca sempre la mia città, ma ricordarla illuminata e festosa accentua la nostalgia.

Scusate la parentesi malinconica... non aggiungo altro e vi lascio a queste mele ripiene , davvero deliziose!



MELE RIPIENE BRINATE
Ingredienti per 4 persone:

4 mele rosse
190 g di zucchero semolato più un po'
125 g di castagne lessate e sbucciate
75 g di latte
50 g di panna fresca
50 g di cioccolato fondente
vino bianco secco
rum
cannella (in polvere e a stecche)

Preparazione:

Tagliare le mele a metà orizzontalmente e detorsolarle.
Portare a bollore 380 g di acqua con 175 g di zucchero e una pezzo di stecca di cannella, unire 1 cucchiaio di vino e cuocervi le mele per 7/8 minuti girandole a metà cottura.
Scolarle e lasciarle raffreddare. Spennellarle con lo sciroppo di cottura e rotolarle delicatamente nello zucchero.
Far bollire le castagne con la panan, il latte e 15 g di zucchero per circa 10', poi frullare con 2 cucchiai di rum ottenendo un composto piuttosto denso con quale si riempiranno le mele. Ricomporle.
Fondere il cioccolato a bagnomaria e colarne un po' sul ripieno di ogni mela.
Usare delle piccole stecche di cannella come picciolo.

mercoledì 9 dicembre 2009

Crostata salata di zucca

Croostata salata di zucca


Un giorno dovrò togliermi lo sfizio di contare quante ricette con la zucca ho postato nel mio blog...credo che tra tutti gli ortaggi sia sicuramente il più ricorrente nella mia cucina.
E pensare che fino a qualche anno fa per me la zucca era solo quella di Cenerentola che si trasformava magicamente in una splendida carrozza e non pensavo potesse anche trasformarsi in piatti goduriosi e sopraffini!
E' bella, è buona, è versatile... dall'antipasto al dolce può riempire un intero menù!
E oggi, da ottobre fino e marzo, è regina indiscussa della mia tavola e difficilmente può passarmi sotto gli occhi una buona ricetta con la zucca senza che nasca in me il vivo desiderio di ripeterla!
Con questa crostata il colpo di fulmine è stato davvero istantaneo, non solo perché amo la zucca, non solo perché amo le torte salate... ma anche perché l'ho trovata semplicemente bella!
La ricetta è in parte tratta dal numero di dicembre della mia adorata "Cucina Italiana". Solo in parte poiché ho lasciato intatta la ricetta della frolla salata- eccezionale! da tenere sempre a mente in futuro- mentre ho aggiunto del taleggio nella farcia.
E' buona tiepida oppure fredda, anche il giorno dopo!

CROSTATA SALATA DI ZUCCA
Ingredienti per 8 persone:

per la frolla salata:
350 g di farina 00
35 g farina di riso
130 g di burro
2 tuorli
1 cucchiaio di grana grattugiato
1/2 bicchiere di acqua gassata
5 g di sale

per la farcia:
400 g di zucca decorticata
2 uova
100 g di taleggio
grana grattugiato
alloro
noce moscata
vino bianco secco
olio evo
sale
pepe

Preparazione:

La pasta frolla salata: miscelare le due farine e amalgamare con il burro ammorbidito e un pizzico di pepe. Unire 15 g di grana, i tuorli, l'acqua gassata e il sale e lavorare fino ad ottenere un impasto morbido.(l'impasto può essere fatto anche con il robot da cucina) Lasciar riposare in frigo avvolto nella pellicola per un'ora.

La farcia: Appoggiare su un foglio di carta di alluminio un foglio di carta da forno, bagnato e strizzato. Mettere la zucca a pezzetti al centro della carta forno e aggiungere un filo d'lio, sale, pepe, una foglia di alloro e un cucchiaio di vino bianco.
chiudere la carta forno e alluminio a cartoccio e infornare a 190° per 25'.
Pennellare con il burro uno stampo (di 20 cm di diametro) e cospargerlo di una miscela di farina 00 e pangrattato (un cucchiao e un cucchiaio)
Stendere la pasta a 3 mm, ritagliatevi un disco di 26 cm di diametro e foderare con questa lo stampo. Tagliare la pasta rimanente con una rotellina dentata e tenerle da parte per completare la crostata.
In una ciotola amalgamare la zucca, liberata dal suo cartoccio, con 2 uova, il taleggio tagliato a piccoli cubetti, un cucchiaino di grana grattugiato, il sale e una grattata di noce moscata; versare il composto nello stampo e livellare bene. Appoggiarvi sopra le strisce di di pasta, poi ripiegare i bordi della pasta debordante.
Infornare a 170° per 35-40', fin quando non sarà dorata e poi sfornare, sformare e lasciare riposare per un po'.

domenica 6 dicembre 2009

Ravioli di ricotta e pere

Ravioli ricotta e pere
Questo a casa mia è periodo di "prove generali" per quello che sarà il menù di Natale.
C'è chi ogni anno ha una sorta di menù fisso al quale è tradizionalmente legato e al quale difficilmente apporta qualche modifica e invece chi cerca sempre qualcosa di nuovo da proporre, il cenone del 24 e il pranzo del 25. Si, qui da noi sono entrambi della stessa importanza!

Dicevo, a casa mia ci riconosciamo decisamente nel secondo gruppo, nel complicato tentativo di accontentare i gusti di tutti! Perché, le amiche food blogger mi capiranno, è davvero difficile sperimentare e contemporaneamente trovare sempre l'entusiasmo di provare cose nuove da parte di chi assaggia.. ma credo proprio che questo we abbiamo trovato quello che cercavamo: un primo piatto davvero eccezionale, degno del pranzo di Natale!
Si tratta di ravioli ripieni di pere e ricotta da servire o con un classico burro e salvia o con una salsa a base di brie (perfetti anche il taleggio, il castelmagno, il gorgonzola o simili).

Io ho optato per la salsa al brie con le noci tritate e le foglioline di salvia e i grani di pepe rosa a profumare il piatto. Divini!

RAVIOLI DI RICOTTA E PERE CON SALSA AL BRIE E PEPE ROSA
Ingredienti per 6 persone:

Per la pasta:
400 g di semola di grano duro
4 uova
sale

Per il ripieno:
300 g di ricotta di pecora
1 pere abate
2 cucchiai di vino rosso
40 g di burro
noce moscata
sale
pepe

Per la salsa:

15o g di brie
100 g di panna
pepe rosa in grani
salvia
50 g di noci tritate

Preparazione:

Ripieno: sbucciare e detorsolare le pere. Tagliarle a cubetti e cuocerle in un padellino con il burro per 8/10'. Salare, pepare, profumare con la noce moscata ed infine sfumare con il vino. Togliere dal fuoco una volta che il liquido sarà evaporato completamente.
Far raffreddare e poi amalgamare le pere alla ricotta.
Salsa: fondere a bagnomaria il brie con la panna.
Pasta: in una grossa ciotola lavorare la farina setacciata con le uova e 20 g di sale ottenendo un impasto liscio e omogeneo. Stenderlo in sfoglie sottili (con il matterello o la nonna papera). Distribuire il ripieno a cucchiaini su una sfoglia, a intervalli regolari, lasciando un po' di spazio per ritagliare i ravioli. Sovrapporre un'altra sfoglia e con l'aiuto di uno stampino, io ho usato quello a forma di fiore, ritagliare i ravioli; avendo cura, poi, di passare il pollice sui bordi per far aderire le due sfoglie(potete usare anche i rebbi di una forchetta).
Cuocere i ravioli in acqua bollente salata, un po' per volta. Scolarli e servirli con la salsa al brie, le noci tritate, le foglie di salvia, una macinata di pepe nero e qualche grano di pepe rosa.

