martedì 31 marzo 2009

Cupscakes di primavera


Oggi vi presento i miei cupcakes inno alla primavera... la glassatura al pistacchio ricorda un bel prato verde dove spuntano in tutta la loro vivacità le violette candite.
Per la preparazione delle violette candite si usano fiori freschi e sani,con petali robusti preferibilmente raccolti le prime ore del mattino tagliando il gambo a circa un centimetro dal fiore.
Sono consigliati i fiori presi in campo aperto e non in serra perchè più consistenti.
Nel mio giardino ci sono delle piccole macchie di violette, nascoste nelle zone più umide e muschiose, che mi hanno dato l'ispirazione per la preparazione di questi cup cakes.


Ingredienti per 16 cups cakes:

250 g di farina 00
100 g di zucchero

1 vasetto di yogurt naturale
2 cucchiai di latte
50 g di burro fuso freddo

1 pizzico di bicarbonato

1 limone non trattato
1 bustina di lievito


per la glassa:

1 vasetto di crema di pistacchio di Bronte
100 g di cream cheese


per le violette candite:

violette acqua zucchero

Procedimento:

Imburrare e infarinare gli stampi per muffin.
In una ciotola versare la farina ed il lievito setacciati e lo zucchero, mescolare bene.
Sbattere le uova aggiungere il latte, lo yogurt, la buccia di limone grattugiata e il burro fuso. Versare il tutto nel precedente impasto e mescolate.
Versate il composto ottenuto negli stampi e riempirli per 3/4 della loro capacità.
Infornare per 20-25 minuti a 150°.
Una volta sfornati, aspettare qualche minuto e poi lasciarli raffreddare su una gratella.

Lavorate con l'aiuto di una spatola la crema di pistacchio con la cream cheese, fino ad ottenere un composto omogeneo. Lasciare riposare in frigo almeno mezz'ora.

Preparate in un pentolino lo sciroppo con 4 parti d'acqua e una di zucchero(4 cucchiai d'acqua-- 1 cucchiaio di zucchero). Con l'aiuto di un pennellino, pennellare le violette con lo sciroppo e poi passarle delicatamente nello zucchero. Lasciare asciugare.

Con l'aiuto di un sac à poche decorare i cups cakes con la crema e guarnirli con le violette candite.




venerdì 27 marzo 2009

La Compagnia del Cavatappi ritorna


Ieri, dopo aver ricevuto una mail dal Signor Putignano, della Compagnia del Cavatappi, sono tornata a far visita al suo sito e-commerce ed ho trovato ad accogliermi numerose novità tra i prodotti in esposizione.
Innanzitutto hanno dato il via alle offerte di primavera con sconti del 40% e ad uno speciale sulla pasqua con un ampia gamma di colombe dalla più classica e tradizionale a quella più originale, farcita con yogurt e fragole o yogurt e mirtilli: ce n'è davvero per tutti gusti!
Inoltre il settore gastronomico è stato arricchito da altre interessanti novità: crema alla cannella, amaretti all'amarena e all'arancio e tante altre golosità.
Personalmente ho avuto il piacere di provare gli ottimi prodotti della Compagnia del Cavatappi e come garanzia della loro eccellente qualità è sufficiente fare dei nomi: la pasta di Gragnano Gentile, presente in diversi formati, e il cioccolato bianco Amedei, famoso in tutto il mondo per le sue pluripremiate tavolette di cioccolato.

Ed infine, per gli amanti del vino, non posso dimenticare di menzionare anche il fornitissimo reparto enoteca, date un'occhiata!

mercoledì 25 marzo 2009

Bocconcini di pollo speziati con yogurt e verdure


In cucina posso fare a meno di tutto, ma non toglietemi le erbe aromatiche e le spezie!
Non credo di avere nel mio archivio una sola ricetta che sia sprovvista, negli ingredienti, di una di queste due cose.
Nel mio giardino e nel mio balcone cerco di avere qualsiasi tipo di erba aromatica.
La mia dispensa ha l'aroma inebriante di una drogheria.
Qualsiasi piatto può essere connotato in maniera completamente diversa grazie al pizzico di una spezia: un uovo al tegamino perde la sua "banalità" se arricchito da un tocco di zafferano!
E un insignificante petto di pollo, diventa un piatto super sfizioso se colorato e profumato dalla curcuma, dallo zenzero e dal coriandolo.

