lunedì 27 dicembre 2010

Torrone morbido al cioccolato e nocciole

Torrone morbido al cioccolato e nocciole

Allora? Com'è andato il Natale? Avete trovato sotto l'albero i doni desiderati?
Quest'anno il mio Babbo Natale è stato particolarmente generoso... e tra le tante cose mi ha portato un regalo che sognavo da tempo, il sogno di ogni amante della cucina... la KitchenAid!!!!!
Ogni volta che entro in cucina ancora non ci credo, di averla lì, su quel ripiano, bella, sfolgorante nei suoi colori, rosso e acciaio... Non vedo l'ora di metterla in funzione e allo stesso tempo un po' di timore mi prende anche solo a toccarla!
In attesa di proporvi qualcosa creato con il mio nuovo gioiellino, vi parlo di un dolce preparato in occasione di questo Natale: il torrone morbido con cioccolato e nocciole.
Una specialità tipica della mia città, basti pensare al torrone Nurzia!
Non fate come me che ho sempre pensato fosse un dolce troppo complicato da preparare, non è così! Non è neanche eccessivamente lungo il procedimento, ci sono solo un po' di tegami da tirar fuori, ma tutto lì! E usando materie prime di ottima qualità otterrete un torrone sorprendentemente buono!!!!

TORRONE MORBIDO AL CIOCCOLATO E NOCCIOLE
200 g di miele
200 g di zucchero
50 g di glucosio
2 albumi a temperatura ambinete
500 g di cioccolato fondente
500 g di nocciole tostate
fogli di ostia


Premessa: nel procedimento ci sono le indicazioni per il caramellometro, io non avendolo, non l'ho usato, ma il torrone è venuto perfetto ugualmente!

Mettere in un tegame di acciaio lo zucchero e il glucosio, coprire con acqua e far caramellare (dovrebbe raggiungere una temperatura intorno ai 125°) . In un altro tegame scaldare il miele a uguale temperatura (o fin quando versandone una goccia in una terrina d'acqua si cristallizzerà). Lasciare intiepidire e unire i due albumi montati a neve; unire lo zucchero e le nocciole calde. Amalgamare il tutto e unire il cioccolato fuso a bagnomaria.
Riportare di nuovo sulla fiamma e lasciar cuocere su fuoco moderato per qualche minuto (dovrà raggiungere di nuovo la temperatura di 125°).
Rivestire lo stampo* (io ne ho usato uno 24x6) di carta forno bagnata (si modellerà più facilmente) e poi ritagliare dal foglio di ostia il rettangolo da adagiare sul fondo;
versare il composto e coprirlo con un altro foglio di ostia.
Lasciar raffreddare bene. Sformare e rimuovere delicatamente la carta forno. Il giorno seguente il torrone sarà pronto per essere servito.

*va benissimo anche uno stampo da plumcake, o qualsiasi altro tipo di stampo a forma di albero o di stella. con degli stampini più piccoli è possibile fare delle monoporzioni, molto graziosi da regalare.

venerdì 24 dicembre 2010

Buon Natale!

Oggi niente ricetta, ma solo un augurio speciale a tutti voi che passate di qua...


natale2010

martedì 21 dicembre 2010

Un goloso segnaposto per la tavola di Natale: panettoncini al cioccolato

Panettoncini al cioccolato

Di che colore sarà la vostra tavola di Natale?!
Andate sui più tradizionali rosso, oro, argento... oppure preferite osare ogni anno con colori e abbinamenti diversi?

E avete pensato anche ai segnaposti?! Che ne dite di piccoli, graziosi, scenografici panettoncini?? Magari con le gocce di cioccolato che accontentano sempre dai più grandi ai più piccini.

venerdì 26 novembre 2010

Frittelle di patate e castagne al rosmarino

Frittelle di patate e castagne al rosmarino

Un mese a Natale... e stanotte è scesa la prima neve della stagione! Finalmente è arrivato un po' di freddo vero, quello da sciarpa e cappello! Qualcuno rabbrividirà al solo pensiero, ma se sei nata in una città che sorge a 800 mt di altitudine, ami il freddo. Almeno per me è così!

Quindi siamo quasi a dicembre, c'è il freddo, c'è la neve, per strada si cominciano a vedere le prime luci... possiamo dire che stiamo entrando in piena atmosfera natalizia!

lunedì 15 novembre 2010

Muffins arancia, cioccolato e cardamomo

Muffins arancia e cioccolato

I muffins di oggi sono il frutto di quella che viene comunemente detta "voglia"...
Le voglie sono sempre state una costante nella mia vita e, il fatto di essere in dolce attesa, mi legittima soltanto a giustificarle e soprattutto a soddisfarle quanto prima :) Poi devo solo fare i conti con la bilancia e con la mia ginecologa, ma per il momento riesco a tenerle a bada.
Da quando all'eurochocolate ho assaggiato un delizioso cioccolatino aromatizzato all'arancia, mi è rimasto addosso il desiderio di dolcetti a questo gusto.

lunedì 8 novembre 2010

Biscotti alle mandorle e confettura d'uva

Biscotti alle mandorle e confettura d'uva


Nel post delle polpette di verdure vi avevo già accennato del mio tour in Toscana, precisamente nel senese. Mi sembra quasi superfluo dirvi che la natura ha benedetto quelle terre sia per l'incantevole bellezza dei luoghi, sia per i prodotti che da quelle terre nascono...
Quando siamo passati per Montalcino, abbiamo soggiornato in un grazioso hotel che affacciava sulle suggestive e sterminate vigne del Brunello. La colazione è stato uno dei momenti che più ricordo volentieri di quei giorni, non solo per lo spettacolo delle colline baciate dal sole del mattino, ma anche per la tavola imbandita di torte, brioches e marmellatine, tutto fatto in casa.

lunedì 1 novembre 2010

Focaccia con cipolle rosse di tropea, olive nere e acciughe

Focaccia con cipolla rossa, olive nere ed acciughe

 Pugliese, con noci e vino novello, con fichi e olive taggiasche, con farina di farro e yogurt...
...che cosa sono?! Semplicemente le focacce più buone che ho provato, e vi ho proposto, nel corso di questi due anni di blog! A questo carnet devo assolutamente aggiungere la mia ultima sfornata: la focaccia farcita con cipolle rosse (se avete una treccia di Tropea è il massimo) delle buone olive nere e qualche acciughina.
Pericolosa per le relazioni sociali, ottima per il palato... :)

giovedì 28 ottobre 2010

Tartufi di castagne

TARTUFI DI CASTAGNE

Circa un anno fa caddi nella tentazione di preparare i tartufi al cioccolato... (qui potete leggere di quella mia prima esperienza).
Da allora ne sono rimasta folgorata! Oltre ad essere esageratamente buoni, sono semplicissimi da realizzare, ma di grande effetto e conquistano tutti coloro che li assaggiano...sfido chiunque a fermarsi ad una solo pallina!

venerdì 22 ottobre 2010

Polpette (autunnali) di verdure con fonduta al taleggio

Polpette (autunnali) di verdure con fonduta al taleggio

"Non crediate che io abbia la pretensione d'insegnarvi a far le polpette".... così scrive l'Artusi nel suo libro per introdurre la ricetta delle polpette.