lunedì 30 novembre 2009

Tris di tartufi: al cacao, alla cannella e al cocco

Tris di tartufi: al cacao, alla cannella e al cocco

Avrebbero potuto chiamarli anche i tartufi dalle tre c : Cannella, Cocco, Cacao! Simpatica coincidenza!
Per chi vuole approcciarsi alla creazioni dei cioccalatini home made, i tartufi sono sicuramente il primo passo da fare per prendere un po' di confidenza con il cioccolato. E' possibile anche non abbiate alcuna intenzione di diventare un petit maitre chocalatier, ma il vostro unico intento è quello di stupire i vostri amici con un dessert, di facilissima esecuzione, ma di grande effetto e riuscita! Allora i tartufi fanno nuovamente al caso vostro!
In più oltre a servirli a a tavola potrebbero essere anche un originale dono di Natale da fare ai più golosi. Sono così suggestivi che occorrerebbe un semplice sacchetto trasparente e un nastro in tono con i colori dei tartufi. Ad esempio, riprendendo le tinte della cannella e del cacao, vedrei bene dei nastri oro e bronzo.

Non a caso hanno il nome e la forma del tubero più prezioso: sono davvero un piccolo tesoro di bontà e conviene sempre prepararne molti perché vanno sempre a ruba!

TARTUFI AL COCCO, AL CACAO E ALLA CANNELLA
Ingredienti per 25 pezzi:

350 g di cioccolato fondente (per un gusto leggermente più delicato:250 g di fondente+100 al latte)
150 g di panna fresca
2 cucchiai di rum (o Cognac) facoltativi
1 cucchiaio di burro (25 g)
cacao amaro
cannella cocco grattugiato

Preparazione:


Portare a ebolllizione, su fuoco dolce, in una piccola casseruola la panna fresca con il burro e il rum. Togliere dal fuoco, unire il cioccolato tritato e farlo sciogliere mescolando finché il composto risulterà perfettamente liscio ed omogeneo.
Lasciarlo riposare in frigorifero fin quando si sarà rassodato (almeno un'ora) facendo attenzione che non si solidifichi del tutto..
Mettere intanto nel freezer il piatto che userete per servire i tartufi.

Preparare tre piatti piani: in uno versare il cacao, nell'altro la cannella e nel terzo il cocco grattugiato.
Prendendo il composto al cioccolato poco per volta con un cucchiaino, lavorarlo con le mani fredde e formare tante piccole palline. Farne rotolare un terzo nel cacao, un terzo nella cannella e le restanti nel cocco, in modo che se ne rivestano uniformemente. Se preferite una forma meno irregolare e più tondeggiante, vi consiglio di passare le palline una prima volta nel cacao e nella cannella, lavorale di nuovo con le mani e poi ripassarle una seconda volta (per quelle al cocco la prima passata farla con il cacao).
Quindi disporre i tartufi nel piatto ghiacciato e servire.
Conservare in frigo, non più di due giorni.

Idea tratta dal volume" I dolci delle feste" i grandi manuali.

venerdì 27 novembre 2009

Canestrelli

Manca meno di un mese... ma nell'aria si comincia già a respirare un po' di atmosfera natalizia! Complici le prime vetrine addobbate si inizia a dedicarsi ai primi acquisti per albero, presepe e altro...
E se capita di sfornare dei graziosi biscotti si pensa che possono essere un goloso dono di Natale! Se l'idea di questo genere di regalo vi solletica vi consiglio di vedere la raccolta di biscotti di Micaela alla quale partecipo con questa ricetta.

Questi canestrelli nascono dalla voglia di preparare qualche biscotto da mangiare a colazione e sono estremamente semplici sia nel sapore che negli ingredienti che nella preparazione.
L'unico accorgimento è quello di usare un burro non buono, ma ottimo! Dalla sua bontà dipende per 3/4 la riuscita della ricetta. Il resto lo fanno la qualità degli altri ingredienti, l'amore che metterete nel preparare i biscotti e la giusta temperatura del forno.

Perché canestrelli? Forse il nome deriva dai tipici recipienti di vimine intracciato, i "canestri" per l'appunto, nei quali si deponevano i dolci una volta cotti.

CANESTRELLI

Ingredienti per 16 biscotti (di diametro)

150 g di farina 00
30 g di farina di mandorle (mandorle tritate finemente)
60 g di zucchero a velo
100 g di burro
1 tuorlo
1 cucchiaino di lievito per dolci
la buccia grattugiata di 1 limone non trattato

Preparazione:

Nel robot impastare il burro con lo zucchero, la scorza di limone e il tuorlo. Aggiungere la farina e il lievito setacciati. Una volta formata una palla impastarla velocemente con le mani e lasciarla riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Stendere l'impasto con il matterello infarinato ottenendo una sfoglia di 7 mm di spessore.
Con l'apposito stampo per canestrelli (ma potete usare un comune stampo a forma di fiore e praticare in seguito un foro nel mezzo con uno scavino per mele) ricavare dalla sfoglia i biscotti.
Adagiarli delicatamente su una teglia ricoperta da carta forno e cuocerli nel forno preriscaldato a 170° per 10/15 '. Quando avranno assunto un leggero colore dorato, estrarli dal forno.
Far raffreddare i canestrelli e cospargerli con abbondante zucchero a velo.






domenica 22 novembre 2009

Arrosto con le castagne



Oggi quanti di voi hanno mangiato a pranzo un bell'arrosto?! Immagino in tanti!
Anche perché, quello della domenica, è l'unico vero pranzo rimasto che di solito viene consumato con la famiglia tutta riunita e senza fretta. Quindi è l'unica occasione della settimana in cui possiamo dedicarci a preparare piatti un po' più laboriosi e lunghi e che vanno gustati, seduti a tavola, in tutta calma. Magari preceduti da una lasagna o da un piatto di fettuccine... poi paese che vai ... usanze che trovi! Ogni famiglia ha i suoi pezzi forti, che possono essere piatti della tradizione tramandati di mamma in figlia. Così si rimane romanticamente fedeli ad antichi sapori.
Com'é antico l'abbinamento della frutta con la carne di maiale. Ricordo i più tipici con la mela, le prugne o i fichi. O anche con le castagne che al sugo di questo arrosto regalano una consistenza cremosa e un sapore dolce e pieno: un sughetto da acquolina nel quale sarà impossibile resistere alla tentazione di inzuppare il pane.

Di certo preparare un arrosto richiede diverse ore, sia per i tempi di cottura sia per tutta una serie di accortezze da utilizzare nel corso della preparazione.
Una volta infornato è bene glassare frequentemente l'arrosto con il sughetto o il grasso di cottura (non bagnare con liquidi freddi come vino o acqua).
Se la cottura deve essere protratta a lungo, potrebbe essere necessario proteggere la carne dal calore diretto coprendola con un foglio di alluminio.
Se non si possiede l'apposito termometro, è possibile controllare la cottura con uno spiedino sottile: generalmente le carni rosse sono cotte al sangue (50° C) o al punto (60° C), mentre per le altre carni la cottura viene prolungata finché il liquido che esce non è incolore.
Al termine della cottura tutti gli arrosti devono riposare coperti con un foglio di alluminio almeno 10-20', in modo che il calore e i liquidi interni della carne si uniformino e il taglio sia più regolare e più semplice da praticare.