Ingredienti per 2 persone:

300 g di petto di pollo
1 carota
1 zucchina
1/2 cipolla rossa
1 vasetto di yogurt bianco naturale
1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1/2 cucchiaino di curcuma
1/2 cucchiaino di coriandolo
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di olio evo
farina q.b.
1/2 bicchiere di vino bianco
Brodo vegetale q.b.
sale



Procedimento:

Tagliare il petto di pollo in bocconcini, salarli, infarinarli e rosolarli in una padella con l'olio e un rametto di rosmarino. Sfumare con il vino e aggiungere la cipolla tritata e la carota tagliata a julienne. Cuocere per 10'/15' a fuoco medio e bagnare con un mestolo di brodo(aggiungerne dell'altro se necessario).
Quindi unire la zucchina tagliate a julienne e cuocere ancora 5'. Unire lo yogurt e le spezie, dopo 2' spegnere e servire, magari, accompagnato da un'insalata.

martedì 24 marzo 2009

Plumcake salato ai due formaggi


Oggi i colori del mio blog si tingono di bianco di rosso e di blu, perché nella mia tavola virtuale vi sto per servire un delizioso cake salato francese.
L'ideale sarebbe gustarlo all'aperto, in un prato, seduti su un plaid, ma qui, per ora, il tempo è davvero pazzo: alterniamo splendide giornate di sole a bufere di neve!
Ma prima o poi questa benedetta primavera dovrà pur arrivare e questo cake è buonissimo anche freddo,si può preparare in anticipo e portare già tagliato in fette a un picnic.
Ha un sapore molto delicato, quasi dolce, quindi è ancora più buono se accompagnato da una fettina di prosciutto crudo.

L'impasto del cake è ottimo anche per dei graziosissimi mini muffins salati.


Ingredienti:

200 g di buche de chèvre(formaggio di capra di media stagionatura)
150 g di farina
125 g di latte 100 g di gruyère grattugiato (dolce)
80 g di olio evo + 1 cucchiaio
7 g di lievito in polvere istantaneo per prodotti da forno salati
3 uova
2 piccole zucchine
cerfoglio (o prezzemolo), un ciuffo
erba cipollina, un ciuffo
sale
pepe

Procedimento:

Mondare, lavare e affettare le zucchine a rondelle non troppo sottili.
Rosolare le rondelle di zucchina in padella in un cucchiaio di olio oliva sulla fiamma media per 10/15'.
In una ciotola battere le uova con un pizzico di sale e una macinata di pepe, poi unire il lievito mescolato alla farina.
Lavorando con la frusta incorporare l'olio d' oliva e il latte precedentemente intiepidito.
Unire il gruyère grattugiato al composto di uova e farina, mescolando bene.
Ridurre il buche de chèvre a rondelle di 1 cm e poi in tanti dadini.
Incorporare ora il buche de chèvre e quindi le zucchine ormai fredde.
Dopo aver tritato le erbe aromatiche unirle al composto e amalgamare bene perché vi si distribuiscano in mdo omogeneo.
Imburrate e infarinate uno stampo da plum cake (cm 26x10x7) e versarvi il composto.
Infornarlo a 170° per 45/50'.
Sfornare il plumcake lasciarlo intiepidire, quindi liberalo dallo stampo.
Ottimo sia tiepido che freddo.

Ricetta tratta da "La Cucina Italiana"





giovedì 19 marzo 2009

Focaccia pugliese



Se siete stati in Puglia, se avete percorso le sue strade e se vi siete soffermati nelle sue piazze senza dubbio avete avuto anche la fortuna di assaggiare la mitica focaccia pugliese, magari farcita con la mortadella e il caciocavallo: una specialità del luogo di una bontà pazzesca che esprime allo stesso tempo la passione per il pane e la fantasia in cucina di questa splendida regione.

A casa non avevo mai provato a farla finché una ragazza genovese che segue il mio blog non mi ha chiesto qualche consiglio su come cuocerla.
Mi ha lasciata un po' spiazzata... poi ho fatto un giro sul web e prendendo spunto anche dalla ricetta della mia cara lettrice ho preparato la mia focaccia pugliese.
E' venuta talmente buona che ho deciso di proporla oggi anche a voi.
E' fantastica tagliata a quadratini e servita, sia semplice che farcita, per un buffet tra amici oppure, è quasi primavera, è l'ideale da portare nelle scampagnate perché è buonissima anche fredda.

Ingredienti:

500 g di farina 0
100 g di semola rimacinata di grano duro
250 g di patate lessate (sono all'incirca 2 patate medie)
300 ml di acqua tiepida
1 bustina di lievito liofilizzato
5 cucchiai d'olio evo
sale q.b.
origano olive nere (due manciate)
10 pomodorini ciliegina

Procedimento:

Setacciare le farine e miscelarle con il lievito e due cucchiani di zucchero; in una ciotola amalgamare la farina con le patate lessate (schiacciate con una forchetta o con lo schiacciapatate), l'olio, l'acqua e il sale. Trasferite il tutto in una spianatoia leggermente infarinata e cominciate a lavorare l'impasto(almeno 10') fino a quando non sarà liscio ed omogeneo e tirandolo non sispezza. Se avete un'impastrice il vostro lavoro è dimezzato!
Porre a lievitare per 2 h in una ciotola sigillata con pellicola per alimenti in luogo tiepido (io pongo la ciotola sotto una coperta di lana).
Trascorso questo tempo stendere l'impasto con le mani unte in due teglie (per pizza dal bordo alto) di 22 cm circa di diametro. Lasciare lievitare ancora per mezz'ora e poi affondare nell'impasto i pomodorini tagliati a metà e le olive nere denocciolate. Spolverate con l'origano, aggiungere un filo d'olio sulla superficie delle focacce e infornate a 240° per 30' circa. A fine cottura la focaccia dovrà risultare ben dorata e alta circa 6/7 cm.