Questa frase la dice lunga su come sia difficile fare delle polpette buone davvero, malgrado questo sia uno dei piatti più diffusi e apprezzati in Italia (e non solo).
Le polpette più buone io credo di averle mangiate, questa estate, in un delizioso ristorante a San Gimignano: delle semplici polpettine di maiale al sugo servite con crema di patate aromatizzata allo zafferano... un connubio commovente!

martedì 19 ottobre 2010

Sono tornata...torta streusel con mele e cannella

Streusel di Mele


Da un po' di tempo il pensiero di tornare a scrivere sul blog era sempre più ricorrente .... L'idea era fare "un gran rientro", proporvi qualche dolce sensazionale, clamoroso, sorprendente...qualcosa alla Montersino o alla De Riso, magari, multistrato, multigusto con decorazioni e sculture di zucchero e marzapane mozzafiato.... tempo occorrente per prepararlo, come minimo, una decina di giorni. O.o

venerdì 11 giugno 2010

Torta rovesciata di albicocche

torta rovesciata d'albicocche


Ed eccoci finalmente a venerdì! E' scoppiata la tanta attesa estate ed immagino che molte di voi hanno già tirato fuori il costumino per trascorre questo we al mare!
A chi invece resta a casa e ha anche voglia di accendere il forno sfidando la preannunciata afa, propongo una tarte tatin preparata con un delizioso frutto di stagione: le albicocche.

martedì 8 giugno 2010

Tortino di caponata in crosta di pane

Caponata in crosta di pane


D'estate cosa c'è di più buono di un fetta di pane bruschettata con sopra una bella cucchiata di  caponata? A me non viene in mente niente di più gustoso... io durante la bella stagione vivrei quasi esclusivamente di caponata (ogni tanto intervallerei con un insalatona o una panzanella...).

mercoledì 2 giugno 2010

Un liquore tipico: la genziana

Liquore genziana


Quante cose belle posso raccontarvi del liquore di genziana!  E' bello, come potete vedere dal color ambra intenso che lo caratterizza, è buono, questo lo garantisco io e poi è un ottimo digestivo.
In Abruzzo quasi ogni famiglia ha la sua bottiglia di genziana, fatta in casa, di cui va particolarmente fiera!
E come potete immaginare diverse sono le scuole di pensiero che si scontrano: c'è chi la prepara con una soluzione idroalcoolica e chi preferisce la macerazione della radice nel vino.
Io, di seguito, vi riporto entrambe le ricette, perché in entrambi i casi si ottiene un ottimo liquore. Quello che vi consiglio è di evitare l'aggiunta di qualsiasi spezia (tipo cannella o chiodi di garofalo), la genziana ha un profumo talmente intenso ed inebriante che è un vero peccato alterarne l'aroma.

Ora qualche notizia: la genziana lutea nasce sulle pendici del Gran Sasso (ma anche in determinate aree delle Alpi e in altre zone dell'Appennino centrale).
Il fiore è giallo e la radice, ricca di principi amari, deve e essere raccolta nel periodo più idoneo, generalmente nella stagione autunnale (per altre info clicca qui).
A tal proposito, poichè ci sono tanti sconsiderati che raccolgono malamente la radice di genziana, mi sembra oppurtuno ricordare che:
"essendo una pianta protetta dalla L. R. n. 45 del 11.09.1979 (tab. 1 all. A), la Genziana può essere raccolta, come cita l’art. 11 della legge stessa, previa autorizzazione da parte degli Ispettorati Dipartimentali delle Foreste solo “per scopi scientifici, didattici, medicamentosi ed erboristici, mediante rilascio di licenze temporanee, di durata non superiore ad un anno, rinnovabili, contenenti l’indicazione della località ove consentita la raccolta o l’estirpazione della specie, della finalità della raccolta e della quantità consentita e delle modalità per provvedervi,…”.

A questo punto vi starete chiedendo: "e dove trovo io la radice di genziana?!" Semplice in drogheria o in erboristeria! 

LIQUORE DI GENZIANA
CON VINO E ALCOOL
Ingredienti:
40 g di radice di genziana
1 l di vino bianco "verdicchio"
300 g di zucchero
300 g di alcool a 90°
Preparazione:
Mettere in infusione per almeno 40 giorni (io un paio di mesi) le radici di genziana con il vino, in luogo lontano da fonti luminose.
Trascorso questo tempo sciogliere lo zucchero nell'alcool, mescolare bene e unirlo al vino. Infine filtrare con colino a rete fitta.
Dopo un paio di giorni il liquore di genziana è pronto per essere imbottigliato e servito.

VERSIONE SOLO CON L'ALCOOL
Ingredienti:
50 g di radice di genziana
1/2 l di alcool a 90°
1/2 l d'acqua
300 g di zucchero
Preparazione:
In questo caso si mette a macerare la radice di genziana nell'alcool per almeno 40 giorni. Dopo questo periodo si prepara lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero nell'acqua su fuoco basso e una volta raffreddato si unisce all'alcool.
Mescolare bene, filtrare e imbottigliare.

martedì 25 maggio 2010

Crostata di ricotta e confettura di visciole con frolla alle mandorle


Crostata con ricotta e confettura da di viciole



Questa crostata è sicuramente tra le mie preferite... E' preparata con tutti ingredienti buoni che sanno di casa: la marmellata di visciole fatta un anno fa con i frutti del mio albero e la ricotta di pecora (freschissima e delicata) del caseificio del mio paese.
La frolla è preparata con l'aggiunta della farina di mandorle che conferisce una nota più gustosa al sapore. Come già ho scritto in altre occasioni vi consiglio di prepararla in casa tostando le mandorle e poi tritandole finemente con il mixer; poiché la farina di mandorle nel tempo tende ad irrancidire.

Immagino che la confettura di visciole non sia facile da reperire ovunque. Potete trovarla nei negozi specializzati o negli ipermercati più forniti; in alternativa potete sostituirla con la confettura di ciliegie o amarene.
 

CROSTATA DI MANDORLE CON RICOTTA E MARMELLATA DI VISCIOLE
(di Maurizio Santin)
Ingredienti:


300 gr di farina (un cucchiaio di farina di mandorle, a piacere)
150 gr di burro
150 gr di zucchero
3 tuorli
scorza di un limone

250 gr di confettura di visciole
200 gr di ricotta freschissima
70 gr di zucchero a velo

Preparazione:
Tostare le mandorle spellate e tritarle finemente (farina di mandorle).
Impastare le due farine con lo zucchero semolato, il burro, i tuorli, per preparare la pasta frolla; formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e lasciarla riposare in frigorifero almeno 30 minuti prima di utilizzarla.

Intanto in n una ciotola capiente lavorare la ricotta con lo zucchero a velo fino ad avere un composto liscio e omogeneo.

Imburrare e infarinare uno stampo.
Stendere la pasta frolla e adagiarla sul fondo dello stampo, facendo aderire i bordi con una leggera pressione delle dita. Tagliare la pasta in eccesso e tenerla da parte; stendere sul fondo uno strato di confettura. Versare delicatamente la ricotta lavorata e stenderla con l'aiuto di un cucchiaio per ottenere uno strato omogeneo. Con la pasta rimasta formare delle striscioline e sistemarle sulla ricotta per formare una graticola.
Cuocere in forno a 170° per 30/40'.

lunedì 24 maggio 2010

Il Tiramisù al bicchiere di Salvatore Tiscione & sons (chef di Felice a testaccio)

