venerdì 27 febbraio 2009

Torta di mele ubriache al rum con cioccolato bianco


Qualche giorno fa è arrivato l'atteso pacco della Compagnia dei cavatappi:
2 bottiglie di pregiato vino, un vasetto di noci al miele e un barattolo di cioccolato bianco, tutto accuratamente imballato.
Mi sarebbe piaciuto prendere anche della pasta di Gragnano, ma purtroppo non era disponibile.
Per presentarvi questi doni ho scelto di proporvi una torta di mele ubriacate al rum con il cioccolato bianco di cui vi avevo già parlato in questa occasione. Direi che è una versione più delicata e raffinata rispetto alla precedente che prevedeva un ripieno di mele bagnate nell'alchermes e di cioccolato fondente.
Ingredienti:

300 g di farina 00
200 g di zucchero

5 uova
1 bicchiere di olio evo delicato (o di semi)
una bustina di lievito per dolci
4 mele
annurca
3/4 cucchiai di rum
100 g di cioccolato bianco
a scaglie
Procedimento:
Mondare le mele e ridurle a fettine; disporle in una ciotola e bagnarle con il rum. Montare uova e zucchero con una frusta elettrica, finché quando assumerà un aspetto bianco e spumoso. Quindi aggiungere l'olio ed infine, mescolando delicatamente con una spatola, la farina e il lievito, setacciati. Versare metà del composto in una tortiera di 22 cm di diametro, ricoprire 3/4 della superficie con le mele ubriacate e il cioccolato bianco. Coprire con il resto del composto e disporre sulla superficie, a cerchi concentrici, le ultime fettine di mele. Cuocere in forno preriscaldato a 165° per circa un'ora.


Ci risiamo: Segnalazione importante!

Vi invito a dare un'occhiata a questo blog, molto probabilmente troverete qualcosa che vi appartiene...
io ho trovato la foto della mia schiacciata d'uva e altre foto di alcune amiche bloggers.

Ricordo che tutto il materiale presente in questo blog è sotto una licenza creative commons e che quindi:


Tu sei libero:

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grazie mary per la segnalazione!

giovedì 26 febbraio 2009

Gnocchetti di giuncata al timo con verdure


Dalle mie parti c'è l'antica tradizione che gli gnocchi siano il piatto del giovedì e ancora sopravvivono vecchie trattorie che seguono il detto :"Giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa".

Chissà poi perché proprio il giovedì? Forse per consolazione preventiva alle mancanze del venerdì cristiano? O premio per lo stomaco dopo mezza settimana di lavoro?
Fatto sta che gli gnocchi piacciono davvero a tutti (o quasi) anche ai bimbi più inappetenti e resta davvero difficile rimanere indifferenti ad un piatto di gnocchi fumanti, comfort food per eccellenza!

Per me dire gnocchi è sempre equivalso a dire "gnocchi di patate". Ultimamente mi è sorta la curiosità di provare a prepararli anche con ingredienti diversi ed ho piacevolmente scoperto che non di sole patate vivono gli gnocchi!
Giorni fa mi sono cimentata in una ricetta valdese di Walter Eynard che prevede nell'impasto la giuncata, una ricotta di latte misto non salata, sostituibile con una classica ricotta ben scolata.
Ne sono rimasta entusiasta, pur avendo una buona consistenza si sfarinano in bocca, come una caramella. Impossibile mangiarne un piatto risicato! In tal caso farete il bis!
Potete servirli con il condimento che più vi aggrada, perfetti anche per un tradizionale burro e salvia.




Gnocchi di giuncata al timo

Ingredienti per 4 persone:

500 g di giuncata(o di ricotta classica ben scolata)
100 g di farina (più quella necessaria per impastare)
1 uovo
1 mazzetto di timo
una macinata di pepe

per il condimento di verdure:
1 carota
1 peperone rosso
1 pomodoro maturo
4 cimette di cavol fiore
1 cipolla rossa
3 cucchiai di olio evo
1 presa di pistilli di zafferano
4 rametti di maggiorana
4 ciuffi di prezzemolo
4 steli di erba cipollina
sale
peperoncino


Procedimento:

Lavorate la giuncata con un cucchiaio di legno, metterla sulla spianatoia infarinata e impastarla velocemente e brevemente con la farina, l'uovo, il pepe, il sale e un cucchiaio di timo tritato.
Lasciare riposare per alcuni minuti.
Dividere l'impasto a pezzetti; passate ognuno di essi sulla spianatoia infarinata in modo da ottenere dei bastoncini lunghi, delle dimensioni di un dito.
Tagliarli a tronchetti lunghi circa 1,5 cm e disponeteli su un vassoio leggermente infarinato.
Conservarli in frigo fino al momento dell'utilizzo.