martedì 17 marzo 2009

Krapfen (o bomboloni) al forno



Continua la mia love story con i lievitati... presto (speriamo!) consoliderò il nostro legame con la pasta madre!
Nel frattempo ho sperimentato la ricetta dei krapfen al forno, alla quale mi sono approcciata con non poca diffidenza. Adoro i bomboloni e li ho sempre mangiati- in quelle rare occasioni- fritti, ma non avrei mai pensato che cotti al forno sarebbero stati ancora più buoni! Soffici soffici, delicati e non perdono di fragranza il giorno dopo.
Non sperate: non è una ricetta light, ma almeno non sono fritti!

Il krapfen è un dolce di origine austriaca-bavarese, mentre in Germania del nord sono conosciuti con il nome berliner.
Per noi invece si chiamano bomboloni e sono così buoni e mitici che la Nannini ha anche dedicato loro una canzone (se ne avessi avuto le capacità avrei fatto lo stesso anch'io!)
Due le interpretazioni sull’origine della parola "krapfen": la prima la farebbe nascere dal termine antico tedesco "krafo" (frittella), mentre la seconda la farebbe derivare del nome di una certa signora Krapft, pasticcera viennese che verso la fine del '600 sembra abbia inventato questi dolci.

Ingredienti per 16 krapfen:

150 g di farina manitoba
350 g di farina bianca 00
80 g di burro + 50g
25 g di lievito di birra
80 g di zucchero
2 uova
80 g di acqua
latte 200 g circa
una stecca di vaniglia

per farcire:

crema pasticcera, cioccolata o marmellata

Procedimento:

Sbriciolare il lievito di birra e stemperarlo nell'acqua insieme con un cucchiaino di zucchero e la farina manitoba setacciata, impastare e formare una palla; mettere in una ciotola, coprire bene con della pellicola trasparente e lasciare lievitare per un'ora (dovrà raddoppiare di volume)

Io ho utilizzato il robot, ma il procedimento che segue può essere fatto anche a mano.

Mettere nel robot la palla lievitata e aggiungere la farina 00 setacciata, i semi di vaniglia le uova, lo zucchero e 80 g burro. Impastare e poi aggiungere il latte, versatene un po' per volta finchè la pasta non avrà raggiunto la giusta consistenza.

Accomodare l'impasto in una ciotola, coprire con la pellicola e lasciar lievitare un paio d'ore in luogo tiepido.

Stendere la pasta in una sfoglia dello spessore di 7-8 mm e, servendosi di un tagliapasta o di un bicchiere, ricavare da essa un numero pari di dischi del diametro di 7 cm.
Pasasre un pennello inumidito con dell'acqua il bordo di metà dei dischi e disponete al centro di ognuno un cucchiaio scarso di farcia (io ho messo la crema pasticcera).
Sovrapporre i restanti dischi esercitando una pressione sui bordi per sigillarli; disporli su una teglia ricoperta da carta forno ben distanziati (potrebbero servirne due) perché aumnetano molto di volume.
Spenenllare la superficie con 50 g di burro fuso, coprire e lasciar lievitare ancora 30/45' .

Cuocere in forno preriscaldato a 170/180° per 20'.

Servite spolverizzando con zucchero a velo vanigliato.

Per la ricetta dei krapfen al forno ho preso spunto da qui.



lunedì 16 marzo 2009

Pappardelle allo zafferano con verdure croccanti


Le belle giornate di questa prima settimana di marzo hanno il sapore della primavera... la stagione dove i cambiamenti sono più visibili e graditi.
L'aria è più tiepida, le giornate più lunghe e si esce più volentieri a passeggiare, magari davanti le vetrine. L'idea di indossare quell'adorabile scarpa un po' più aperta o quell'irresistibile borsetta colorata non è poi così lontana e quindi anche lo shopping è un modo come un altro per dare il benvenuto a questa stagione.

Vivo con chi ha cominciato a starnutire già da metà febbraio e che non condivide affatto questo mio entusiasmo...Quindi immagino l'orrore a leggere questo parole di chi fra
voi soffre di allergie ... Ma l'arrivo di una nuova stagione, qualunque essa sia, mi entusiasma non poco, quindi concedetemi qualche altra riga di esaltazione!

Marzo è pazzo si sa... ma intanto godiamoci la prima ventata di primavera dell'anno!
Ormai la voglia di cambiare è tanta e anche in cucina comincia a farsi sentire la necessità di cibi colarati e leggeri!
Anche il pranzo della domenica non è più un piatto di lasagna, ma delle pappardelle profumate e colorate con lo zafferano, accompagnate da un condimento veloce e leggero: carote, carciofi e zucchine appena saltati in padella, così da mantenere quasi intatti i loro colori e la loro croccantezza.