Tiramisù Tiscione


Spesso a noi blogger capita di proporvi ricette di rinomati chef o di maestri pasticcieri. Ricette che prendiamo dai libri, dalle riviste o dalla tv, che proviamo a casa, poi fotografiamo e mettiamo a vostra disposizione. Non altrettanto spesso, invece, capita che siamo solo occhi attenti dietro una fotocamera e davanti abbiamo un grande chef che ci riserva la gentilezza di poter riprendere il suo lavoro.
E questo è successo a me una domenica fa. Ero ad un pranzo dove era stato chiamato a cucinare lo chef di Felice a testaccio: Salvatore Tiscione. Ci ha deliziato con piatti sublimi: tonnarelli cacio e pepe (quelli con la famosa cremina!), bucatini all'amatriciana, coratella con i carciofi, agnello al forno con le patate e, è proprio il caso di dirlo, dulcis in fundo, il tiramisù variegato con calda ganache al cioccolato fondente.
Con Salvatore Tiscione, c'era suo figlio, Alessandro, un ragazzo gentile e disponibile.
L'ho fotografato passo passo mentre preparava i tiramisù al bicchiere. Un tiramisù con una crema al mascarpone spettacolare: dal colore giallo intenso, buona e delicata è un paradiso quando incontra il gusto caldo del cioccolato. E un'altra sorpresa è la nota croccante data dal biscotto (non un savoiardo, ma un frollino rotondo!) intriso di caffè.
 Qualche giorno dopo mi è arrivata un' e-mail di Alessandro, vi riporto qui di seguito il contenuto..






tiramisù tiscione


Questa è la ricetta originale che serviamo da felice a testaccio a Roma dove sono lo chef e, insieme ai miei figli Alessandro e Daniele, firmo i piatti di questo storico locale da 7 anni. La ricetta è pensata come un tiramisù tradizionale, ma servito in un bicchiere trasparente per ammirare i diversi colori e gli strati degli ingredienti che compongono il dolce.
Le uniche modifiche che abbiamo voluto apportare sono la sostituzione del savoiardo con un biscotto di pasta frolla per dare una nota croccante che manca in quello tradizionale e l'aggiunta della ganache al cioccolato leggermente calda per servire il dolce con il contrasto caldo/freddo.
Naturalmente la ganache al cioccolato e il caffè dovranno essere amari perché ci sarà già abbastanza zucchero nella crema al mascarpone.

Il Tiramisù al bicchiere
 
MONTAGGIO:  caffè espresso amaro, crema al mascarpone, biscotto di frolla croccante, cacao amaro, crema al mascarpone, ganache fondente liquida calda
PER LA CREMA AL MASCARPONE
215 g di tuorli pastorizzati (12 n°)
450 g di zucchero semolato extra fine
2 kg di mascarpone
400 g di albumi pastorizzati (12 n°)

In planetaria o con una frusta elettrica montare a nastro i tuorli con 350g di zucchero precedentemente scaldati ad una temperatura di 40°.
Aggiungere il mascarpone e quando sarà ben incorporato aggiungere gli albumi montati a becco con 100 g di zucchero precedentemente scaldati alla temperatura di 40°.

PER LA PASTA FROLLA
1 kg di farina 00
600 g di burro
144 g di tuorli d'uovo (8 n°)
300 g di zucchero semolato extra fine
1 baccello di vaniglia Tahi


Impastare tutti gli ingredienti. Stendere una sfoglia di di 3/4 mm e ricavarne dei biscottini di forma circolare. Cuocere in forno a 180° fin quando saranno dorati.



Chi vuole può assaggiare questo delizioso tiramisù insieme ad altre specialità della cucina romana da Felice a testaccio via Mastro Giorgio 27/29 Roma.



mercoledì 19 maggio 2010

Falafel di ceci e spinaci

falafel


Se chi mi legge è vegetariano oppure ama la cucina etnica oppure ancora è semplicemente curioso di qualsiasi tipo di cucina allora sono sicura conoscerà i falafel. Sono crocchette, veloci e semplicissime da preparare, molto diffuse in tutto il Medio Oriente, a base di ceci (o fave) tritati e aromatizzati con aglio, prezzemolo o qualche spezia in particolare il coriandolo. Quelli che vi propongo oggi hanno tra gli ingredienti anche degli spinaci. In genere vengono serviti su un letto di verdura e accompagnati da hummus (una crema di ceci all'aglio e limone). Io li vedrei bene anche serviti, quando sono ancora bollenti di frittura, con una salsa allo yogurt profumata all'erba cipollina.
Sono un finger food stuzzicante, veloce e diverso, ma possono costituire anche un ottimo secondo piatto.

FALAFEL DI CECI E SPINACI (La cucina italiana maggio'10)
Ingredienti per 4 persone:
250g di ceci lessati
150g di spinaci freschi mondati
15 g di pane grattugiato
2 uova
prezzemolo
semolino
semi di papavero
olio per friggere
sale
pepe
Preparazione:
Lavare gli spinaci in abbondante acqua fredda, scolarli e cuocerli in pentola con l'ultimo risciacquo per 3', quindi scolarli, strizzarli e frullarli con i ceci.
Incorporare al composto 2 tuorli, il pane grattugiato, prezzemolo tritato, un pizzico di sale, pepe, poi formare le palline (ne escono più o meno 16).
Passarli negli albumi leggermente battuti, poi nel semolino o nei semi di papavero e infine friggere in abbondante olio caldo per 2-3'.
Scolare i falafel con il mestolo forato posandoli su carta assorbente da cucina per asciugare l'unto prima di servirli.

venerdì 14 maggio 2010

Torta "La Suisse" o brioche chinoise...

torta suisse

La storia di questo fantastico dolce che ai più potrebbe sembrare una sorta di torta delle rose (in effett è molto simile!) è lunga, un po' contorta, ma non complessa!

Tempo fa parlavo al telefono con un'amica si ciarlava del più e del meno quando all'improvviso mi dice "Sai una cosa? Sono troppo contenta, oggi, finalmente, ho mangiato di nuovo " La Suisse"!!!"
Davvero? dico io? ma ha aperto di nuovo la pasticceria francese? dove?
"ma come, non lo sai? lì dietro la regione, c'è un palazzo in cortina" ma chi rotilio???" si, si quello!".
Dovete sapere che in centro, prima di catastrofici eventi a voi tutti noti, c'era una graziosa pasticceria "La Musette" che preparava questo dolce paradisiaco: una brioche, soffice soffice e delicata, con un ripieno di crema pasticcera e cioccolato fuso!
A quel punto ho lasciato la mia amica lì appesa al telefono e sono volata in pasticceria...no scherzo! Però ci sono andata il giorno seguente... :-)
Invece quello che ho fatto subito è stata una ricerca su Internet per trovare qualche notizia su questa benedetta Suisse, che sembra sia conosciuta solo da noi aquilani. Infatti di notizie a riguardo ne ho trovate ben poche.
Il caso ha voluto che qualche giorno dopo Paoletta pubblicasse delle deliziose girandole preparate con la brioche suisse di Felder. Ho pensato: è lei! Invece, seppur buonissima, il risultato non è stato ancora quello tanto cercato. (Comunque provate quell'impasto che è eccezionale!)
Linkando da Paoletta a gennarino sono arrivata fin qui... dove ho trovato la ricetta di questa brioches chinoise, molto simile nell'aspetto alla Suisse... cinese, si! ma non era Svizzera, mangiata in una pasticceria francese?!boh! ok, proviamo anche questa... per farvela breve amici e amiche... il responso di mio marito è stato "E' quasi La Suisse!!!". Infatti tra le varie ricette provate negli anni, perché è da tanto che provo a farla in casa, questa è forse quella che più si avvicina alla mitica Suisse di "La Musette"! :-)

edit: tracce delle chinoise anche qui dal cavoletto!