Tagliare tutte le verdure a piccoli cubetti e sbollentare le cime di cavolfiore. Tritare le foglioline di timo e di maggiorana, affettare finemente la cipolla e far appassire il tutto in una padella con l'olio.
Aggiungere tutte le verdure e saltarle per qualche minuto, regolando di sale.
Cuocere gli gnocchetti, pochi per volta, in abbondante acqua salata in ebollizione, estrali con una schiumarola appena affioreranno e sistemarli nella padella del condimento. Aggiungere lo zafferano diluito in alcuni cucchiai di acqua di cottura, saltare il tutto e servire guarnendo con le erbe aromatiche e con peperoncino a piacere.

con questa ricetta partecipo alla raccolta di i peccati di gola "gnocchi e quenelle"

martedì 24 febbraio 2009

Zuppa di farro e fagioli cannellini


Febbraio volge finalmente al termine. La voglia di sole e colore è sempre più impellente.
Eppure, la pioggia e il freddo sono ancora lì che ci attendono fuori la porta di casa.
Allora continuiamo a coccolarci con zuppe calde e fumanti.
Ultimamente adoro abbinare i legumi ai cereali. Oltre ad essere un piatto completo lo trovo estremamente gustoso. L'ultimo "matrimomio" felice servito alla mia tavola è stata questa zuppa di farro della Garfagnana e fagioli cannellini, acquistati di recente durante un week-end trascorso in Toscana.

I cannellini sono fagioli piccoli e dalla forma allungata. Sono particolarmente teneri, infatti cuociono in tempo minore rispetto ad altre varietà. Hanno un sapore molto delicato, infatti io li trovo ottimi anche mangiati semplicemente in insalata, magari accompagnati da una bruschetta ed un filo d'olio d'evo.
Cucinati con il farro danno, invece, vita ad un piatto semplice, ma con gusti e profumi del tutto particolari.


Ingredienti per 2 persone:

80 g di farro della Garfagnana
150 g di cannellini secchi
1 spicchio d'aglio
1/2 cipolla
1 carota
rosmarino, salvia, timo
1 cucchiaio di olio evo
1 cucchiaio di salsa di pomodoro
sale
peperoncino


Procedimento:

Lasciare in ammollo i fagioli per 12 ore. Lessarli in acqua, a fuoco molto basso, fin quando risulteranno teneri.
Dopo aver lavato accuratamente il farro farlo bollire in acqua salata per 20'.
In una casseruola soffriggete l'olio con l'aglio, la cipolla tritata, la carota ridotta a dadini e il pomodoro. Aggiungere i fagioli e l'acqua della loro cottura, le erbe aromatiche e il peperoncino. Salare e portare a ebollizione. Aggiungere il farro lessato, lasciare sul fuoco ancora qualche minuto e poi servire.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Mika Lenticchie&Co.


mercoledì 18 febbraio 2009

A Carnevale ogni fritto vale... le castagnole


Eh si! Almeno a Carnevale possiamo permetterceli i fritti senza essere tartassati da 1001 sensi di colpa: fa male, fa ingrassare, ma questo puzzo, da casa, quando se ne va più...?!
Comunque, un consiglio per quest'ultima questione ve lo posso dare, mettete una o due mandorle nell'olio della frittura, noterete come l'odore emanato sarà meno intenso. ;-)
Io generalmente uso per friggere l'olio di semi di arachide, che ha un punto di fumo elevato intorno ai 200° e una buona resistenza alle cotture (per saperne di più leggi qui).
Per ottenere una frittura non troppo "colorata" mantengo l'olio ad una temperatura calda e non bollente, l'ideale sarebbe prenderla con il termometro, ma non tutti disponiamo di questo strumento.
Un trucco validissimo a tal proposito è quello di immergere nell'olio il manico di un mestolino di legno: quando attorno si formeranno delle bollicine, avrà raggiunto la temperatura ottimale.
La ricetta delle castagnole che sto per proporvi gira a casa mia ormai da anni! L'ha data Anna Moroni alla prova del cuoco e vi garantisco che è davvero ottima ed estremamente semplice.
Il fritto è fragrante e leggero, per nulla unto. Il profumo davvero irresistibile! Inoltre potrete aromatizzare l'impasto delle castagnole con il liquore che preferite: anice, sassolino, marsala, rum, strega... io ho messo rum e sassolino e le ho spolverizzate con zucchero semolato miscelato con la cannella.