ARROSTO CON LE CASTAGNE


Ingredienti per 4/6 persone:

1 kg di lonza di maiale (ma è possibile usare anche altre carni, tipo quella di vitello)
300 g di marsala
300 g di latte
200 g di pancetta tesa
2 cipollotti
600 g di castagne (lessate e sgusciate)
brodo di carne
alloro
rosmarino
farina
olio evo
sale
pepe

Preparazione:

Steccare la lonza con le striscioline di pancetta tesa e legarla a mo' di arrosto con le foglie di alloro. Per comodità potete far steccare il taglio di carne con la pancetta direttamente dal vostro macellaio.
Infarinare la carne e rosolarla uniformemente sulla fiamma vivace in una padella antiaderente con 3 cucchiai di olio. Poi trasferirla in una pirofila unta di olio. In una padella antiaderente tostare un cucchiaio di farina per circa un minuto, poi sfumare con il Marsala, portare a ebollizione, unire il latte, il sale, una macinata di pepe, 2 mestoli di brodi e lasciare sobbollire fino a quando la parte alcoolica non sarà evaporata (3-4').
Filtrare questo sugo sulla carne, unire le castagne lessate, i cipollotti spaccati in quattro, coprire con un foglio di alluminio e infornare a 170° C per un'ora e 15 minuti circa. Infilando uno spiedino sottile il liquido che fuoriesce deve essere incolore. Sfornare, far riposare per una ventina di minuti, tagliare a fettine mediamente sottili e servire con le castagne e il loro sughetto.
Potete accompagnare l'arrosto con un puré e delle cipolline in agrodolce.

mercoledì 18 novembre 2009

Gnocchetti con la zucca


...o malloreddus con la zucca. Così i sardi chiamano il loro formato di pasta più tipico che ho scoperto avere un significato molto curioso: "piccoli tori" o "vitellini", molto probabilmente per la forma panciuta.
Un tempo erano ottenuti passando i cubetti di pasta contro l'estremità di un cesto di paglia mentre oggi viene usato un tagliere scanalato.
Io, di mio, non ho usato nè l'uno nè l'altro, infatti i miei gnocchetti sardi provengono direttamente dallo scaffale del supermercato, ma non escludo, prima o poi, di provare a farli... anche solo per acquistare un tagliere scanalato assecondando così la mia mania di avere tutti gli strumenti in circolazione anche se poi nella stragrande maggioranza dei casi li utilizzo una volta sola(credo in molti potrete riconoscervi in questa osservazione....)

Infine per spendere due parole sul condimento vi dico che zucca-noci-pancetta-salvia formano un quartetto più che convincente il cui gusto saporito è perefettamente esaltato dal formato degli gnocchetti.

GNOCCHETTI CON LA ZUCCA
Ingredienti per 4 persone:

400 g di gnocchetti sardi
250 g di polpa di zucca
150 g di pancetta affumicata
40 g di gherigli di noce
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
qualche foglia di salvia
grana (a piacere)
1/2 bicchiere di marsala secco
brodo vegetale
noce moscata
una noce di burro
2 cucchiai di olio evo
sale

Preparazione:

In un tegame dai bordi alti soffriggere la pancetta, tagliata a cubetti, con la cipolla tritata, l'aglio sbucciato, l'olio e il burro. Sfumare con il marsala e unire la zucca tagliata a dadini e aggiustare di sale. Lasciar cuocere per 10-15' o finché la zucca raggiungerà la cottura. Togliere l'aglio.
Cuocere gli gnocchetti in abbondante acqua salata, scolarli molto al dente e terminare la cottura nel tegame con la zucca, aggiungendo un mestolo di brodo, i gherigli di noce, la salvia, una grattata di noce moscata e una macinata di pepe nero. Mantecare sul fuoco per un paio di minuti.
Servire , a piacere, con il grana grattugiato.

venerdì 13 novembre 2009

Torta all'arancia e semi di papavero


...ovvero una deliziosa creazione tratta dal volume 2 classici moderni di Donna Hay.
Più che una torta un raggio di sole nei colori, nei sapori, nella morbida e scioglievole consistenza!
Ho già da un po' i due libri di Donna Hay. Li ho sfogliati talmente tante volte, da averli quasi consumati. Soprattutto nel volume dei dolci ci sono delle foto che ti rubano il cuore, staresti lì a guardarle per un tempo indefinito, rapita dalle luci, dalla nitidezza del bianco, dai contrasti... e l'immagine di questa torta ha sempre catturato la mia attenzione in modo particolare. Ho aspettato la stagione delle arance per prepararla e tra tutte le ricette del libro che ho provato fin'ora( devo ammetterlo qualcuna un po' deludente) questa è forse tra le più buone e riuscite!
Lo sciroppo assorbito dalla torta calda è fantastico e poi è bellissima a vedersi con i super scenografici semi di papavero a caratterizzare l'impasto e con le scorzette di arance candite sulla superficie.
Quindi se amate le creazioni burrose di Donna Hay, ma anche no, posso solo suggerirvi di provarla!!!


TORTA ALL'ARANCIA E SEMI DI PAPAVERO

Ingredienti:

50 g di semi di papavero
185 ml di latte
200 g di burro
1 cucchiaio di scorza d'arancia (non trattata) grattugiata finemente
170 g di zucchero semolato
3 uova
270 g di farina
1 bustina di lievito per dolci
125 ml di succo d'arancia appena spremuto

sciroppo
225 g di zucchero
250 ml di succo d'arancia appena spremuto
25 g di striscioline di scorza d'arancia (ricavate con un rigalimoni)

Preparazione:

Scaldare il forno a 160°. Versare in una ciotola il latte e i semi di papavero e mescolare bene. Mettere da parte.
Lavorare nel robot da cucina il burro, la scorza d'arancia e lo zucchero finchè il composto non è leggero e cremoso.
Aggiungere una per volta le uova e lavorare di nuovo l'impasto.
Setacciare la farina e il lievito sul composto e unire il succo d'arancia e e il latte con i semi di papavero. Mescolare bene e versare in uno stampo rotondo di 20 cm (io ne ho usato uno da 22) foderato di carta da forno.
Cuocere per 55-60', verificando la cottura con uno stuzzicadente (anche dopo 50').
Nel frattempo preparare lo sciroppo. Mettere lo zucchero, il succo e la scorza d'arancia in una pentola su fuoco basso e mescolare finchè lo zucchero si scioglie. Alzare la fiamma e bollire per 5-6' o finchè il liquido assume la consistenza di uno sciroppo.
Versare subito metà dello sciroppo sulla torta calda.
Per servire, tagliare a fette e versarci sopra lo sciroppo rimasto.



mercoledì 11 novembre 2009

Risotto ai porri con zafferano e gorgonzola


Con questo risotto credo di aver fatto la classica "scoperta dell'acqua calda".
Mi ronzava in testa da qualche giorno il binomio porri/gorgonzola per un risotto e ne ero anche particolarmente entusiasta, ma non credevo fosse un abbinamento più che collaudato! Infatti su google migliaia di ricette (pasta, tortini, risotti e ripieni vari)sono state il risultato della mia ricerca...
Quindi ho pensato di personalizzare il mio risotto con qualche pistillo di zafferano, ma qualcuno, molto più bravo di me, già ci aveva pensato tempo fa... Pazienza! La preparazione è molto simile alla sua, c'è solo qualche lieve differenza nelle dosi.