Ingredienti per le pappardelle:
(dose per 5 persone)


400 g di semola di grano duro
4 uova
un pizzico di sale
2/3 pistilli di zafferano diluiti in poca acqua tiepida
(o una bustina di zafferano in polvere)
1 cucchiaio di olio evo

ingredienti per il condimento di verdure:

2 carciofi
2 zucchine
2 carote
3 fettine di prosciutto crudo
maggiorana
prezzemolo
olio evo q.b.
sale
ricotta da grattugiare (a piacere)

Procedimento:

Sulla spianatoia raccogliere la farina, a fontana; allargare bene i bordi del cratere centrale per fare posto alle uova, cominciare a sbatterle delicatamente con la forchetta e unite un pizzico di sale, lo zafferano e l'olio che renderà la pasta più facile da stendere; cominciare a mescolare la farina con le uova attirandola poco alla volta con la forchetta verso il centro della fontana; tenere conto che il quantitativo di farina può variare a seconda della grandezza delle uova.
Raccogliere bene l'impasto e lavoratelo lungamente a mano fino ad ottenere un amalgama liscio e sodo; appena pronta, raccogliere la pasta a palla e lasciarla riposare coperta da una ciotola di vetro o da pellicola alimentare, per almeno 30'.

Stendere la pasta con la macchina: prendere piccole quantità di pasta e fatele passare una tra i rulli. Ripetere più volte l'operazione, stringendo di volta in volta i rulli, fino ad ottenere lo spessore desiderato.

Tagliare la pasta con la rotella in strisce oblique.

Mondare e ridurre a spicchietti carciofi. Porli in ciotola con acqua acidulata con succo di limone. Tagliare le zucchine e le carote a nastri sottili. In una capienta casseruola scaldare l'olio con l'aglio e il prosciutto tagliato a julienne, far cuocere i carciofi per qualche minuto poi unire le zucchine e le carote. Saltare ancora per 5 / 10 ' le verdure, togliere l'aglio e salare.

Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolarla e farla saltare in padella con il condimento di verdure. Se necessario aggiungere un mestolo di acqua di cottura. Profumare con il prezzemolo e la maggiorana. Servire a piacere un una grattugiata di ricotta.

giovedì 12 marzo 2009

Zuppa di farro e canederli


In Trentino, tra Merano e Bolzano, si nasconde tra i boschi la suggestiva Val d'Ultimo.Qui Thomas Mann trovò il silenzio e l'ispirazione necessari per completare i Buddenbrook.
Ancora oggi la Val d'Ultimo è un luogo tranquillo e incontaminato, caratterizzato solo da pascoli, laghi e baite.
Ed è qui che per la prima volta, anni fa, mangiai i canederli di speck cotti nel brodo di carne. Un piatto che ritempra il corpo e l'anima con il suo sapore di cucina antica, tipica. Un piatto caldo e accogliente che aiuta a far sopire la malinconia tipica delle serate trascorse in montagna.

Spesso, quando torniamo da una giornata di sci sul nostro Gran Sasso, preparo volentieri i canederli, perchè sono nutrienti e perchè dopo ore sulla neve sono perfetti!
Ultimamente ho preso ispirazione da una ricetta tratta dalla cucina italiana, un po' lontana dalle versioni più ortodosse di canederli, ma molto delicata e gustosa, un incontro di sapori e consistenze in felice sintonia.

Googolando...
Il termine "canederli" è un'italianizzazione di Knödel, dal tedesco Knot, che vuol dire "nodo", "grumo". Sono infatti delle polpette ripiene, di cui esistono tante varianti e ricette, in base ai prodotti con cui sono realizzate.
Quelle allo speck, Speckknödel, sono uno dei tipi più famosi, poi ci sono i Käseknödel, ripieni di formaggio e i canederli di spinaci o di erbette.
Esiste anche una varinate dolce dei canederli: i Marillenknödel alle albicocche e Zwetschgenknödel alle prugne.


ZUPPA DI FARRO E CANEDERLI:Ingredienti per 4 persone (12 canederli)

200 g di farro
150 g di cime di broccolo
100 g di pane raffermo
olio evo
40 g di farina
20 g di grana grattugiato
(io ho messo l'emmentaler)
1 uovo
1 carota
1 gambo di sedano
1 scalogno
1/2 cipolla
latte
brodo vegetale
alloro
sale pepe

Procedimento:

preparare i canederli: privare il pane della crosta, tagliarlo a piccoli cubetti e ammollarli in 70 g di latte.(se il pane è particolarmente secco aggiungere altro latte)
Tritare lo scalogno e farlo imbiondire in padella con due cucchiai di olio, poi unirlo al pane ammollato, aggiungere l'uovo, leggermente sbattuto, il grana, salare, pepare e amalgamare il tutto con le mani.
Lasciare riposare il composto per un'ora.
Lessare le cime di broccolo con una foglia di alloro per 8/10', poi scolarle, tritarle finemnete e unirle al composto di pane; aggiungere la farina mescolando dal basso verso l'alto. Se serve salare ancora.
Con il composto ottenuto modellare, con le mani bagnate, 12 gnocchi tondeggianti (devono essere un po' più piccoli di una pallina da tennis), porli su un vassoio e lasciarli riposare una ventina di minuti.