Ingredienti:
(30 castagnole circa)

400 g di farina 00
3 uova intere

3 tuorli
50 g di zucchero
65 g di liquore a scelta (rum, anice, marsala, sassolino...)
1 limone non trattato

1 stecca di vaniglia

30 g di olio evo delicato (o di semi)

1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
olio d'arachide per friggere


per guarnire:

zucchero semolato
cannella



Procedimento:
Montare le uova* con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso. Unire l'olio, la scorza grattugiata del limone, il sale, i semi di vaniglia, il liquore e lasciare amalgamare nel robot per 10 '. Infine aggiungere la farina setacciata ed il lievito.
Lasciare riposare in frigo per 15/30'.
Scaldare in un pentolino alto l'olio di arachide (i pezzi devono essere totalmente immersi nell'olio). Controllare la temperatura con un manico di legno, quando attorno si formeranno delle bollicine l'olio è pronto per la frittura.
Fare delle palline grandi poco più di una noce e friggerne poche per volta. Lasciarle nell'olio caldo per 10' circa, poi scolarle con un mestolo forato e appoggiarle su carta assorbente da cucina.
Passare le castagnole in una miscela di zucchero e cannella e servire.
Conservare ben chiuse.

Nota (*): per rendere le castagnole più morbide, separare gli albumi d'uovo dai rossi, montarli a neve ferma e amalgamarli bene all'impasto dopo i 15 ' di riposo.



Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Carolina "a Carnevale ogni ricetta vale"


martedì 17 febbraio 2009

Un po' crostata un po' cheese cake con pasta frolla all'olio d'oliva, ricotta e marmellata di mirtilli


Titolo un po' lunghetto oggi... :-))
Tutto nasce da una voglia di crostata, ma senza burro, da un'ottima ricotta da piazzare rimasta da questa ricetta e da un barattolo di marmellata di mirtilli by Ikea food in attesa di essere provato...

Ingredienti pasta frolla con l'olio:
500 g di farina 00 (circa)*
180 g di zucchero
1 bicchiere di olio evo**3 uova intere
1/2 bustina di lievito per dolci
1 limone non trattato

per la farcia:
1 stecca di vaniglia
500 g di ricotta
30 g di zucchero a velo
cannella, un cucchiaino

1 barattolo di marmellata di mirtilli




Procedimento:

Mescolare le uova con lo zucchero. Aggiungere l'olio, la buccia del limone grattugiata e la farina setacciata con il lievito, lavorate l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Coprirlo con della pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigo per almeno un'ora.
Setacciare la ricotta, zuccherarla e profumarla con i semi di vaniglia e la cannella.
Dividere l'impasto in due parti diverse, con la più grande rivestire il fondo di una tortiera infarinata e imburrata; ricoprire con uno strato di ricotta e uno di marmellata.
Dall'impasto rimanente ricavare delle striscioline e stenderle sullo strato di marmellata; con una forchetta sigillare bene i bordi delle striscioline alla crostata.
Cuocere in forno a 160° per 40 ' circa.

nota: a piacere potete aumentare la quantità di ricotta.

(*): aggiungete un po' di farina se trovate l'impasto troppo appiccicoso
(**): se non avete un evo molto delicato, usate l'olio di semi.
per altre informazioni guardate qui


lunedì 16 febbraio 2009

Ravioli di ricotta con salsa di salvia, noci e gorgonzola


A casa mia, da sempre, la domenica è il giorno della pasta fresca, un vero fiore all'occhiello della gastronomia italiana!
Si parte da una semplice ricetta base di pasta all'uovo per poi creare i più diversi e gustosi formati di pasta. Il limite è solo quello della fantasia.
Il classico dei classici, da noi, sono gli spaghetti alla chitarra, ma capita ogni tanto di variare e di preparare qualcosa di diverso. Soprattutto se si ha a disposizione una freschissima ricotta di pecora, come è successo ieri... al quel punto non ho potuto non preparare i ravioli, la mia passione! Li ho farciti con un ripieno molto semplice: la bontà della ricotta richiedeva, al massimo, una macinata di pepe.
Il condimento è stato una salsa di noci e gorgonzola, profumata alla salvia, che ha esaltato il gusto della pasta ripiena senza coprirlo.