Torta "La Suisse"
Ingredienti:

100 g di latte
100 g di burro morbido
50 g di zucchero
2 uova
400 g di farina manitoba
1/2 cucchiaino di sale
15 g di lievito di birra

per farcire:
150 di cioccolato fondente
panna fresca
gocce di cioccolato
granella di zucchero
crema pasticcera (preparata con 250 g di latte)

Preparazione:

Far sciogliere il lievito in 35 g di latte e impastarlo con 35 g di farina. Coprire con la pellicola e lasciar lievitare finché non si gonfia (40-45').

Aggiungere uno per volta le uova, e poi, lo zucchero e il resto della farina; aggiungere il latte, il burro e il sale. Impastare per una decina di minuti, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Coprire e lasciare lievitare per circa 2 h.

Stendere la pasta in un rettangolo di 3/4 mm di spessore, spalmarci la crema pasticcera, fredda, (meglio quindi prepararla il giorno prima) e versarvi sopra il cioccolato fondente (fuso a bagnomaria con un cucchiaio di panna) e arrotolare delicatamente dal lato più largo.
Tagliare il rotolo a fette di 4 cm e disporle in una teglia foderata di carta da forno senza stringerle troppo(dovranno lievitare ancora). Quindi coprire e lasciare lievitare per un'ora circa. Spennellare con un tuorlo battuto con un cucchiaio di panna, cospargere di granella di zucchero e di gocce di cioccolato, e infornare a 180° per circa 25-30'.
Tolta dal forno spennellare con uno sciroppo preparato con acqua(2 cucchiai) e zucchero a velo(1 cucchaio).

domenica 9 maggio 2010

Dolce finger food per la festa della mamma...

crema di mascarpone


Anche se non sono un'amante, e tanto meno una sostenitrice, delle "feste comandate" colgo l'occasione della festa della mamma per proporvi, oggi, un dolce finger food, velocissimo da preparare e soprattutto molto goloso!
E' una crema al mascarpone, che potete sostituire tranquillamente con della ricotta, profumata alla vaniglia e servita con le fragole saltate in padella con lo zucchero di canna e il limone.
Un dessert fresco e semplice, ideale nella stagione calda. Ho pensato di poterlo ripetere in estate con altra frutta tipo le pesche, le albicocche oppure con i fichi. Magari per un buffet, si potrebbero anche preparare diversi bicchierini, colorati, con altrettanti tipi di frutta.

Scappo...ma prima, visto che son qui, faccio tanti auguri alla mia mamma! :-)


Crema al mascarpone con vaniglia e fragole
Ingredienti:

400 g di fragole
250 g di mascarpone
200 g di panna fresca
100 g di zucchero di canna
1/2 limone non trattato
100 g di zucchero a velo
2 fogli di gelatina
un baccello di vaniglia
granella di nocciole

Preparazione:

Lavare le fragole, tagliarle a metà e cuocerle in padella con lo zucchero di canna, la scorza e il succo di 1/2 limone per 3' a fuoco vivo, poi unire la gelatina, ammollata e strizzata, spegnere e far intiepidire.
Lavorare il mascarpone con lo zucchero a velo e i semi di mezzo baccello di vaniglia.
Sciogliere la gelatina in un cucchiaio di panna calda e unirla al mascarpone, poi amalgamarvi la panna montata a crema.
Sistemare sul fondo dei bicchierini da finger food (vanno bene anche dei bicchierini o delle coppette) un paio di cucchiaini di fragole e lasciarle in frigo a rassodare per 10'.
Riempirli poi con la crema la mascarpone e farli riposare in frigo per altre 2 ore.
Servirli con della granella di nocciole e con una mezza fragola.

sabato 8 maggio 2010

Concorso "NERONERO" Lavazza: vota la tua ricetta al caffè preferita!

Il 30 Aprile, si è conclusa la raccolta di ricette al caffè indetta da "NERONERO" Lavazza !
Il numero dei partecipanti è stato talmente elevato da indurre gli organizzatori ad apportare alcune novità al bando: infatti potrete essere voi a votare le 30 ricette tra le quali, noi membri della giuria, sceglieremo i tre vincitori.


Le 50 ricette più meritevoli saranno raccolte in un libro, presto in vendita su NERONERO.it, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza, al netto delle spese, all'associazione Chefs Sans Frontières per l'insegnamento del mestiere della ristorazione a ragazzi di strada di tutto il mondo.

Ecco il nuovo bando:

NERONERO bandisce un premio di beneficenza per Chefs Sans Frontières

Tema: la miglior ricetta a base di caffè.

La raccolta delle ricette si è conclusa
. In seguito all'elevato numero di partecipanti è stata introdotta una preselezione aperta al voto di tutti gli utenti.

E' possibile votare le ricette sul sito NERONERO; tra le 30 ricette più votate dagli utenti, la giuria di esperti sceglierà le 3 più meritevoli per l'assegnazione dei premi Lavazza.

La preselezione con la votazione degli utenti rimarrà aperta fino al 30 giugno 2010.

Votando le ricette si parteciperà all'estrazione di coupon da 10€, 20€ e 100€ spendibili in cialde Lavazza Espresso Point o Lavazza Blue.

La proclamazione dei vincitori del concorso e dei coupon avverrà il 23 luglio 2010 sul sito NERONERO e via email attraverso la newsletter.

I premi in palio per le migliori ricette:

1° premio: macchina caffè Lavazza EP 800 / LB 800 (a scelta) + 500 cialde Lavazza
2° premio: buono sconto del 90% sulla macchina caffè LB 800 + 300 cialde Lavazza Blue
3° premio: 300 cialde Espresso Point

dal 1° al 3° premio: inserimento delle ricette nei menu dei ristoranti Chefs Sans Frontières
dal 1° al 50° premio: a giudizio esclusivo della giuria, la pubblicazione in un libro delle ricette più meritevoli, con ricavato in beneficenza 

Puoi votare sul sito "NERONERO.it" qui
Puoi votare su Facebook qui

Trovi il regolamento sul sito di "Nero nero" Lavazza!

giovedì 6 maggio 2010

Plum-cake agli asparagi con parmigiano reggiano, pistacchi ede erba cipollina

plumcakeasparagi1


Ormai non si fa altro che parlare del brutto tempo che caratterizzerà questo maggio, ma io con una punta di ottimismo oggi vi propongo un plum cake salato di quelli che sono l'ideale da portare nei pic nic, che ne mangi una fetta e che poi ne vorresti come minimo altre tre.
E' un tipo di torta salata che adoro anche perché estremamente versatile: si può preparare con tutto quello che si ha in frigo dai formaggi ai salumi, alle verdure...
Io avevo questo mazzetto di asparagi che aspettavano da giorni di essere consumati e li ho abbinati a del parmigiano reggiano e ad alcuni fili di erba cipollina, per profumare. Infine ho reso ancora più gustoso il cake cospargendo la superficie con della croccante granella di pistacchi.