Il risultato è un risotto delicato, cremoso e piacevolmente gustoso.


RISOTTO AI PORRI E GORGONZOLA CON ZAFFERANO
Ingredienti (per 2 persone):

160 g di riso Carnaroli (o vialone nano)
250 g di cuori di porro
50 g di gorgonzola dolce
zafferano in pistilli (oppure una bustina in polvere)
burro
olio evo
sale
pepe
1 l di brodo vegetale

Procedimento:

Tagliare a rondelle sottili i cuori di porro e stufarli in padella, a fuoco basso, con un mestolo d'acqua, un filo d'olio, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Lasciarli cuocere per un 15' o finché il liquido sarà assorbito e i porri non risulteranno abbastanza appassiti.
Aggiungere un cucchiaio d'olio e tostare il riso per circa 2/3' minuti su fiamma viva, deve apparire traslucido. Abbassare la fiamma e portare a cottura aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta, mescolando in continuazione.
A metà cottura aggiungere lo zafferano sciolto in una tazzina di brodo caldo.
A cottura ultimata mantecare con il gorgonzola tagliato a cubetti e con una noce di burro.
Lasciare riposare qualche minuto ed infine servire.

lunedì 9 novembre 2009

Torta con mele e albicocche (secche)

Oggi, freddo e piovoso lunedì di novembre, mi sembrava carino illuminare la vostra visita al mio blog con una sofficissima torta dai colori solari che ha deliziosamente accompagnato le mie colazioni di questo we!
L'idea per la ricetta l'ho presa dall'ultimo numero di La Cucina Italiana. Nella rivista viene chiamata torta allo zenzero. Io l'ho "ribattezzata" sia perché per profumare e aromatizzare non ho usato lo zenzero (in quanto non lo avevo fresco) ma un'arancia non trattata e poi perché ho voluto sottolineare la presenza dei due ingredienti che farciscono la torta e che, insieme, danno vita ad un felicissimo connubio!

E devo dire che grazie a questa torta ho molto rivalutato le albicocche secche delle quali non si possono trascurare le numerose virtù... innanzitutto conservano inalterate vitamine e sali minerali presenti nel frutto fresco, sono ricche di fibre e poi sono ottime per uno spuntino energetico, saziando senza appesantire!
Sarebbe consigliabile acquistarle in negozi biologici dove è possibile trovare albicocche secche dal colore meno invitante, marroncino, ma sicuramente più salutari e genuine perché prive di coloranti!

TORTA CON MELE E ALBICOCCHE SECCHE
Ingredienti:

350 g di mele renette

150 g di albicocche secche
120 g di burro
120 g di zucchero a velo
120 g di farina 00
50 g di fecola
un arancia non trattata
4 uova
sale

Procedimento:
Ammollare le albicocche in acqua per 12 ore, strizzarle e tagliarle a dadini; unirvi l emele, sbucciate e tagliate a dadini, l'arancia grattugiata e il succo dell'arancia.
Montare il burro, morbido, con lo zucchero a velo e un pizzico di sale per 15', poi aggiungere uno alla volta 2 uova e 2 tuorli, continuando a montare.
Unire infine la farina e la fecola setacciate e amalgamarle bene.
Imburrare e infarinare uno stampo( 30 cm di diametro, h 3,5 cm), versarvi il composto e distribuirvi sopra la frutta. Spolverare di zucchero a velo e infornare a 165°/170° per 35'/40'. Spolverare ancora di zucchero a velo e cuocere per altri 5'.








venerdì 6 novembre 2009

Ciambella salata con radicchio, noci e gorgonzola


Se di questi tempi vi dovesse capitare di venire dalle mie parti, potrete notare che sui bordi delle strade ci sono donne e uomini, chini, con buste o cesti in mano tutti intenti nella raccolta di noci, del tutto incuranti delle macchine che sfrecciano loro accanto...
Qui di alberi di noci ce ne sono davvero ovunque, ma non comprendo questa predilizione della gente di rischiare la vita lungo la statale quando possono addentarsi nei boschi e dedicarsi ugualmente alla raccolta del frutto respirando tra l'altro aria pulita!

Questo pensiero ad "alta voce" per dirvi che di noci, in casa ne ho a cassette e, quindi, sono sempre alla ricerca di idee e ricette nuove per impiegarle.

Di recente una piccola parte sono andate a finire in questa fantastica ciambella salata (della paneangeli) che ho leggermente modificato aggiungendo anche del radicchio: il risultato è strepitoso! la Ciambella è gustosissima e resta buona anche il giorno dopo e quello dopo ancora....


CIAMBELLA SALATA CON RADICCHIO, GORGONZOLA E NOCI

Ingredienti:

2 uova
250 ml di latte
100 g di yogurt
1 cucchiaino di sale
una macinata di pepe
470 g di farina bianca
1 bustina di lievito per torte salate istantaneo
80 g di burro liquefatto
150 g di gorgonzola
75 g di noci
1/2 cespo di radicchio

Per cospargere: 50 g di pecorino tagliato a a scaglie grosse.

Procedimento:

Mescolare le uova con lo yogurt, il latte, lo yogurt, il sale e il pepe. Unire un cucchiaio per volta la farina setacciata con il lievito.
Aggiungere il burro e lavorare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Tagliare a strisce sottili il radicchio e stufarlo in padella con un filo d'olio fino a fargli perdere l'acqua di vegetazione.
Unire il gorgonzola tagliato a pezzi, le noci tritate e il radicchio non lavorando troppo l'impasto.
Imburarre e infarinare una teglia per ciambella (o una stampo da plum cake da 2 l) e versarvi l'impasto.
Cuocere per 45/50? a 180° in forno preriscaldato.
Cospargere con il pecorino e infornare ancora per 2/3'.



martedì 3 novembre 2009

Crema di carote alla mela renetta


Ecco una crema in piena sintonia con i calori e i sapori autunnali.
L'arancio delle carote e il sapore dolce e al contempo lievemente aspro delle renette, danno insieme vita ad una vellutata che accarezza il palato con il suo gusto leggero e delicato.

La mela renetta è una varietà di mela che adoro, sicuramente tra le mie preferite in questo periodo in cui è carnosa e con una nota un po' aspra. Con la maturazione, nel corso dei mesi, la preferisco meno in quanto la polpa diventa più morbida e il gusto più dolce rispetto al momento della raccolta. E' comunque un frutto dal sapore eccezionale, piacevolmente aromatico.
In questa crema si abbina divinamente alle carote e lo yogurt e lo zenzero contribuiscono a caratterizzare la nota acidula della preparazione!
Ve la consiglio vivamente come cena leggera e confortante soprattutto in questo periodo di primi freddi, di piogge e di raffreddori!


CREMA DI CAROTE ALLA MELA RENETTA
(idea tratta da Zuppe e minestre, La grande cucina)
Ingredienti per 4 persone:

8 carote grandi
1 cipolla bianca piccola 1 cucchiaio di zenzero fresco grattugiato
1 mela renetta 8 cucchiai di yogurt naturale denso 1 cucchiaino di succo di limone 1 rametto di timo 1 l di brodo vegetale
2 cucchiai di olio evo sale


Procedimento:

Sbucciare e tritare finemente la cipolla e porla ad appassire in una casseruola insieme allo zenzero grattugiato e all'olio.