Preparare la zuppa di farro: tritare finemente la carota, la cipolla ed il sedano. Soffriggerli in una casseruola con due cucchiai d'olio, quindi unirvi il farro, lavato e scolato, 6 mestoli di brodo bollente e lasciare sobbollire per 30'.

Tuffare gli gnocchi di pane in acqua bollente salata e cuocerli a fiamma bassissima per 10', poi spegnerli e lasciarli riposare nell'acqua per 3-4' prima di scolarli.

Distribuire la zuppa di farro nelle ciotole e completare ognuna con 3 canederli.

Per una versione più tradizionale dei canederli:

versione asciutta di cooking mama
versione in brodo di arietta

martedì 10 marzo 2009

Piccole brioche ai tre cereali con gocce di cioccolato



La mattina per me è sempre un piccolo trauma alzarmi dal letto. Il sonno del mattino è il più riposato e tranquillo, quello che mi dà la carica per affrontare la giornata... mi piace troppo goderne appieno....
Mi piace troppo dormire! Non per nulla mio marito, i primi tempi che uscivamo insieme, mi ha regalato una marmotta trudi. :-P
Il pensiero di qualcosa di buono che mi attende per colazione può spingermi a non insultare eccessivamente la sveglia al momento irritante del bip in crescendo...
anche per questo motivo la colazione per me è importante come il pranzo e la cena.

Queste mattine il mio risveglio è stato addolcito dalle piccole delizie che vedete nella foto. Sono delle morbide e delicate briochine ingolosite da gocce di cioccolato fondente, ma ciò che conferisce loro un gusto particolare è la presenza di tre tipi diversi di cereale nell'impasto: la classica farina bianca, la farina di mais e quella di farro.
Avevo in mente di prepararle ormai da tempo esattamente da quando ho in casa dei fantastici stampini da babà che ho utilizzato anche qui.
La preparazione di queste brioche è estremamente semplice, bisogna solo mettere gli ingredienti nell'impastatrice o nel robot da cucina...


BRIOCHE AI TRE CEREALI
Ingredienti per 10 pezzi:


farina bianca g 200
burro g 125
farina di mais g 30
farina di farro g 40
zucchero g 50
latte g 50
cioccolato fondente g 80
lievito di birra g 15
3 tuorli
sale
zucchero a velo



Procedimento:

Sbriciolate il lievito con g 100 di farina bianca, stemperate il tutto con il latte quindi impastate ottenendo un panetto; incidetelo con un taglio a croce e ponetelo a lievitare coperto, in luogo tiepido. Intanto tritate il cioccolato(io ho usato le gocce);sciogliete il burro. Trasferite il panetto lievitato nella ciotola dell'impastatrice (o del robot) aggiungete i tuorli, il resto della farina bianca, quelle di mais e di farro, un pizzico di sale, lo zucchero,il burro, circa g 40 di acqua e avviate l'apparecchio; procedete nell'impasto e, alla fine, incorporatevi il cioccolato; lasciate quindi lievitare l'impasto per 2 ore. Con l'impasto ormai lievitato, formate 3 filoncini e divideteli in pagnottelle di circa 60 g cad.. Deponetele negli stampini(diametro: 4,5 altezza: 8) ben imburrati e infarinati. Tenete le pagnottelle a lievitare negli stampini finché questi ultimi risulteranno colmati, quindi passateli in forno a 180° per 20' circa. Spolverizzate le brioche con lo zucchero a velo.

Nota: io conservo le brioche in sacchetti per congelare, ben chiusi, in modo tale che non perdano la loro morbidezza il giorno dopo.

Ricetta tratta da "La cucina italiana" speciale cioccolato
Alcune di voi mi sono sembrate molto interessate ai miei stampini da babà.
Eccoli qui...






venerdì 6 marzo 2009

Biscotti all'arancia


"Cadde su questa terra
una goccia di sole

e nacquero i vulcani,
fu in quella luce intensa
che si accese accecante
dalla materia,
una scintilla di nuova vita.
E nella sabbia nera e sulla terra un fremito;
poi tanti fiori, tanti frutti d'oro,
e dopo la pioggia sull'arsura,
agli alberi, come lampioncini accesi le arance di sicilia.
Una goccia soltanto.
E un mare di colori."

(Pepita Misuraca)


Questa bellissima poesia celebra la bellezza, i colori, il gusto delle arance di Sicilia.
Non so se vi siete mai trovati di fronte allo spettacolo di un aranceto o di un agrumeto: è davvero un capolavoro della natura.
Le arance italiane, grazie alle loro numerose varietà, colorano le nostre tavole dai primi di novembre, con la profumata navel, sino ai primi giugno con la succosa ovale.
Marzo ed aprile sono i mesi del sanguinello, frutto dall'intenso colore rosso. Un'arancia che si differenzia dalle altre perché nasce in una zona collinare, a circa 400 mt di altitudine, mentre la maggior parte degli aranceti è situata in zone pianeggianti.
Questa caratteristica permette al frutto di ritardare la maturazione e di assorbire per un più lungo periodo i raggi benefici del sole, rendendolo più succoso e profumato.