Plum-cake agli asparagi con parmigiano reggiano, pistacchi ed erba cipollina
Ingredienti:

150 g di farina
3 uova
300 g di asparagi
1 dl di panna fresca
50 g di olio evo
50 g di parmigiano reggiano
50 g di pistacchi tritati
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate
erba cipollina
sale
pepe

Preparazione:

Lavare e mondare gli asparagi, togliendo, la parte terminale del gambo, legnosa. Cuocerli in acqua bollente salata (oppure al vapore) per 15 minuti.
In una ciotola battere le uova con un pizzico di sale e una macinata di pepe. Aggiungere la panna, l'olio, il parmigiano grattugiato e l'erba cipollina sminuzzata. Infine amalgamare la farina setacciata con il lievito
Rivestire uno stampo per plumcake con la carta forno, versare poi una parte del composto di uova e aggiungete un altro strato di asparagi; procedere in questo modo fino a esaurimento degli ingredienti.
Coprire la superficie con le punte degli asparagi e con la granella di pistacchi.
Passare in forno caldo a 180 °C per 30 minuti. Al termine della cottura, lasciate intiepidire, quindi sformate la preparazione e servite dopo aver tagliato il plumcake a fette.

venerdì 30 aprile 2010

Crema di ceci alla provenzale

Crema di ceci alla provenzale



Posso dire di essere stata di parola, almeno per questa settimana! Avevo annunciato qui di voler dare un occhio più attento alla mia alimentazione e con enorme soddisfazione ci sono riuscita!
Certo oggi entriamo nel week end e credo che la frase "Al mio segnale scatenate l'inferno!" è quella che più mi si addice... mi aspettano due giorni di pranzi e cene con parenti ed amici  e, penso lo sappiate già, dalle mie parti ci piace davvero troppo mangiare!

Comunque non sono qui per parlarvi delle abbuffate del fine settimana, quanto piuttosto di una crema di ceci semplice, veloce e buonissima. Alla provenzale perché la ricetta originale prevede tra gli ingredienti la borragine e diverse erbe aromatiche (origano, maggiorana, rosmarino, timo).
Per quanto riguarda la borragine bisogna aspettare l'estate per trovarla e può essere sostituito con successo dagli spinaci baby.
Per chi se lo stia chiedendo la borragine è una pianta erbacea che cresce coltivata negli orti oppure spontanea in alcune regioni meditarranee. Si usano le foglie che devo essere raccolte tra luglio ed agosto e da consumare sempre cotte perchè altrimenti potrebbero risultare sgradevoli.
L'utilizzo è molto simile a quello degli spinaci.


CREMA DI CECI ALLA PROVENZALE
Ingredienti per 4 persone:

500 g di ceci già lessati
150 g di borragine(o spinaci baby)
2 cipollotti
1 carota 
1 patata
2 cucchiai di erebe aromatiche fresche tritate 
(timo, maggiorana, origano, rosmarino)
1 spicchio d'aglio fresco (facolattivo)
8 fette di pane tipo baguette
erba cipollina
2 cucchiai di olio evo
sale
pepe

Preparazione
In una casseruola far rosolare il cipollotto tritato, con l'olio, l'aglio tritato, la carota e la patata tagliate a cubetti. Unire anche i ceci e le erbe aromatiche. Salare e pepare, bagnare con 1 l di acqua bollente e lasciar cuocere, coperto, per 25-30 minuti.
Aggiungere anche la borragine e continuare la cottura per altri 5 minuti.
Lasciar raffreddare la preparazione, quindi frullarla nel mixer fino a ottenere una crema. Tenere da parte alcune foglie di borragine e alcuni ceci.
Sfregare le fette di baguette con uno spicchio d'aglio, sbucciato, cospargerle con l'erba cipollina tritata e irrorarle con un filo di olio extravergine; tostarle sotto il grill del forno per 3 minuti.
Disporre la crema nelle fondine individuali, aggiungendo in ciascuna le foglie di borragine e i ceci tenuti da parte. Decorare con due fette di baguette.
Considerando che ci avviciniamo alla bella stagione, vi consiglio di servire la crema tiepida.

Per questa ricetta ho preso spunto da "Zuppe e minesre" La grande cucina.

mercoledì 28 aprile 2010

Fusilli lunghi con asparagi al pesto misto aromatico

fusilli


Dopo la ricetta di lunedì e quella che sto per presentarvi oggi direi che questo periodo è all'insegna di una cucina più leggera e salutare. La necessità di perdere qualche chiletto affezionatosi al mio giro vita e causato da mangiate selvagge e sconsiderate è alla base di questo mio nuovo filone gastronomico.
Non garantisco costanza. Ogni tanto si può pur sgarrare, no?! E quindi non escluderei in futuro qualche bella ricetta burrosa ed ipercalorica!!! :-) Si si ho già in mente qualcosa...
Torniamo però all'argomento principe di questo post ossia i fusilli lunghi (un po' scomodi da mangiare, ma a mio parere bellissimi!) conditi con pesto misto aromatico e asparagi cotti al vapore.
Il pesto l'ho preparato con una zucchina, con un aglio fresco, con dei pinoli e con tre erbe profumate: il basilico, la menta e la maggiorana che devono essere freschissime, l'ideale sarebbe coglierle sul momento dalle piantine!
E' un piatto fresco e veloce, dal profumo invitante... ed è sorprendente come il gusto delicato degli asparagi leghi con i sapori stuzzicanti del pesto.


FUSILLI LUNGHI CON ASPARAGI AL PESTO MISTO AROMATICO
Ingredienti per 4 persone:

400 g di fusilli lunghi
6 asparagi
40 g di pinoli
basilico
una zucchina piccola freschissima
menta
maggiorana
aglio fresco
olio evo
sale
pepe

Preparazione:

Cuocere gli asparagi mondati al vapore (oppure lessarli). Tagliarli a fettine nel senso della lunghezza.
Pestare al mortaio(o frullare) prima 80 g di olio con i pinoli, poi unire qualche foglia di basilico, 4 foglie di menta, un ciuffetto di maggiorana, l'aglio e la zucchina tagliata a dadini. Infine salare e pepare.
Lessare i fusilli, scolarli e condirli con gli asparagi, il pesto e un filo d'olio evo.

lunedì 26 aprile 2010

Crostatine della salute: pasta frolla con farina di farro all'olio extravergine di oliva...

crostatine


... senza latticini, nè uova. Si, davvero salutare!
Quanti di voi staranno storcendo il naso? Tanti! Quanti continueranno con la lettura del post quando leggeranno che la ricetta di questa pasta frolla, apparentemente molto poco pasta frolla, è del mitico maestro Montersino: tantissimi, credo, almeno il novanta per cento!
Non so per voi, ma avere una bella crostata per colazione, è per me un modo di cominciare bene la giornata. Se so che quella crostata è priva di burro la giornata comincia ancora meglio :-)
ma per amore di verità devo dirvi di dimenticare il gusto classico della frolla... quando darete il primo morso, dovrete prepararvi a qualcosa di diverso dal sapore più rustico, ma che si unirà in modo ugualmente divino alla confettura.
Una ricetta, questa, non solo per chi ha delle intolleranze a latticini e uova, ma per tutti coloro che preferiscono seguire un'alimentazione più sana senza volere rinunciare alla gioia di una bella fetta di crostata a colazione.                     

CROSTATINE CON FROLLA AL FARRO E OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA

Ingredienti per la pasta frolla con farina di farro e olio evo:
(per 6 crostatine di 10 cm di diametro)

500 g di farina di farro
200 g di zucchero di canna grezzo (250 g nella ricetta originale)
70 g di olio evo
70 g di olio di semi
125 g di acqua
12 g di lievito per dolci
1 baccello di vaniglia Bourbon


per farcire
confettura di fragole e di albicocche 

Procedimento:

Sciogliere lo zucchero in acqua, unire il lievito, i due oli, la farina setacciata e i semi di vaniglia estratti dal baccello. Lavorare l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Lasciare riposare in frigo per almeno trenta minuti. Prima di utilizzare la pasta lavorarla di nuovo.
Con l'aiuto di un matterello stendere la pasta, ricavarne dei dischi e foderare gli stampini, farcire con le confetture e decorare le crostatine con delle striscioline.
Cuocere in forno a 170° per 20' circa.

nota: è possibile anche una versione al cioccolato di questa pasta frolla, utilizzando 470 g di farina di farro e 30 g di cacao amaro in polvere.

ps: io ho farcito le crostatine con due tipi di confettura: albicocca e fragola. A mio parere il gusto di questo tipo di frolla è esaltato molto di più dalla dolcezza della fragola.

giovedì 8 aprile 2010

La mia colomba per le "sorelle Nurzia"...