Lavare e pelare le carote, tagliare a rondelle metà di una di esse e ridurre a tocchetti il resto; sbucciare la mela e affettarla finemente.
Unire i tocchetti di carota e la mela alla cipolla appassita, aggiustare di sale, versare il brodo vegetale caldo e cuocere, coperto e a fiamma bassa, per 30'.

Spegnere il fuoco, lasciare leggermente intiepidire e frullare con un frullatore ad immersione fino ad ottenere una crema molto liscia. Incorporare quattro cucchiai di yogurt e il succo di limone e mescolare energicamente.

Suddividere la crema nelle fondine individuali e disporre al centro di ogni porzione un cucchiaio di yogurt, senza mescolare; decorare con qualche rodella di carota cruda e con le foglioline di timo.
Servire subito.

domenica 1 novembre 2009

TORTA PERE & CIOCCOLATO (profumata alla vaniglia)


Dopo il grande successo della torta di castagne (non me l'aspettavo!) ecco un'altra torta! Sono in piena fase "pasticcera" e golosa... e ne ho ancora tante di torte in lista da preparare e, se meritano davvero, da proporvi.
E questa merita davvero tanto. Alta, soffice, deliziosa... mi ha conquistata al primo assaggio... anzi ero pazza di lei già vedendola lievitare a dismisura nel forno!

Per la ricetta devo ringraziare una mia cara amica e la fonte mi sembra sia un ricettario di un noto elettrodomestico...

TORTA DI PERE E CIOCCOLATO PROFUMATA ALLA VANIGLIA
Ingredienti:

3 uova
150 g di cioccolato fondente
2 cucchiai di cacao amaro in polvere + un po'
100 g di burro (a temperatura ambiente)
200 g di zucchero
120 g di yogurt bianco
80 g di latte
230 g di farina
70 g di fecola di patate
1 bustina di lievito per dolci
1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
2 pere kaiser o abate (600 g)
zucchero a velo

Procedimento:

Nel robot da cucina tritare il cioccolato fondente a pezzetti. Aggiungere il burro, lo zucchero, il cacao, lo yogurt, il latte, le uova, il sale e i semi di vaniglia. Lavorare ancora gli ingredienti. Poi unire la farina e la fecola setacciate ed infine il lievito.
Versare il composto in una tortiera di 24 cm di diametro imburrata e infarinata oppure ricoperta da carta forno (se inumidite la carta forno con dell'acqua sarà più semplice rivestire gli stampi). Sbucciare le pere, tagliarle a spicchi di 2-3 cm e sistemarle a cerchi concentrici sull'impasto. Spolverare le pere con il cacao in polvere.
Cuocere in forno caldo a 160°-170° per 45'-50' (fare sempre la prova stuzzicadente).
Sformare e spolverizzare con lo zucchero a velo.

lunedì 26 ottobre 2009

Torta di castagne e nocciole


Per chi ama le passeggiate nei boschi questo è sicuramente uno dei periodi migliori... in quanto oltre ad ammirare le meravigliose tonalità che la natura assume in autunno, ci si può dedicare alla raccolta di castagne, noci, nocciole... E poi si può tornare a casa e decidere di sfornare una torta che racchiuda in sé tutte le delizie raccolte durante la passeggiata.

Anche se, come me, non avete avuto la possibilità in questi giorni di addentrarvi nei boschi, ma avete comunque in casa delle castagne e delle nocciole vi suggerisco di provare questa gustosissima torta la cui ricetta ho trovato qui e alla quale ho aggiunto solo qualche nocciola tostata e tritata. Mentre era nel forno mi è venuta anche un'altra idea... di aggiungere all'impasto anche un cucchiaio di cacao amaro, nel caso alletti anche a voi l'idea basta togliere uguale quantità di farina dagli ingredienti.

La torta è estremamente semplice...l'unico grattacapo potrebbe essere la pelatura delle castagne e quindi qui di seguito vi riporto sia il metodo tradizionale sia quello più veloce e funzionale che consiste nel cuocere le castagne nel microonde.

Seguendo il sistema tradizionale le castagne si incidono e si lessano per circa 30' o più, secondo la grandezza, e poi si sbucciano e si pelano tirandole fuori dall'acqua calda una alla volta (se si raffreddano non si riescono più a pelare).

Cuocendole nel microonde si risparmia molto tempo: si incidono le castagne, ci cuociono nel micro una manciata la volta, per 2-3'; poi si sbucciano e si pelano una alla volta, tenendo le altre al caldo sotto una ciotola rovesciata. Le microonde sviluppano nelle castagne vapore. il quale gonfia la buccia sollevandola dalla polpa e consente così di staccarla con facilità.

TORTA DI CASTAGNE E NOCCIOLE
Ingredienti:

280 g di castagne (lessate e spellate)
corrispondono all'incirca a 600 g di castagne o marroni crudi e interi
180 g di burro
250 g di zucchero
180 g di farina 00
30 g di farina di nocciole*
100 g di latte
3 uova
1 bustina di lievito
1 stecca di vaniglia

Preparazione:

Incidere le castagne con un coltello appuntito, e lessarle, o cuocerle al micro (vedi sopra)Sbucciarle e pelarle. Farle raffreddare e ridurle in poltiglia con un robot da cucina.

In una ciotola unire il burro ammorbidito ( temperatura ambiente ) con i tuorli d’uovo e lo zucchero, sbattere per bene, incorporare le 2 farine e la bustina di lievito, una volta amalgamato il tutto unire il latte in cui avrete messo i semi di vaniglia, infine unire le castagne. Montare i bianchi a neve e unirli delicatamente all'impasto girando dal basso verso l'alto con un cucchiaio; versare il tutto in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata oppure rivestita con carta da forno.

Infornare a circa 180° per 45/50 minuti. Una volta cotta, sformare la torta e lasciarla raffreddare su una gratella per dolci.

Spolverizzare di zucchero a velo e servire.


*nota: la farina di nocciole si ottiene semplicemente tostando in forno, pelando e tritando le nocciole.





mercoledì 21 ottobre 2009

Risotto zucca e castagne


... ovvero un risotto d'autunno!
Infatti è preparato con due prodotti simbolo di questa stagione: la zucca e le castagne e quando si uniscono in un piatto prodotti delle stessa stagione difficilmente si sbaglia.
E' un primo piatto delicato e gustoso e i due ingredienti si combinano meravigliosamente insieme, regalando una gradevolissima cremosità al risotto.
L'idea mi è venuta dalla ricetta di una zuppa preparata con la zucca e le castagne e io ho voluto tentare anche con il riso. Permettetemi una parentesi anche la zuppa è deliziosa!
Ho profumato il piatto con il timo,un classico abbinato con la zucca, e ho mantecato per ultimo con della ricotta. Io ho scelto la vaccina, non volendo coprire la dolcezza della zucca e delle castagna; ma se preferite un gusto più deciso potete optare per quella di pecora.