Ingredienti:(per 4 persone)
per i ravioli:

4 uova

400 g di semola di grano duro
sale
pepe
400 g di ricotta
grana grattugiato q.b.
per la salsa di noci, salvia e gorgonzola:
100 g di gorgonzola
100 g di latte
60 g di gherigli di noce
qualche foglia di salvia
burro



Procedimento:
In una terrina lavorare la ricotta setacciata con un cucchiaio di legno e amalgamarla con il grana, una presa di sale, la noce moscata e il pepe.
Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, sgusciare le uova e versarle al centro, salare, sbatterle con una forchetta e poi impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Stendere una sfoglia sottile (con il matterello o la nonna papera) e ricavarne tanti quadrati di 5/6 cm di lato, utilizzando l'apposita rotella dentata e disporre al centro di ciascuno un cucchiaino abbondante di ripieno.
Quindi piegare la pasta in due e premerla lungo i bordi perché si saldino.(*)
In una casseruola fate sciogliere una noce di burro con le foglie di salvia; quindi aggiungere il gorgonzola tagliato a cubetti, il latte caldo e le noci; togliere dal fuoco quando il formaggio sarà completamente sciolto.Cuocere i ravioli in abbondante acqua bollente salata e scolarli nella salsa 2' dopo essere venuti a galla. Mescolare e servire subito.

nota(*): per le paste ripiene, evitate di aggiungere farina al termine della preparazione della sfoglia, altrimenti la pasta si secca e non si attacca quando viene ripiegata.





giovedì 12 febbraio 2009

Cuori alla vaniglia per San Valentino

Dei biscotti e una poesia per festeggiare San Valentino!


Quanto mi piace, adorata indolente,
del tuo corpo così bello
vedere come tessuto cangiante
luccicare la pelle!
Sulla tua capigliatura profonda
dagli acri profumi,
mare odorante e vagabondo,
dai flutti azzurri e bruni,
simile a un battello che si sveglia
al vento del mattino,
l`anima sognatrice alza le vele
verso un cielo lontano.

I tuoi occhi in cui nulla si rivela
di dolce nè d'amaro,
sono gioielli freddi in cui si lega
il ferro all'oro.
Quando cammini con quella cadenza,
bella d'abbandono,
fai pensare a un serpente che danza
in cima ad un bastone.
Sotto il fardello della tua pigrizia
la tua testa d'infante
dondola mollemente con la grazia
d`un giovane elefante,
e il tuo corp0 si inclina allungandosi
come un vascello sottile
che fila ripiegato spenzolando
i suoi alberi in mare.
Come rivo ingrossato dalla fonte
dei ghiacciai rombanti,
quando l'acqua della tua bocca rimonta
fino all'orlo dei denti,
mi par di bere un vino di Boemia
amaro e vincitore,
un firmamento liquido che semina
di stelle il mio cuore!
"Il serpente che danza" Spleen e ideale, I fiori del male di Charles Baudelaire

Biscotti (con l'olio) alla vaniglia farciti con marmellata di fragole

Ingredienti:
2 uova intere 2 tuorli
150 g di zucchero 500 g di farina 1 bicchiere di olio di semi o un evo molto delicato
1 bustina di cremor tartaro

una stecca di vaniglia
un limone non trattato
marmellata q.b.
(io ho usato quella alla fragola)
zucchero a velo q.b.


Procedimento:

Mescolare le uova con lo zucchero. Aggiungere l'olio, la buccia del limone grattugiata, i semi della vaniglia e la farina setacciata con il lievito.
Coprire l'impasto ottenuto con della pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigo per almeno un'ora.
Stendete l'impasto col mattarello, su un foglio di carta forno, fino a ottenere una sfoglia di circa mezzo centimetro. Con gli stampini ricavate le forme che preferite. Allineate i biscotti su una teglia ricoperta da carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 150° per circa 20 minuti.
Farcire metà dei biscotti con un velo di marmellata a piacere, soprapporvi l'altra metà e spolverizzarli con zucchero a velo.

nota: questa dose è per circa 60 biscotti singoli (quindi 30 farciti).



Buon San Valentino a tutti!

mercoledì 11 febbraio 2009

Babà salati alle verdure


” il finger food ci dà la possibilità di tornare a mangiare con le mani, di toccare il cibo e gustarlo fino all’ultima briciola, di sentirne il calore o la consistenza già sulle dita, di portarlo alla bocca senza tramiti e imbarazzi”.
tratto da “Finger Food” di Viviana Lapertosa editore Gambero Rosso

Ecco quella che oggi verrebbe definita una ricetta finger food...
Termine molto in voga in particolare per aperitivi e piccoli buffet,indica tutti quegli stuzzichini da mangiare con le dita (come dice la parola stessa) e possibilmente in un sol boccone... anche se per questo babà ce ne vogliono almeno 3 o 4!
E'
un nuovo modo di creare un pasto veloce e simpatico con cui intrattenere gli amici, con protagoniste le monoporzioni che ricordano l’idea nipponica di sushi o sashimi, ma con un tocco tipicamente italiano legato alla nostre tradizioni culinarie.