Tortino di colomba con crema di panna e ricotta, fragole e granella di pistacchi


Ed eccomi a far volare la mia colomba verso "le sorelle Nurzia"... e il viaggio è davvero breve!
Ma è fantastico sapere che tantissime altre colombe si son librate in volo da ogni parte d'Italia per portare solidarietà a un 'azienda aquilana. E il contributo di ognuno, nel suo piccolo, è stato fondamentale, perché gli orini sono stati più che numerosi e questo, tra le tante cose, ha consentito ad alcune persone, che avevano perso il loro lavoro dopo il terremoto, di essere riassunte
E l' aiuto concreto di 99 colombe ha un valore ancora più grande se penso a quanto deve fare ancora L'Aquila per riemergere dalle sue macerie. Il nostro nemico più grande è l'indifferenza e il pericolo di cadere nell'oblio, di esser dimenticati dalle istituzioni, dallo stato.
Lunedì sono stata in centro. Ho camminato lungo un percorso obbligato, delimitato dalle transenne e dalle inferriate, come una turista nella mia città, mi guardavo intorno. Smarrita. E cercavo nei miei ricordi l'ultima volta che avevo percorso quel vicolo che amavo tanto, la mia scorciatoia preferita, per schivare la confusione del corso, ora solo culla di macerie.
E il dolore più grande è sicuramente di chi, dentro quelle mura imbracate, prima aveva una casa, un'attività, una vita.
Le riflessioni e le sensazioni in questi giorni, come nell'ultimo anno, sono state tante e svariate, spesso contrastanti, ma non voglio tediarvi oltre. Vorrei solo ricordare a voi che mi leggete, che, si, per i cittadini aquilani, sono state fatte tante cose. Ridare a un tetto, il calore di una casa a chi l'ha persa, è importatissimo. Ma c'è ancora talmente tanto da fare e da ri-costruire.
Chi c'è stato sa bene che L'Aquila, era, anzi E', una città bellissima, da tanti definita una deliziosa bomboniera. Ma ore le sue vie sono gravemente ferite e il tempo trascorso, la neve e le piogge hanno causato più danni del terremoto stesso.
Il centro di una città, è il suo cuore, la sua anima...e lì c'è l'identità di noi aquilani. E noi rivogliamo L'Aquila, ne abbiamo bisogno.



TORTINO DI COLOMBA CON TARTARE DI FRAGOLE, PISTACCHI E CREMA DI RICOTTA E PANNA
Ingredienti:
(per 2 persone)

una colomba classica delle sorelle Nurzia
250 g di fragole
50 grammi di panna montata
50 g di ricotta
una manciata di pistacchi
liquore "Strega"

Preparazione:

Tagliare 4 fette, alte più o meno un dito, dalla colomba e con un coppa pasta ricavarne altrettanti dischi.
Ridurre le fragole a piccoli cubetti (la tartare) e mescolarle con un cucchiaio di zucchero di canna e due cucchiai di Strega.
Amalgamare la panna montata con la ricotta e zuccherarla
Nel coppapasta preparare i tortini alternando uno strato di colomba a uno di fragole.
Guarnire infine con ciuffi di crema di panna e ricotta  e con i pistacchi sminuzzati.

sabato 3 aprile 2010

venerdì 2 aprile 2010

Insalata di Pasqua

Insalata di Pasqua

Per cominciare in allegria il pranzo di Pasqua che ne dite di mettere i fiori nel piatto?! Con violette e primule vi sembrerà di portare le farfalle in tavola!

L'insalata di Pasqua è un'allegro antipasto che con i suoi brillanti e accesi colori è l'ideale per aprire in tutta vivacità il pranzo di domenica. E' un'insalata mista di valeriana, frutta secca e petali di fiori simbolo della primavera come le violette e le primule che, ho scoperto, oltre e dare colore, caratterizzano il piatto con i loro sapori e profumi. L'ho aromatizzata con diverse erbe quali la menta, la maggiorana e l'erba cipollina e profumate da alcuni fili di scorza d'arancia ottenuti con un rigalimoni.

Per quante riguarda i fiori state tranquilli, sono del tutto commestibili, basta osservare alcune accortezze! Per una bella insalata "fiorita" sono diversi i petali che potete usare tra questi oltre le già citate primule e violette sono buone anche i fiori di borragine, la rosa, le bocche di leone...
La cosa più importante è sapere con certezza che le piantine non siano state trattate con i pesticidi, quindi se non disponete di fiori che avete coltivato voi stessi, scegliete quelli per uso alimentare.

INSALATA DI PASQUA
Ingredienti:
(dosi per 4 persone)

120 di valeriana (songino)
50 g di puntarelle (romane*)
12 uova di quaglia
50 g di pinoli
la buccia di un'arancia non trattata
petali di fiori (violette e primule)
erbe aromatiche (maggiorana, aneto, erba cipollina, menta)
1 arancia non trattata
1 limone
olio evo
sale
pepe macinato fresco (rosa, verde, nero)

Preparazione:
Rassodare le uova di quaglia facendole sobbollire per 5' (per evitare che si crepino, porre un foglio di carta da cucina sul fondo del recipiente dove bolliranno); scolarle e una volta tiepide, sguscialre.
Tostare leggermente i pinoli in una padella antiaderente.
Mescolare la valeriana con le puntarelle, la buccia d'arancia ricavata con un rigalimoni, le erbe aromatiche e i pinoli.
Distribuire l'insalata nei piatti, completando ognuno con 3 ovette a spicchi.
Emulsionare 50 g di olio con il succo di limone, il sape e una macinata di pepe.
Servire questa emulsione per condire l'insalata di Pasqua.

*le punatarelle romane altro non sono che le foglie più interne, i germogli,  della catalogna spigata che dopo essere state tagliate a filetti, vengono poste in una ciotola piena di acqua  e ghiaccio che le farà arricciare. Sono una prelibatezza tipica di questo periodo dell'anno.

martedì 23 marzo 2010

Tagliatelle ai semi di papavero con carciofi e zafferano


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Era un po' di tempo che non rispolveravo la mia "nonna papera" per preparare un bel piatto di tagliatelle. Mentre impastavo mi sono tornate in mente delle immagini bellissime, che potete trovare qui, di una sfoglia fatta in casa, resa ancora più bella ed invitante dai semi di papavero.
Il contrasto tra il giallo della pasta all'uovo e i il nero dei semini è meraviglioso ed io ho voluto accentuarlo aggiungendo anche dei pistilli di zafferano nel condimento.
E' venuto fuori un piatto davvero strepitoso grazie anche a dei tenerissimi carciofi romani e ad una croccante pancetta arrotolata...quindi il contrasto è sia per gli occhi che per il palato!

Una lettrice mi ha chiesto come deve essere conservata la pasta fresca.
E' bene stenderla su vassoi di cartone o, ancor meglio, su appositi teli a rete in modo che l'aria possa circolare. Se non prevedete di utilizzarla entro poche ore, congelatela immediatamente, lasciandola comunque stesa; in un secondo momento, chiudere le paste in sacchetti trasparenti, riportandovi sopra la data di produzione (è consigliabile consumarla entro 2 mesi).