E mentre scrivo di arance sgranocchio dei deliziosi biscotti. Merito della loro bontà va in parte al sanguinello in parte a lei che mi ha fatto conoscere la ricetta. E' da tanto che avevo adocchiato questi biscottini: perché adoro l'aroma e il sapore d'arancia in pasticceria e perché sono fatti con l'olio evo. Infatti, di recente, ho notato di preferire quei dolci preparati con l'extra vergine e sia qui che qui vi ho mostrato due ricette che, a mio parere, non hanno nulla da invidiare ad una frolla preparata con il burro.

Di questi biscotti che altro vi posso dire?! Sono buoni, delicati, fragranti e leggeri... da provare!

La ricetta è identica a quella di Sigrid, solo che prima di infornare i biscotti non li ho spennellati con il rosso d'uovo per una questione di gusto personale (non lo faccio mai, perché trovo che alteri leggermente il sapore) ed ho preferito spennellarli con un po' d'acqua zuccherata.


Ingredienti per 40 biscotti circa:

2 arance sanguinello
olio evo, stesso peso delle due arance spremute
zucchero a velo, stesso peso delle due arance spremute
farina, 400 g circa
2 tuorli
( 3 tuorli + un cucchiaino di latte se volete spennellarvi i biscotti)
10 g di lievito per dolci



Preparazione:

Spremere le arance. Mescolare il succo ottenuto con l'olio, lo zucchero, i tuorli e 300 g di farina setacciata con il lievito. Amalgamare e aggiungere man mano l'altra farina fino ad ottenere un impasto dalla consistenza di una frolla. Formare una palla, avvolgerla nella pellicola e lasciarla riposare in frigo per 30'.
Stendere la pasta con il matterello a 2-3 mm e ritagliare i biscotti con le formine o con la rotellina e disporli su una teglia ricoperta da carta forno. Spennellare la superficie con acqua e zucchero (o con un'emulsione fatta con il tuorlo ed il latte) e lasciarli cuocere in forno a 170° per 10/15'.
le informazioni sulle arance sanguinello sono tratte dal sito: arance di Sicilia


Con questa ricetta partecipo alla raccolta/concorso di lost in kitchen "ci piace un sUcco"


mercoledì 4 marzo 2009

Paccheri ripieni con funghi, radicchio e provola con sauce bechamél alle noci



Dopo le storie assurde di ieri le batterie sono un po' scariche, ma piano piano si stanno ricaricando. :-)
Non voglio parlare ancora di plagi, rubo solo tre righe a questo post per consigliarvi, se siete food bloggers, di dare un'occhiata al post di fior di sale dove troverete delle dritte per combattere tutti insieme ogni tipo di ruberie.

Ero un po' indecisa se pubblicare o meno questa ricetta perché l'aspetto non è dei migliori, ma mai come in questo caso l'apparenza inganna!
Quindi ho fatto vincere la sostanza e ho deciso di presentarvi questi paccheri ripieni, con radicchio, salsiccia, funghi e provola e irrorati abbondantemente di salsa besciamella alle noci.
Un bel piatto ricco, si... ma vi ho detto o no che devo ricaricare le pile?!


Ingredienti per 2 persone:

180 g di paccheri di Gragnano
1 cespo di radicchio
50 g di provola
1 salsiccia
150 g di funghi ( champignon, chiodini...)
salsa besciamel

per la salsa besciamella:

1/2 l di latte
40 g di burro
40 g di farina
noce moscata
sale fino

30 g di noci

Procedimento:

In una casseruola fare soffriggere la salsiccia sbriciolata in un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Aggiungere il radicchio tagliato a listarelle e continuate a cuocere fin quando non sarà evaporato tutto il liquido di vegetazione. A parte, cuocere i funghi tagliati a fettine e, a cottura ultimata, unirli alla salsiccia e al radicchio.
Mescolare, lasciar raffreddare ed infine aggiungere la provola tagliata a dadini (ripieno dei paccheri).

Cuocere in abbondate acqua salata i paccheri e scolarli molto al dente. Io li lascio cuocere max per 5'.

Preparare la salsa besciamella: in una casseruola preparare un roux bianco: sciogliere il burro, unire la farina, fuori dal fuoco (per prevenire la formazione di grumi) e mescolando far cuocere per un minuto; lasciare intiepidire.
Portare quasi a bollore il latte e versarlo gradualmente sul roux, mescolando in continuazione con una frusta o una spatola di legno.
Fra riprendere l'ebollizione continuando a mescolare, salare e profumare con un po' di noce moscata grattugiata.
Lasciare sobbollire per qualche minuto a fuoco lento, mescolando di tanto in tanto.

Se non intendete utilizzare subito la salsa spargete sulla superficie qualche fiocchetto di burro e coprite: in questo modo limiterete la formazione della crosta superficiale.