L'idea per i babà salati mi è venuta sfogliando l'ultimo numero di "La cucina italiana".
Ho apportato diverse modifiche all'originale che prevedeva
più verdure nell'impasto e di farcire i babà con il lardo. Io li ho preparati un po' con quello che avevo in casa e, questa ricetta, si è rivelata oltre che un'ottima idea finger food, un'utilissima soluzione svuota frigo! :-)


babà alle verdure farciti con prosciutto e emmentaler
Ingredienti per 10:

400g di farina speciale per pizze
20 g di lievito di birra
un uovo
olio evo
40 g di vino rosso secco
un pizzico di cannella
un pizzico di paprica
10 g di grana grattugiato
200 g di prosciutto cotto a fette
80 g di emmentaler
erbe aromatiche (un trito di salvia, rosmarino, maggiorana...)
2 carote
3 zucchine
1 porro

Procedimento:

In una ciotola raccogliere la farina con il lievito sbriciolato e 200 g di acqua tiepida. Unire il vino, l'uovo, il grana, una presa di sale, la cannella, la paprica e due cucchiai di olio: impastare fino ad ottenere una pasta elastica: lasciere lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio umido per mezz'ora o più (dipende dalla temperatura dell'ambiente).
Mondare le verdure e ridurle in una dadolata fine.
In una padella antiaderente rosolate in 30 g di olio la dadolata di verdure.
Impastare le verdure fredde con la pasta in modo che vi si distribuiscano uniformemente e fare lievitare di nuovo per 30' sotto un canovaccio umido.
Tritare il prosciutto cotto e l'emmentaler e mescolarli insieme al trito di erbe aromatiche (farcia).
Imburrare e infarinare 10 stampini da babà e distribuire in ognuno un cucchiaio di pasta.
Ricavare al centro una nicchia e inserirvi una noce di farcia.
Coprire con il resto della pasta e far lievitare ancora per 30'.
Infornare a 175° per 25-30'.
Sfornare i babà e aspettare qualche minuto prima di sformarli.
Servirli a piacere con un' insalatina mista.



lunedì 9 febbraio 2009

Quiche Lorraine profumata allo zafferano


Oggi grande classico della cucina francese: la quiche lorraine!
Tipica torta salata della Lorena risalente al XVI secolo è senza dubbio la più famosa tra le quiche e uno dei piatti d'oltralpe più conosciuti al mondo.
Il suo successo probabilmente è dato dal perfetto equilibrio tra ingredienti rustici e delicati, sapori decisi e tenui.
La preparazione di questa torta è molto semplice, ma per un risultato ottimale è importante preparare una buona pasta brisèe.
Capisco che per motivi di tempo spesso si preferisca usare una pasta sfoglia già pronta, ma se si ha in casa un mixer la preparazioni di questa pasta base ci richiederà solo qualche minuto.
Ci si guadagna sia in gusto che in leggerezza. Inoltre è possibile profumare l'impasto della brisée con erbe aromatiche tritate o con spezie: tra le erbe è consigliabile scegliere quelle che resistono alla cottura come la maggiorana, l'origano il rosmarino, invece tra le spezie preferite quelle che si polverizzano con maggiore facilità come il peperoncino o la noce moscata.
Io ho personalizzato la Lorraine profumando sia l'impasto che il ripieno con dello zafferano.
La ricetta della brisée è di Arietta che a sua volta l'ha presa da Sigrid che a sua volta l'ha presa da Felder...

Ingredienti
per la pasta brisée di Felder:

2o0 g di farina
90 g di burro a pezzetti
1 uovo
20 g di acqua fredda

Procedimento a mano: mettere il burro a pezzetti ammorbidito su un tagliere, quindi aggiungere il sale, l'uovo e l'acqua lavorate con il palmo della mano (non con la punta delle dita) per qualche istante per amalgamare perfettamente il tutto.Versare la farina setacciata e impastare quel tanto che basta per rendere l'impasto omogene
Se la pasta che avete ottenuto tende ad attaccarsi alle mani o alle tagliere spolverizzatela con la farina, e lavoratela con il palmo delicatamente.