RISOTTO ZUCCA E CASTAGNE (profumato al timo e mantecato con ricotta)

Ingredienti per 4 persone:

400 g di zucca
150 g di castagne lessate e spellate

1 scalogno
320 g di riso vialone nano (o carnaroli)

1 rametto di timo

150 g di ricotta

1 l di brodo vegetale

olio evo
sale
pepe
Preparazione:

Decorticare la zucca e ridurla in tocchettini. Far appassire lo scalogno tritato in una casseruola con 2 cucchiai di olio per un paio di minuti. Unire la zucca, il timo e le castagne e lasciar cuocere per 5/10 minuti. Aggiungere il riso, regolare di sale e pepe e lasciarlo tostare (dovrà assumere un colore traslucido); portate a cottura aggiungendo un mestolo di brodo caldo alla volta, mescolando in continuazione. A fine cottura mantecare con la ricotta e lasciar riposare il risotto qualche minuto prima di servire.

lunedì 12 ottobre 2009

Pere al vino rosso speziato ( con panna montata e cannella)


Per gustare delle pere al vino sublimi, dovreste avere la fortuna di riuscire a procurarvi le Martin sec. Dette anche Martin sec d’hiver, Cannellino, Cavicchione, Garofala, Garofolino, De Saint Martin, Roggia, Rousselet d’hiver. E' considerata sia a livello nazionale che europeo la migliore varietà di pera adatta alla cottura.
La sua polpa è giallastra, granulosa, poco succosa, aromatica e profumata. La buccia invece è sottile, rugginosa di colore giallastro chiaro, sfumata di rosso all'insolazione.
Io ho sostituito con più che buoni risultati la Martin Sec con una pera kaiser.
Per quanto riguarda il vino la scelta dovrebbe ricadere su un vino rosso tinto, fruttato.

E' un dessert di facile preparazione, ma di estrema eleganza e raffinatezza. E soprattutto di sicura riuscita.Io l'ho servito con un ciuffo di panna montata spolverizzata di cannella, ma è delizioso anche accompagnate da una pallina di gelato alla crema o da della panna cotta alla vaniglia.


PERE AL VINO ROSSO SPEZIATO


Ingredienti:

500 ml di vino rosso aromatico
500 ml d'acqua
170 g di zucchero di canna
1 stecca di cannella
3 chiodi di garofano
anice stellato
2 strisce di scorza d'arancia di 5 cm
6 pere martin sec o kaiser non troppo mature

Preparazione:

Versare in una pentola su fuoco medio-basso il vino, l'acqua, le spezie e la scorza d'arancia, mescolando finchè lo zucchero non si scioglie. Cuocere per 5 minuti poi unire le pere, sbucciate con i piccioli intatti.
Cuocere con il coperchio per 30 minuti, girando le pere con cura di tanto in tanto.
Togliere dal fuoco, togliere il coperchio e lasciare raffreddare le pere nella pentola. Perchè siano di un colore rosso intenso, metterle in frigorifero per qualche ora o per tutta la notte nel vino rosso speziato.
Prima di servire far ridurre sul fuoco il vino di 2/3, fino a renderlo di una consistenza quasi liquorosa.
Per servire, disporre le pere sui piatti con un po' di sciroppo e un ciuffo di panna montata spolverizzata di cannella.


venerdì 2 ottobre 2009

Crostata di mele con crema alla vaniglia e marmellata di more di rovo


Ancora un dolce con le mele... ma come devo fare?! sono troppo buoni!!!
L'ispirazione per questa crostata l'ho trovata qui. Era da un po' che cercavo un'idea allettante per utilizzare la marmellata di more di rovo, fatta in casa i primi di settembre, e la torta di Simo mi ha acceso la lampadina: una crostata chiusa ripiena con le mele e le more a cui io ho aggiunto uno strato di crema alla vaniglia e il risultato vi assicuro è davvero delizioso... perché i tre elementi della farcia si sciolgono in bocca come fossero un'unica crema.

Qui invece trovate la mia ricetta per la marmellata di more.


Ingredienti:

pasta frolla:

480 g di farina 00
180 g di burro freddo
170 g di zucchero a velo
2 uova intere + 1 tuorlo
2 cucchiaini di lievito per dolci
la buccia di un limone non trattato

per la crema alla vaniglia:

2 uova
2 cucchiai di zucchero
250 ml di latte fresco intero
1 cucchiaio di farina
1/2 cucchiaio di fecola
una bacca di vaniglia

1 vasetto di marmellata di more (possibilmente a pezzi)
2 o 3 mele tagliate a fettine sottili

Preparazione:

La crema alla vaniglia:
riscaldare il latte con la bacca di vaniglia incisa nel senso della lunghezza e intanto in ciotola mescolare i tuorli con lo zucchero e poi aggiungere la farina e la fecola setacciate. Stemperare il composto con il latte caldo, ma non bollente, versandolo a filo, quindi versare la crema nel tegame usato per scaldare il latte e portarla su fuoco moderatissimo, facendola sobollire e mescolando in continuazione per circa 5'.
Appena pronta versarla in una ciotola e spolverizzare con lo zucchero a velo per evitare il formarsi della pellicola.
Lasciare raffreddare.

La pasta frolla: Lavorare il burro freddo con lo zucchero, incorporare le uova uno ad uno; aggiungere la buccia grattugiata del limone ed infine impastate velocemente con la farina ed il lievito setacciati. Lasciate riposare la frolla in frigo per una mezz'ora.

Dividere l'impasto in due parti diverse e ricavarvi due sfoglie; con la più grande rivestire il fondo di una tortiera, imburrata e infarinata, e bucherellarla con i rebbi di una forchetta; spalmarvi la base di crema alla vaniglia, adagiarvi le fettine di mele e terminare con uno strato di marmellata di more.
Usare la più piccola per ricoprire la crostata, bucherellarla, e ripiegare i bordi verso l'interno.
Cuocere in forno a 160/170° per 40' circa.




martedì 29 settembre 2009

Zucca e cipolline alle erbe aromatiche e zenzero


Ecco la prima zucca di stagione... non chiedetemi com'è finita nella mia cantina, perché non ne ho idea. Però era lì. Bella, bellissima, perfetta. Stavo già pensando ad un risotto quando delle cipolline borettane che avevo in casa mi hanno ricordato di una ricetta vista su di un volume sulle verdure (La grande Cucina) che mi aveva incuriosita non troppo tempo fa, quando di zucche nella mia cantina ancora non c'era traccia...
Si tratta di un contorno davvero gustoso: cubetti di zucca e cipolline profumate con il rosmarino e la salvia e speziate con lo zenzero fresco.
L'abbinamento zucca-zenzero lo avevo già provato in questa zuppa e ne rimasi davvero entusiasta. Anche per questo la ricetta mi aveva colpito al primo sguardo.
Per il risotto c'è tempo...

Ingredienti per 4 persone:

400 di polpa di zucca
300 g di cipolline borettane
1 rametto di rosmarino5 foglioline di salvia1 bicchiere di brodo vegetale
1 pezzetto di radice di zenzero di 3 cmaceto biancoaceto balsamico (facoltativo)
6 cucchiai di olio evo

sale
pepe nero in grani

Preparazione:
Ridurre a cubetti la polpa di zucca; sbucciare le cipolline borettane;

In una larga padella antiaderente scaldare l'olio e farvi soffriggere il rametto di rosmarino e le foglie di salvia ben lavati e asciugati. Dopo qualche istante aggiungete la zucca, salate, profumate con una macinata di pepe e lasciate rosolare a fiamma media per 10-15 minuti, mescolando spesso ma delicatamente.