Frullare con il mixer le noci e la besciamel.

Io ho riempito i paccheri ad uno ad uno con il ripieno, ma se preferite potete semplicemnete mescolarli con il condimento.
Adagiare i paccheri in una pirofila e versarvi la besciamella.
Gratinare in forno a 180/ 200° per 10/15'.










martedì 3 marzo 2009

Ancora plagio!


Io rimango basita davanti a tanta sfacciataggine!
Stamattina grazie a Copyscape ho scoperto l'esistenza di questo blog che si autodefinisce un raccoglitore di ricette. Qui ho trovato l'intera mia raccolta di torte di mele e tanto altro materiale prelevato da altri blog (Camomilla, Sweetcook, Carolina) sottratto in spregio dei vincoli posti dalla creative commons.
Ho immediatamente invitato, tramite commento, il proprietario di questo blog a cancellare la mia raccolta dal suo spazio.
Qui di seguito copio e incollo il botta e risposta avvenuto nei commenti del mio post precedente:

Anonimo Dolci e Dessert ha detto...
Salve,mi dispiace che non abbia apprezzato anche perché ho inserito tutti i Link naturalmente
anche il suo all'inizio dei post,penso che sia un peccato per la possibilità di offrire tantissime ricette in un formato facilmente usufruibile oltre che tante visite verso il suo Blog dato il Buonissimo posizionamento sui principali motori di ricerca e l'elevato numero di visite giornaliere del mio blog.
Naturalmente non è mia intenzione (anzi rimango dell'idea che internet sia una fonte di condivisione)offendere nessuno quindi anche se a malincuore dato l'enorme mola di lavoro
fatto con l'intenzione di portare a conoscenza tramite i link che vi sono tantissimi blog magari non facilmente reperibili.
La raccolta verrà rimossa dalle categorie VISIBILI :
Intendo dire che la terrò nascosta ai visitatori ma intendo tenermela per mia consultazione personale all'interno del blog. La pubblicità presente è assolutamente contestuale con la natura del Blog.

Mi faccia sapere così da poter Spostare il tutto come ho spiegato in questo Link
benvenuti-in-pasticceria.
Anzi la invito a segnalarmi tramite mail se raggrupperà le ricette così da poter inserire la raccolta completa. Almeno penso sia questo il senso di una raccolta.
Restando in attesa le porgo i miei più cordiali saluti . da Angelo
Blogger essenza di vaniglia ha detto...
Da esperto di internet e della sua netiquette dovrebbe essere a conoscenza dei vincoli posti dal creative commons,a cui aderisco, in caso contrario la invito vivamente a prenderne visione così da evitare altre appropriazioni indebite in futuro.
Parla della mole di lavoro che ha fatto per impaginare senza considerare, offendendolo, il lavoro CREATIVO che c'è dietro uno scatto e dietro ogni ricetta.
Anche per me internet è condivisione, altrimenti non avrei Mai creato questo blog, ma nel rispetto del lavoro altrui.
Conosco i nomi dei princinpali siti che portano visitatori al mio blog, il suo non è certamente tra questi.
La invito ancora una volta a rimuovere ogni contenuto preso da essenzadivaniglia e la informo che siti e blog che hanno prelevato in spregio alla creative commons sono stati repetinamente bannati.

Vorrei aggiungere solo due parole. Il signor angelo nel suo blog dice che ama cucinare. Vorrei chiedergli se nel suo blog c'è un solo scatto e una sola ricetta frutto del suo lavoro o è tutto un copia e incolla di materiale altrui?
E poi, se il suo scopo era solo quello di condividere, perché prima di impegnarsi nel lavoro di trasformare i file in formato pdf non ha chiesto la licenza a chi detiene la paternità dell'opera sottratta? Non crede forse che fosse una quanto meno dovuta forma di rispetto?


PS: il logo "uniti contro il plagio" è stato cretao da stella di sale e qui ha a perto un post dove possiamo segnalare tutti i casi di plagio di cui veniamo a conoscenza.

lunedì 2 marzo 2009

Ciambella salata farcita con speck e formaggio


Per me una delle cose più belle in cucina è impastare. Sporcarsi le mani. Maneggiare gli ingredienti, amalgarmarli e ammassarli. Mi dà la sensazione di creare il cibo. E poi è infinitamente rilassante.
Quindi appena posso metto le mani in pasta!
Il mio pallino, ultimamente, è quello di fare un lievito madre tutto mio. "Invidio" quello persone che ne hanno uno tramandato da generazioni e generazioni! E' un vero e proprio tesoro!
Prima però di mettermi a lavoro, devo aspettare che arrivi la primavera, poiché il lievito madre richiede una temperatura ambiente intorno ai 25°.