Procedimento con il mixer: inserire nel mixer tutti gli ingredienti (il burro va benissimo freddo, in questo caso) e impastare fino a quando non si ottiene una palla. Prendere l'impasto, lavorarlo appena fino a renderlo omogeneo.

Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e farlo riposare almeno un'ora in frigo.

Quiche Lorraine

ingredienti:

300 g di pasta brisée
150 g di pancetta affumicata
1/2 cipolla
70 g di groviera
4 uova
3 dl di latte
1 dl di panna
olio evo q.b.
burro e farina per la tortiera
sale
pepe

Procedimento:

Imburrare e infarinare una tortiera dai bordi leggermente svasati, alta 3 cm e del diametro di 24 cm.
Su una spianatoia stendere la pasta brisée con il matterello a uno spessore di 2 mm, conferendole una forma rotonda (infarinare leggermente l'asse di legno e la pasta, in modo che non si attacchi).
Trasferire la pasta nella tortiera e foderare completamente lo stampo, facendo attenzione che la pasta aderisca in tutti i punti.
Con l'aiuto di un coltellino eliminare la pasta in eccesso, che deve tuttavia fuoriuscire leggermente dalla tortiera.
Tagliare la pancetta e la cipolla a listarelle e trasferirle in una padella con un filo d'olio per farle stufare.
Grattare il groviera a filetti.
Prepare il composto per la quiche: in una bastardella sbattete le uova, condite con sale e pepe, aggiungere il latte e la panna e amalgamate bene il tutto. Disporre la guarnizione di pancetta, cipolla e groviera sul fondo della pasta, versatevi il composto per quiche e far cuocere in forno alla temperatura di 170°.
Trascorsi 15', abbassate la temperatura a 150-160° e procedere nella cottura finchè la parte superiore sarà ben dorata e tenderà a gonfiarsi.
Sfornare la torta, lasciarla riposare per 10' e poi sformarla delicatamente.

Nota: se volete profumare anche voi la quiche con lo zafferano mettete metà bustina nell'impasto e l'altra metà nel ripieno.


sabato 7 febbraio 2009

La Compagnia dei Cavatappi


Grazie ai posts di alcune amiche bloggers ho scoperto un interessante sito che ci dà la possibilità di acquistare degli ottimi prodotti on line.
Si tratta della Compagnia dei Cavatappi, un sito e-commerce dalla grafica gradevole ed immediata. Visitandolo potrete trovare un'ampia gamma di prodotti enogastronomici suddivisi in tre categorie e presentati in maniera chiara ed esaustiva dalle schede che forniscono tutte le informazioni necessarie sul prodotto che ci interessa.
Gli amanti del buon vino potranno perdersi nella sezione enoteca dove troveranno anche grappe, champagne
e altri distillati.
Nella sezione gastronomia sono presenti oli, tartufi, funghi, miele e diversi formati di pasta
Gentile Gragnano.
Infine ci sono gli accessori, sezione dove troverete delle bellissime cassette per bottiglia ideali per confezioni regalo.

Un'ultima cosa, la compagnia dei cavatappi ha pensato ad un'iniziativa, La Compagnia dei Bloggers, a cui possiamo partecipare tutti noi bloggers che trattiamo temi enogastronomici.
E' sufficiente compilare questo form, seguire le indicazioni che il Signor Putignano vi fornirà per e-mail per ricevere un buono
acquisto gratuito da spendere nel negozio on line "La compagnia dei cavatappi". Le spese di spedizione sono gratuite.

giovedì 5 febbraio 2009

Torta cioccolato e nocciole o torta giffonese



La prima volta che ho sfogliato il libro "i dolci del sole" di Salvatore de Riso la mia attenzione è stata rapita dalla torta giffonese.
La foto del libro parlava da sé... un delizioso ripieno alle nocciole, racchiuso tra uno strato di sottile pasta frolla e oltre un centimetro di onde di crema al cioccolato simil nutella.
L'ho mangiata con gli occhi per diversi minuti e poi ho cominciato a leggere gli ingredienti ed il procedimento.
Quello che, negli ultimi 10 minuti, era diventato l'oggetto principe del mio desiderio richiedeva una preparazione lunga almeno mezza giornata. Per essere ottimisti.
E poi che bomba calorica! Non stavo facendo una specie di dieta...?!
Quindi, dopo quel giorno, ho messo da parte l'idea di prepararmi la torta giffonese.

Tempo dopo la sua immagine deliziosa e paradisiaca mi è tornata in mente all'improvviso... quando ho realizzato che a giorni sarebbe stato il compleanno di mia sorella!!!
Quindi, ieri, ho recuperato tutti gli ingredienti necessari, all'80% nocciole, e ho finalmente preparato la giffonese!