Senza spegnere il fornello, prelevare i cubetti di zucca con un mestolo forato e trasferirli in un piatto. Mettere nella padella le cipolline, bagnare con mezzo bicchiere di brodo vegetale caldo e far cuocere a fiamma bassa per circa 10 minuti. Regolare di sale e cuocete altri 10 minuti, sempre a fuoco basso, aggiungendo se necessario altro brodo caldo e mescolando di tanto in tanto.

Eliminare la salvia e il rosmarino, irrorate con due o tre spruzzi di aceto e tre cucchiai di brodo caldo; cospargere con la radice di zenzero pelata e grattugiata e continuare la cottura per altri 7-8 minuti. Aggiungere la zucca e cuocere per qualche altro minuto. Aggiungere uno due cucchiaini di aceto balsamico.

Spegnere e distribuite le verdure nei piatti individuali. Servire in tavola ben caldo.

giovedì 24 settembre 2009

Muffins alle mele speziate


Devo dirlo, di questi muffins sono proprio soddisfatta! Sono soffici soffici come una nuvola (la forma non ne ricorda una?) e poi sono incredibilmente profumati e gustosi.
Nascono dalle mele raccolte nel mio giardino, inizialmenete destinate ad una torta e poi finite a deliziare dei muffins! Perchè si sa le mele nei dolci rilasciano un aroma inconfondibile! Inoltre ho scelto di impreziosirne ancora di più il sapore e il gusto speziando i pezzettini di mela con la cannella, i chiodi garafano e lo zenzero.
Una volta sfornati, ne ho assaggiato uno e la tentazione sarebbe stata quella di mangiarne altri 3 o 4, perché da tiepidi sono ancora più buoni rimanendo intatta la dolce fragranza della mela.


Ingredienti per 16-18 muffins:
Ingredienti secchi:
300 g di farina (150g farina 0+150 g di farina 00)
100 g di zucchero
1 cucchiaio di lievito in polvere per dolci
1/4 di cucchiaino di bicarbonato
1/4 di cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cannella tritata

1 pizzico di chiodi di garafano tritati

1 pizzico di zenzero

Ingredienti liquidi:
2 uova
70 g di burro, fuso
180 g di latte

Per farcire:
2 mele
1 cucchiaino di cannella tritata
1 pizzico di chiodi di garafano tritati

1 pizzico di zenzero
Procedimento:

Accendere il forno a 180°. Imburrare e infarinare gli stampi per muffins.

In una ciotola mescolare gli ingredienti secchi: la farina e il lievito setacciati, il bicarbonato, il sale(lontano dal lievito) e lo zucchero.
In un'altra ciotola sbattere leggermente le uova; in seguito aggiungere il latte e il burro, fuso. Versare il composto liquido in quello secco e mescolare velocemente. Sbucciare le mele, tagliarle a pezzettini e aggiungervi le spezie (la cannella, i chiodi di garofano e lo zenzero). Mescolare velocemente le mele al composto e versarlo a cucchiaiate nelle forme per i muffins fino a 3/4 della loro capacità.

Infornare per 15-20', o finché i muffins non saranno ben lievitati e avranno assunto un colore dorato.
Sfornare lasciare raffreddare i muffins negli stampi per qualche minuto, poi sformarli e metterli su una griglia per dolci a raffreddare.
Conservare ben chiusi in una scatola di latta o in un sacchetto.

martedì 22 settembre 2009

Croissants di patate e sesamo ripieni di formaggio...

... quello che volete voi! Parmigiano, emmentaler, pecorino... insomma quello che più vi aggrada. E poi profumatelo con qualche erba aromatica: prezzemolo, dragoncello, basilico...
La cosa strepitosa di questi croissant è l'impasto fatto solo con patate, burro, farina e lievito. E' un'ottima base per qualsiasi tipo di rustico e la forma a cornetto li rende ancora più appetitosi!
Sono perfetti per un aperitivo, per un antipasto o per colorare e impreziosire il cestino del pane da servire a tavola.

Ingredienti per 24 croissant:

3 patate medie
500 g di farina tipo 0
125 g di burro
1 bustina di lievito per torte salate
125 g di pecorino (o altro formaggio) grattugiato
2 cucchiai di prezzemolo (o altra erba aromatica) tritato
3 cucchiai di semi di sesamo
1 albume
sale
pepe nero in grani

Procedimento:

Lavare le patate; òessarle in acuq bollente per circa 25'; scolarle accuratamente, togliere la buccia e passarle allo schiacciapatate, raccogliendo la polpa in una ampia terrina. Aggiungere il burro morbido a tocchetti, la farinail lievito, una presa di sale e una generosa macinata di pepe, quindi lavorare a lungo il composto finchè avrà assunto una consistenza omogenea.

Trasferire l'impasto sul piano di lavoro infarinato e dividerlo in due parti; stendere la prima in una sfoglia di circa 5 mm di spessore e ricavarne 12 triangoli. In una ciotola mescolare il prezzemolo e il pecorino grattugiato e porre un cucchiaino di questo ripieno al centro di ogni triangolo; arrotolare i croissants partendo dal lato più corto e terminando con il vertice opposto, schiacciarli leggermente e disporli sulla placca da forno rivestita di carta oleata.

Procedere allo stesso modo con la seconda sfoglia e, quando i croissant saranno pronti, spennellare la superficie con l'albume leggermente sbattuto. Spolverizzare con i semi dis esamo e cuocere in forno già caldo a 200° per 15/20', finché non saranno dorati. Sfornare i croissant, lasciarli intepidire su una gratella per dolci e servire

venerdì 18 settembre 2009

Pagnottine alle carote con semi di sesamo


Farina, lievito e acqua sono le tre materie prime fondamentali per la realizzazione di qualsi voglia tipologia di pane (lievitato). Apportando delle piccole modifiche agli ingredienti, alle proporzioni e ai metodi di lavorazione si possono ottenere svariate tipologie di pane: l'INSOR (Istituto nazionale di sociologia rurale) ne ha recensite ben oltre duecento!
Basti pensare ai diversi tipi di farina a disposizione, potendo distinguere dalle farine ottenute dalla macinazione dei cereali: l'avena, il farro, il frumento, il mais, il riso e la segale, le farine ottenute da altri vegetali, come i legumi (farina di ceci) o dai frutti (la farina di castagne).

Giocando poi sul'aggiunta di altri ingredienti: sale, zucchero, oli, verdure e spezie si possono ottenere infiniti risultati, il limite è solo quello della fantasia.
Io quando ho visto queste pagnottine alle carote mi sono innamorata, dapprima dell'aspetto, e una volta sfornate del loro profumo e del loro sapore.
Sono morbide e gustose. Se ben conservate, magari chiuse in un sacchetto, conservano la loro fragranza per diversi giorni.


Ingredienti (18 panini):

750 g di farina tipo 0
400 g di carote
100 g di semi di sesamo
40 g di lievito di birra
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1 cucchiaino di zucchero
5 cucchiai di olio evo
1 cucchiaino di sale fino

Preparazione:

Lavare, raschiare e sciacquare di nuovo le carote; cuocere in abbondante acqua salata per circa 15 minuti. Scolarle bene e passarle al mixer o al passaverdure.
Sbriciolare il lievito e scioglierlo in 3,5 dl di acqua tiepida insieme con lo zucchero.