L'ultimo frutto dei miei impasti è stata questa ciambella salata che ogni volta riscuote il grande favore di chi la mangia. E' una brioche rustica che racchiude tre delizie del Trentino Alto Adige: lo speck del sudtirolo, un salume dal sapore pieno ed equilibrato di delicatezza ed aroma, i semi di papavero gioiello tipico della suggestiva Val d'Ultimo e il formaggio di Asiago prodotto nell'omonimo altopiano detto anche dei sette comuni, terra meravigliosa che si estende tra la pianura padana e i monti a sud della valsugana.

Questa ciambella è fantastica se consumata calda, ma conserva gran parte della sua bontà anche se mangiata il giorno dopo.

Ingredienti:

500 g di farina
1 cubetto di lievito di birra
1 tazza di panna fresca liquida (corrisponde a 120/130 g di peso)
1 cucchiaino di miele
1 pizzico di sale
250 gr di latte
una noce di burro
2oo g di speck
150 g di asiago
una manciata di semi di papavero


Procedimento:

Scaldare leggermente il latte con la noce di burro (non deve essere troppo caldo altrimenti si inibisce l'azione del lievito) e sciogliervi il lievito. Aggiungere la panna, il miele, il sale. Amalgamare bene, aggiungere la farina e poi impastare sulla spianatoia fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Coprire il composto con la pellicola trasparente e far lievitare l'impasto per circa un'ora.
Stendere l'impasto, sulla spianatoia infarinata, fino ad ottenere una sfoglia sottile di forma rettangolare.
Cospargere la pasta con le fettine di speck e l'asiago tagliato a piccoli cubetti. Arrotolare e formare una ciambella. Disporla in uno stampo per ciambella (il mio è 20x10), fare dei tagli profondi in superficie e lasciar lievitare coperta da un canovaccio ancora per un'ora.
Cospargere la superficie della ciambella con qualche fiocchetto di burro e i semi di papavero; cuocere a 180° per 20/25'.

domenica 1 marzo 2009

Maritozzi alla panna di Sal De Riso



Er primo è pe' li presciolosi
er siconno pe' li sposi
er terzo pe' li innamorati
er quarto pe' li disperati

Secondo la tradizione l'arrivo della quaresima coincide con un periodo di rinunce. C'è però un'eccezione a questa astinenza da dolci e leccornie varie: il maritozzo detto appunto quaresimale. Un tempo si trovava soprattutto dai fornai che usavano arricchirlo con uvetta, pinoli e candidi.
Oggi possiamo gustarlo più facilmente nei bar della capitale farcito con abbondanti quantità di panna e il mio consiglio è quello di accompagnarlo con una fumante tazzina di caffè!
Però più che la ricetta, molto semplice, incuriosisce il nome, che qualcuno riterrebbe essere un dispregiativo di "marito".
La tradizione di regalare i maritozzi alle ragazze fidanzate potrebbe, quindi, interpretarsi sia come un augurio sia come un'allusione alla natura non proprio positiva del futuro sposo!
Salvatore de Riso racconta invece che il 1° marzo le giovani fanciulle preparavano i maritozzi per i loro futuri sposi.
Se vi ha incuriosito, come Babi, l'etimologia di questo termine potete leggere qui altre storie e leggende sull'argomento.

Maritozzi di Salvatore de Riso

Ingredienti per 20 maritozzi:

1 kg di farina manitoba
150 g di zucchero
3 tuorli
3 bianchi
lievito di birra 35 g
75 g di olio evo
un pizzico di sale
bacca di vaniglia
75 g di burro
300 g di latte
1 arancia non trattata (o un limone o un mandarino)


per la glassa:

100 g di zucchero
40 g d'acqua

per guarnire:
zucchero a velo e panna fresca montata


Procedimento:

Sbattere i tuorli con l'olio e il sale (deve venire un emulsione simile ad una maionese) e lasciare in frigo a 4 per 30'.

Mescolare la farina setacciata con il lievito di birra, sciolto in poco latte, i semi di vaniglia, lo zucchero, la buccia d'arancia grattugiata, il bianco d'uovo e far montare bene, poi aggiungere il burro, il latte fresco ed infine l'emulsione di tuorli e olio.
Far lievitare per 30' coperto da un panno umido.

Formare con la pasta dei piccoli panetti un po' schiacciati, di 80 g caduno, e disporli ben distanziati tra loro, su una placca da forno (imburrata o rivestita da carta forno).
Far lievitare ancora per un'ora ad una temperatura ambiente intorno ai 25°.

Preparare la glassa mescolando l'acqua con lo zucchero.

Spennellare la superficie dei maritozzi con la glassa di zucchero e cuocerli in forno a 175° per 15/18 minuti (fate attenzione che la parte inferiore non prenda troppo colore).

Tagliare a metà e farcire con la panna montata aromatizzata con i semini di vaniglia.

Preparare la chantilly: Lasciare 2,5 dl di panna freschissima in frigorifero almeno 2 h: dovrà raffreddarsi a 4°.
Raffreddare nel congelatore una ciotola e versarvi la panna. Sbattere con le fruste elettriche a velocità media.
Quando la crema si addensa e incomincia a montare aggiungere 30 g di zucchero a velo versandolo a pioggia.
Smettere di lavorare la crema quando è ben densa.