Ho apportato delle modifiche alla ricetta originale, diminuendo la quantità di burro presente nella pasta frolla di nocciole (250 g per 400 g di farina mi sembrano davvero troppi!) e poi ho preso una piccola scorciatoia affidandomi ad un altro genio, il Signor Ferrero, e decorando la superficie con la Nutella. :-P

La torta è buonissima ed ha un profumo irresistibile! La consistenza della frolla, seppur diminuendo la dose di burro, è perfetta.
Insomma ha riscosso grandi apprezzamenti e lo giubilo generale di chi l'ha mangiata!
Ma... c'è un ma.
Non avevo certo l'ingenuità di credere che il maestro de Riso svelasse sul suo libro la ricetta originale della giffonese, ma tagliando la torta il risultato mi ha delusa un po', in quanto il ripieno di nocciole somiglia solo lontanamente a quello della foto, è molto più basso, sebbene io abbia seguito alla lettera le indicazioni del libro.
Se avete un'idea al riguardo, leggendo gli ingredienti, fatemi sapere!

Una piccola nota finale: la torta prende il nome dalla rinomata nocciola tonda di Giffoni, igp campana. Le sue caratteristiche principali, il
sapore aromatico e la pellicola interna sottile e facilmente staccabile, ne fanno un prodotto ideale e molto usato in pasticceria.

Ingredienti per 8-10 persone

Per la pasta frolla alle nocciole:
400 g di farina 00
240 g di burro ammorbidito (180g)*
160 g di zucchero a velo
100 g di nocciole di Giffoni tostate e ridotte in polvere
1 uovo intero (50 g)

1 albume d'uovo (30 g)

4 g di levito per dolci
3 g di sale
1 baccello di vaniglia

per il ripieno alle nocciole
150 g di burro morbido

150 g di zucchero a velo

3 uova intere (150 g)
150 g di nocciole in polvere
2 g di sale
1/2 scorza di arancia non trattata


per la crema al cioccolato e nocciola:

250 g di cioccolato gianduia
80 g di panna liquida fresca

30 g di burro

30 g di pasta pura di nocciole

oppure un vasetto di Nutella*

per la finitura:
granella di nocciole tostate


* mia variazione

Procedimento:

Montate il burro con lo zucchero a velo, aggiungete le nocciole macinate, l’uovo, l’albume, il lievito e il sale. Unite la farina e impastate come per una normale pasta frolla. Lasciate riposare in frigo per qualche ora.

Preparate il ripieno: montate leggermente il burro con lo zucchero a vel0, il sale e la buccia di arancia. Unite uno per volta le uova e poi le nocciole in polvere.
Amalgamate bene.

Per la crema cioccolato e nocciola, fate fondere a bagnomaria in un tegame a fondo spesso il cioccolato a pezzetti. A parte, portare a ebollizione la panna per 3o'' e poi versatela sul cioccolato ottenendo una crema liscia e lucida. Unite, alla fine, il burro morbido e la pasta alle nocciole.
Da preparare il giorno prima.

Preparate la torta. Stendete la pasta frolla a circa 1/2 cm di spessore in una tortiera di 22 cm di diametro. Farcite con il ripieno alle nocciole ed infornate in forno già caldo a 170° per circa 35 minuti. Una volta raffreddata,sformatela su un piatto da portata con un sac à poche formate sulla superficie delle onde con la nutella o con la crema gianduia.

Cospargete sul bordo dei granellini di nocciole tostate.


nota: come tostare le nocciole intere o la granella. se le nocciole hanno la pellicola, gettarle per 1 minuto in acqua bollente, scolarle un po' per volta ed eliminare subito la pellicola.
Potete tostarle sia in forno, a 150° per 5', oppure per qualche minuto in un padellino antiaderente avendo l'accortezza di girarle ogni tanto.

Altre ricette di De Riso:
zeppole di carnevale o (ciambelle dolci)
panini al latte

Grazie alla cara Simo ho scoperto, per caso, che proprio oggi è il Nutella day!


Sara di Ms. Adventures in Italy.


Michelle di Bleeding Espresso,


Shelley di At Home in Rome,

sono ben felici di dichiarare solennemente
Giovedì, 5 febbraio 2009, “World Nutella Day 2009″
un'intera giornata dedicata per celebrare e soprattutto mangiare Nutella!

tutte le delucidazioni su questa golosa iniziativa le trovate qui.

mercoledì 4 febbraio 2009

Muffins alle carote


Solo qualche parola per presentarvi dei deliziosi muffins: morbidi e profumatissimi!
Il merito di questa ricetta va a lei, di mio ho aggiunto solo la farina farro e la scorza di arancia grattugiata.
Tra gli ingredienti è prevista la farina di mandorle. Io preferisco tritarle finemente con il mixer, invece di acquistare la farina già pronta, poiché tende ad irrancidirsi con facilità.