Un'ultima cosa, prima vi ho parlato dello zafferano. Qui a L'Aquila produciamo uno zafferano fantastico, tra i migliori al mondo (anche Remi in Ratatouille, ne fa menzione!). La mobilitazione e il tam tam creati dalle 99 colombe ha dell'incredibile, mi piace ricordare che la mia terra è ricca di ottimi prodotti e in questo momento sono svariate le aziende che hanno bisogno di essere conosciute ed apprezzate, questo può essere un valido aiuto per uscire da una situazione difficile.

TAGLIATELLE AI SEMI DI PAPAVERO CON ZAFFERANO E CARCIOFI

Ingredienti (dosi per 4 persone)

Tagliatelle: 400 g di semola di grano duro, 4 uova, un pizzico di sale, 1 cucchiaio di olio evo e 2 cucchiai di semi di papavero.
Condimento: 4 carciofi, 100 g di pancetta arrotolata 1 scalogno, limone, aglio, maggiorana, pistilli di zafferano di l'Aquila, vino bianco secco, olio evo, sale, pepe

Preparazione:
Sulla spianatoia, o un'ampia ciotola, raccogliere la farina, a fontana; allargare bene i bordi del cratere centrale per fare posto alle uova, cominciare  a sbatterle delicatamente con la forchetta e unite un pizzico di sale, i semi di papavero e l'olio che renderà la pasta più facile da stendere; cominciare a mescolare la farina con le uova attirandola poco alla volta con la forchetta verso il centro della fontana; tenere conto che il quantitativo di farina può variare a seconda della grandezza delle uova.
Raccogliere bene l'impasto e lavoratelo lungamente a mano fino ad ottenere un amalgama liscio e sodo; appena pronta, raccogliere la pasta a palla e lasciarla riposare coperta da una ciotola di vetro o da pellicola alimentare, per almeno 30'.
Stendere la pasta con la macchina: prendere piccole quantità di pasta e fatele passare una  tra i rulli. Ripetere più volte l'operazione, stringendo di volta in volta i rulli, fino ad ottenere lo spessore desiderato. Infine tagliare le tagliatelle.

Mondare e ridurre a spicchietti carciofi. Porli in ciotola con acqua acidulata con succo di limone. In una capiente casseruola scaldare l'olio, con l'aglio e lo scalogno tritato, farvi cuocere i carciofi per qualche minuto aggiungendovi 1/2 bicchiere di vino bianco e 1/2 d'acqua, un ciuffetto di maggiorana, sale e pepe. Coperchiare e cuocere su fiamma bassa per 13-15'.
In un padellino a parte far rosolare la pancetta arrotolata tagliata a strisciolene fino a renderla croccante.
Mettere i pistilli di zafferano in infusione in una tazza d'acqua bollente per almeno 20'.

Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolarla e farla saltare in padella con il condimento di carciofi, la pancetta croccante e l'infuso di zafferano (o la bustina in polvere).
Servire decorando con qualche fogliolina di maggiorana.






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giovedì 18 marzo 2010

"Mungana" ovvero...

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... "Torta vacca!" :-D
Eh si, perché la mungana altro non è che una bovina originaria dell'Olanda, la cui pezzatura bianca e nera ricorda i colori variegati dell'omonima torta.
Le sue origini risalgono alla cucina contadina marchigiana ed infatti è un dolce dagli ingredienti estremamente semplici: farina, burro(la ricetta originale prevede lo strutto), latte, uova e cacao.
Amo "ripescare" i dolci della tradizione perché il risultato non delude mai e sono sempre buonissimi. Questo in particolare è indicato per la colazione di grandi e piccini, morbido morbido è fantastico inzuppato nel latte!

"MUNGANA"
Ingredienti:

500 g di farina 00
150 g di zucchero
3 uova
1 bicchierino di Sassolino
1 bicchiere di latte
150 g di burro
2 bustine di lievito per dolci
25 g di cacao amaro in polvere

Preparazione:

1.Nel mixer lavorare la farina e il lievito setacciati con le uova, lo zucchero, il liquore, il latte, il burro.

2.Impastare il tutto fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Prendere 1/3 di pasta e incorporarvi il cacao.

3.Imburrare e infarinare una teglia e versarvi metà della pasta bianca allargandola con l'aiuto di una spatola. Coprirla con quella al cacao e formare un ultimo strato di pasta bianca.
Infornare a 180° per circa 30'. Per una perfetta cottura, verificare la consistenza introducendo al centro uno stuzzicadente che dovrà uscire, asciutto senza residui di pasta.

domenica 14 marzo 2010

Volate 99 Colombe!!!


Lontana da più di un mese da queste pagine sono stra-felice di tornare parlandovi di un'iniziativa che sta coinvolgendo numerosi foodblog, ad oggi più di cento, con lo scopo di aiutare un'azienda storica aquilana a farsi conoscere e a promuovere i suoi prodotti.

Dal 1835 il marchio Nurzia per noi aquilani ha rappresentato non semplicemente un'azienda dolciaria, ma un simbolo della città come la basilica di Collemaggio o le 99 cannelle, piazze, chiese e fontane (si, tutto 99!).
Il terremoto del 6 aprile non ha risparmiato niente e tutti i giorni davanti agli occhi abbiamo le conseguenze di quella notte. Macerie ovunque e difficoltà per tanti di riprendere una vita lavorativa normale. L'azienda delle sorelle Nurzia è un simbolo dell'impegno che gli aquilani stanno mettendo per riemergere da quelle macerie. E voi che leggete in questo momento potete dare il vostro contributo. Vi invito anche a leggere la bellissima e motivata lettera che la Dr.ssa Mara Marinangeli ha scritto e a provare i meravigliosi prodotti delle Sorelle Nurzia.

Questa la lettera in cui ritrovo i sentimenti, le sensazioni, la vita, non solo di un'azienda, ma di noi aquilani...


Cara Artemisia, cari amici ,

scrivo da L'Aquila e precisamente da dentro una casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora lavorativa dopo il terremoto. Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo di proporre il marchio Sorelle Nurzia che è l'azienda per la quale lavoro......non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6 aprile 2009 se non che invento ogni giorno la mia vita e quella di chi accanto a me ha deciso di non fermarsi e di far prevalere l'ottimismo innanzitutto.

Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e l'entusiasmo nel vivere la mia vita e nel cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti . Se si vuole vedere il nero qui ce n'è da ogni dove. Basta attraversare la strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di arrivare a Pompei...più o meno i viaggi della tragedia ormai li dirottano tutti qui. Vai dentro un paese raso a suolo , ti accori, ti giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all'appello due generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.

Questo è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che circonda L'Aquila. La mia città senza più il suo cuore pulsante, i suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane....senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita familiare. Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi. Tra queste persone ci sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall'11 maggio, appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile. Il terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel sonno. Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l'energia per non spegnerci dentro tanto dolore da cui eravamo circondati. La vita nelle tendopoli è stata un'esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si pregava prima di mangiare, la scuola dei bambini conquistata con grande fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati senza una guida o un punto di riferimento di un'insegnante. Fare la fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi. A ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici. Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o le Misericordie che gestivano i campi a fare i rifornimenti ed agevolarli negli scarichi dei prodotti . Chiudono le tendopoli e arriva il Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni. Ma il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è arrivato lo stop fisiologico nel quale l'azienda ha avuto un calo di commesse. Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati, negli alimentari o nei centri commerciali. Non ho paura ma mi rendo conto che senza L'Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa. Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del mondo del cibo. Ho 41 anni ed ho sempre lavorato nel marketing, guidata da studi accademici che mi facevano camminare quasi su un territorio tracciato da altri. Dopo il 6 aprile mi sento un'esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva luoghi e mosse come se fossi la prima a scendere su un'isola deserta. Ripartire , o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico dove non hai più neanche un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso modo affascinante. Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i pezzi di un puzzle.