Setacciare la farina e versarla a fontana sul piano di lavoro, porre nella cavità centrale l'acqua con il lievito e lo zucchero, impastare gli ingr. con la punta delle dita, quindi lavorare l'impasto con entrambe le mani. Formare una palla, ungerla con pochissimo olio e trasferirla in una terrina anch'essa leggermente unta di olio; coprire con pellicola per alimenti e lasciare lievitare in luogo tiepido per circa 45', finchè la pasta sarà raddoppiata di volume.

Tostare nel frattempo in un padellino antiaderente 75 g di semi di sesamo, facendo attenzione a non farli colorire troppo. Unire all'impasto i semi di sesamo tostati, la purea di carote, il bicarbonato, il sale e l'olio e impastate ancora. Per rendere più facile questa operazione è consigliabile usare un'impastatrice o un robot da cucina in grado di amalgamare l'impasto.

Porre di nuovo l'impasto nella terrina e lasciarlo lievitare, coperto, per altri 45 ', dopodichè lavoaralo brevemente e ricavarne 18 panini.
Disporli sulla placca da forno foderata da carta oleata, praticare un'incisione sulla sommità di ciascuno, spennellate con un po' d'acqua e spolverizzate con i semi di sesamo rimasti.

Cuocere i panini in forno già caldo a 200° per circa 20'; sfornarli, lasciarli raffreddare su una gratella e servire.

Conservare ben chiuse in un sacchetto.

Tratto da "La grande cucina"

martedì 15 settembre 2009

Torta soffice (con yogurt) caramellata (all'arancia)


Alcune di voi mi prenderanno per pazza. Soprattutto quelle che, stile pubblicità costa crociere (era quella, si?) rimpiangono disperatamente il caldo, il sole, il mare... i vestitini frivoli e i sandali. Ma io questo tempo uggioso lo adoro. E' stato così bello svegliarsi stamattina prestissimo e sentire la pioggia battere sul tetto, mentre fuori le montagne erano avvolte nella nebbia...
E quando il tempo è così, cosa c'è di meglio di sfornare una torta che non ha nessuna
particolarità, eccetto quella di essere deliziosamente morbida e profumata?!


Ingredienti:


125 g di burro
150 g di zucchero semolato
3 uova
200 g di yogurt
300 g di farina 00
50 g di maizena
1 bustina di lievito per dolci
50 g di mandorle in polvere
1 arancia non trattata
1 limone non trattato

Per decorare:

3 cucchiai di zucchero a velo
il succo di un'arancia

Preparazione:

Montare il burro e lo zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema soffice, quindi unire le uova, sempre sbattendo, e lo yogurt a filo.

Aggiungere al composto la farina e la maizena setacciate con il lievito e mescolate. Incorporare quindi le mandorle in polvere (è preferibile comprarle intere e tritarle da sè) e le scorze grattugiate di un limone e di un'arancia.

Imburrare e infarinare uno stampo dal diametro di 20 cm, versarvi il composto, pareggiare la superficie e far cuocere i forno già caldo a 160/165° per 40 minuti (fare la prova stuzzicadente).

Sformare la torta sulla gratella per dolci e lasciarla intiepidire. Spremere l'arancia, versarne in succo filtrato in una casseruola, unire lo zucchero a velo e lasciare bollire a fuoco basso, mescolando sempre, per qualche minuto.
Bucherellare la superficie del dolce e spennellarla con lo sciroppo.

lunedì 14 settembre 2009

Focaccia con fichi e olive taggiasche



Ieri è stata una tipica giornata settembrina... la luce tersa, l'aria fresca, il cielo che sembrava tirato a lucido come il resto del paesaggio. Che mese meraviglioso è settembre, un mese che sa di nuovo... forse perché per anni associato ai primi giorni di scuola, quando lo zaino profumava di libri e quaderni nuovi.

Ieri è stata una giornata in cui avevo voglia di cucinare qualcosa di tipicamente settembrino... così ho sfornato una focaccia farcita con i fichi e le olive taggiasche, l'impasto profumato al rosmarino.
La dolce acidità dell'oliva taggiasca crea un delizioso connubio con il sapore fortemente zuccherino dei fichi... è altamente consigliato servirla accompagnata da una fettina di prosciutto crudo!

Ingredienti:

400 g di farina 0
50 g di farina di semola di grano duro

1 bustina di lievito di birra secco
1 rametto di
rosmarino
50 g di olive taggiasche denocciolate
7 fichi ben sodi
1 cucchiaio di zucchero

olio evo
sale

Preparazione:

In un'ampia ciotola setacciare le due farine e unire il lievito, lo zucchero, una presa di sale(lontano dal lievito), gli aghi di rosmarino tritato un cucchiaio di olio e 2,5 dl di acqua tiepida. Lavorare a lungo gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo; coprire bene con pellicola per alimenti e lasciare lievitare per un paio d'ore in luogo tiepido lontano da correnti d'aria.

Lavare e asciugare i fichi senza sbucciarli; ridurli a tocchetti. Riprendere la pasta allargarla con le mani in uno stampo unto d'olio; con la punta delle dita praticare sulla superficie della pasta alcune fossette e riempirle con le olive e con i fichi.
Lasciare lievitare ancora, coperto da un telo, per 20/30 minuti.

Irrorare con un filo d'olio, salare leggermente e cuocere in forno preriscaldato a 220° per 25 minuti circa o finchè non assume un bel colore dorato.

domenica 6 settembre 2009

Liquore al basilico (o basilicello)



La storia di questa ricetta è tra le più classiche che si possano raccontare: erano diversi anni che a casa di un'amica avevo il piacere di gustare un liquore aromatico, dal colore verde brillante e dal profumo deliziosamente fresco e "domestico". Un liquore al basilico. E per anni non ho chiesto la ricetta. Esito sempre a chiedere una ricetta soprattutto se penso che è una di quelle preparazioni di famiglia scritte con cura su di un foglietto ingiallito. Capisco il desiderio di custodirle gelosamente come un piccolo segreto, di famiglia appunto....

...ma la mia amica ha scelto di condividere la sua ricetta. Per questo e perchè mi ha fatto conoscere questo liquore così gradevole le sono infinitamnete grata! Io ho apportato delle piccole modifiche all'originale, come al solito per adeguarla a gusti personali e per assecondare ispirazioni e consigli che vengono in corso d'opera...

Ingredienti per 1 l di basilicello:

80 foglie di basilico
1/2 lt di alcool alimentare
la buccia di 1 limone non trattato (solo la parte gialla)

per lo sciroppo:

600 cc di
acqua
300 g di zucchero
Preparazione:

Lavare e asciugare delicatamente le foglie di basilico. Adagiarle su un barattolo di vetro per conserve (vanno bene sia quelli con tappo a pressione che con tappo a vite). Versare l'alcool e aggiungere la scorza di limone. Chiudere e agitare. Conservare al buio per 15 giorni, avendo cura di scuotere per 2 volte al giorno.
Dopo 15 giorni filtrare con una garza e preparare lo sciroppo: su fuoco molto basso sciogliere lo zucchero nell'acqua. Una volta raffreddato aggiungere lo sciroppo all'alcool. Chiudere la bottiglia e agitare. Lasciare riposare almeno un mese prima di assaggiarlo, avendo nuovamente cura di agitarlo ogni giorno.
Da servire freddissimo.