Vi consiglio, infine, di dare un'occhiata ai muffins alla carota di pizzicotto... li ha proposti nel suo blog in una forma davvero simpatica e graziosa ottenuta con gli stampi della Silikomart.


Ingredienti per 18 muffins

200gr di carote bio
200 gr di farina 00
50 g di farina di farro
50 gr di farina di mandorle
120 gr di burro, fuso
120 gr di zucchero
2 uova
2 cucchiaini e mezzo di lievito in polvere
2 cucchiaini di cannella in polvere
10 cucchiai di latte
1 pizzico di sale

Procedimento


Accendere il forno a 170°. In una terrina versare gli ingredienti secchi: le farine, il lievito, le mandorle, lo zucchero, la cannella, la scorza grattugiata dell'arancia e il sale. Mescolare bene per amalgamarli e per avere una buona lievitazione.
Sbattere le uova e aggiungere il latte e il burro fuso l'olio.
Versare il tutto nel precedente impasto, aggiungere le carote grattugiate finemente e mescolare.
Riempire per 3/4 della loro capacità gli stampini per muffins e infornarli per 20/25 '.

Lasciare raffreddare per qualche minuto e poi sformarli.


lunedì 2 febbraio 2009

Alici e carciofi in tortiera e la guida del WWF "Sai che pesci pigliare ¿"


Il WWF ha stilato una guida all'acquisto del pesce. La trovate qui, in versione scaricabile, sul blog di Salsa di Sapa.
Si tratta di uno strumento semplice e veloce che aiuta il consumatore ad un acquisto più consapevole rispettando i principi della sostenibilità ambientale.
I criteri utilizzati per individuare i 3 livelli di guardia (verde, giallo e rosso) derivano dalla combinazione di:
• provenienza dalle zone di pesca
• disponibilità delle specie
• impatto sul territorio di origine
• caratteristiche del prelievo

Invito tutti a scaricare questa guida e a tenerla ben presente al momento dell'acquisto del pesce!
Vorrei anche suggerirvi la lettura, per me scioccante, di questo articolo sul pangasio, un pesce che per il prezzo molto competitivo viene dato nelle mense scolastiche e che spesso, per l'assenza di spine, i pescivendoli ci consigliano per i nostri bimbi.

Intanto vi propongo una ricetta gustosissima con le alici, il pesce azzurro per eccellenza, che oltre ad avere un prezzo modico, viene pescato nei nostri mari e vanta delle straordinarie proprietà nutrizionali.



Alici e carciofi in tortiera

Ingredienti per 4 persone:

600 g di alici freschissime
3 carciofi
1 limone non trattato
150 g di mollica di pane
1 ciuffo di prezzemolo
olio evo
2 uova
sale
pepe


Procedimento:

Mondare i carciofi: tagliare via le spine e lefoglie più dure fino ad arrivare quasi al cuore, poi tagliare a spicchi sottili eliminando le eventuali barbetet interne; passare mano a mano le fettine in acqua acidulata con succo di limone.
Quindi sbollentarle per 2' in acqua salata in ebollizione, scolare e tenere da parte.
Pulire le alici: eliminare la testa, eviscerarle e lavarle molto bene sotto l'acqua corrente, quindi asciugarle tamponando con cura con carta assorbente da cucina.
Preparare un composto mescolando la mollica di pane, passata nel nixer, con una generosa manciata di foglioline di prezzemolo tritate, la buccia di limone grattugiata, il sale e una macinata di pepe.
Arrostire la mollica, in un padellino antiaderente, con un filo d'olio.

Versare in una torttiera di 20/22 cm di diametro 2/3 cucchiai di acqua, formate un primo starto con i carciofi, e cospargeteli con metà del pane arrostito.
Ordinare sopra le alici e cospragere di nuoco con il preparato di pane.
irrorare con 3/4 cucchiai di olio, distrubuendolo in modo uniforme.

Versarvi sopra le uova sbattute, quindi pasasre la tortiera in forno caldo a 180° per circa 20', fino a quando le uova non saranno ben rapprese e la superficie apparirà dorata.
Servire subito.


Tratto dalla cucina regionale italiana " Puglia".