Noi abbiamo deciso di rimanere non senza vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un pò d'acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi....

Nuova vita...nuovi modi di lavorare e produrre. Lavorare sulla destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero , uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale torroni uguale Natale ma piuttosto Sorelle Nurzia ......tentazioni tutto l'anno.

Ho letto , non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici , situazioni negative che cambiano la vita, di contro ci sono nuove risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori . Forse è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il nostro cioccolato del torrone e ovetti confettati, praline di ogni tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da forno.

Vi invito quindi a visitare il nostro sito www.sorellenurzia.it, anzi , mi piacerebbe invitarvi in fabbrica qui da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell'Aquila produttivo e pieno di vita!!!

Se poi siete interessati a qualche prodotto o alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di darvi ogni consiglio o chiarimento.



Vi abbraccio

Mara

PS: ti prego di tagliare modificare togliere limare insomma accorciare se serve. Sono stata un pochino prolissa ma sinceramente io sono così, mi piace comunicare e visitando il vostro mondo che tu mi hai presentato perchè mi era un tantino sconosciuto ho avuto quasi un incontro con tanti amici.


(Dr.ssa Mara Marinangeli Resp. Progetti Speciali Sorelle Nurzia L’Aquila mara.sorellenurzia@gmail.com)

Nasce di seguito a questa lettera un blog, 99 colombe, e un'iniziativa: entro la data simbolo del 6 aprile, ogni partecipante dovrò postare una ricetta realizzata con i prodotti delle sorelle Nurzia o di accompagnamento ad essi.
Per tutte le informazioni vi invito a visitare il blog dove troverete anche tutti i momenti della sua nascita e un listino prodotti chiaro e semplice.

Leggo nel sito delle 99 colombe che il tam tam sta funzionando alla grande. Numerosi sono gli ordini arrivati all'azienda in questi giorni!
Mi sento di dire un grazie di cuore a voi tutti cari amici foodblog, la vostra solidarietà mi emoziona e commuove!

giovedì 11 febbraio 2010

Tarallucci dolci al farro e vino

Tarallucci dolci al farro


Era da tempo che avevo questa ricetta tra le mani, anzi l'avevo sulle note del cellulare, copiata di fretta a casa di un'amica. Appartiene ad una maestra di cucina teramana (appena riesco a risalire al nome, lo scrivo) che ha raccolto in un libro tutte le ricette che le sono state tramandate dalla sua famiglia.
I tarallucci io li adoro, sia nella versione dolce che salata e, questi, fatti con la farina di farro hanno un gusto ancora più rustico e saporito! E' importante preparali con un buon vino bianco, io ho usato un Trebbiano d'Abruzzo, e un extra vergine delicato.

Le ricette, per quanto riguarda la preparazione dei tarallucci, sono svariate, basta spostarsi di pochi km per trovare scuole di pensiero diverse.
Io intanto vi propongo questi che, a mio parere, sono ottimi!
Buoni soli, inzuppati nel latte oppure in un bicchierino di vin santo... giusto per finire "a tarallucci e vino" ;-)

La domanda di una lettrice mi ha dato lo spunto per approfondire le caratteristiche del farro:

il farro si suddivide in 3 varietà (Spelta, Monococcum, e Dicoccum). I primi due sono molto simili al frumento tenero, il terzo molto simile al frumento duro.
La farina di farro setacciata è ottenuta dalla lavorazione del farro su macine in pietra e successivo abburattamento, processo che migliora notevolmente le attitudini panificatorie, a scapito però di una sensibile riduzione del valore nutrizionale. La versione integrale invece, non è sottoposta a nessun tipo d’abburattamento, e pertanto mantiene inalterato il nobile valore nutrizionale.
Modalità d’uso:
Si consiglia il Monococcum Spelta per la preparazione di prodotti da forno dolci e salati, il Dicoccum per pasta secca e fresca. La versione setacciata è da preferire per prodotti in cui si necessario ottenere una abbondante lievitazione (pagnotte, brioche, torte).
(fonte: Coquinaria)

Generalmente sulle confezioni è riportato il tipo di farro utilizzato per la farina, per queste ciambelline ho usato la farina di farro varietà Spelta.

TARALLUCCI DOLCI AL FARRO
Ingredienti:

300 g di farina 00
250 g di farina di farro
1 uovo
150 g di zucchero
125 g di vino bianco (io Trebbiano D'Abruzzo)
125 g di olio evo delicato (o olio " Cuore")
1/2 bustina di lievito per dolci
la buccia grattugiata di 1 limone non trattato

zucchero di canna

Preparazione:
1. Lavorare a mano (o con il mixer) le farine setacciate, e mescolate con il lievito, con tutti gli altri ingredienti fino ad ottenere un impasto consistente e omogeneo.
Lasciar riposare in frigo una mezz'ora.
2. Ricavare dall'impasto tanti piccoli cilindri delle dimensioni di un dito di larghezza e 15 cm di lunghezza, poi unirli alle estremità ottenendo così la classica forma del taralluccio;( io li ho sigillati con un piccolo stampo a forma di fiorellino).
Passare poi i nello zucchero di canna e sistemarli su una teglia per biscotti ricoperta da carta forno.
3. Infornare a 150°/160° per 20 minuti, circa. Conservati in una scatola di latta, sono buoni per diversi giorni.

venerdì 5 febbraio 2010

Crema al latte (al microonde)



Crema al latte (al microonde)

Quando riesco ad usare il microonde, per qualcosa che non sia scaldare o scongelare, per me è sempre una grandissima soddisfazione. Perché lo so che il mio superdotato microonde, prezioso regalo di una carissima amica, meriterebbe molto di più... e in fondo mi sento un po' in colpa di non saperlo usare e soprattutto di non utilizzare le sue numerose funzioni.
Non è che per fare questa crema mi sia impegnata più di tanto... anzi! Qualche minuto alla massima potenza e il gioco è fatto: ho ottenuto una crema al latte densa, vellutata e senza grumi.
Perfetta per chi ha intolleranza alle uova e ottima per riempire torte paradiso o pan di spagna con una farcia più delicata rispetto alla crema pasticcera. Inoltre c'è chi, una volta pronta, ci unisce la panna montata. Io ho preferito il mascarpone e il risultato è molto gradevole.
Delizioso l'abbinamento con i frutti di bosco!!

CREMA AL LATTE
Ingredienti:

600 g di latte intero, fresco
180 g di zucchero
70 g di amido di mais
1 bacca di vaniglia (o la buccia di un limone non trattato)
100 g di mascarpone (o 100 g di panna fresca, montata)

Preparazione:In un pentolino scaldare il latte con lo zucchero e la bacca di vaniglia. Portarlo quasi a ebollizione e poi lasciarlo riposare per mezz'ora. In un contenitore, adatto al microonde, mettere l'amido di mais e versarci un po' alla volta il latte. Inizialmente aggiungerne solo una parte, all'incirca un bicchiere, e mescolare con un cucchiaio fino a sciogliere del tutto l'amido; a questo punto aggiungere un po' alla volta il resto del latte. Amalgamare bene il tutto e infornare nel microonde, cuocendo alla massima potenza per 3' circa. E' bene aprire e controllare ogni tanto e mescolare per controllare la consistenza della crema.
Una volta pronta lasciarla raffreddare e infine amalgamarvi la panna montata o il mascarpone.

Un meme tutto da leggere....

Da Salsa ho visto un meme davvero carino e interessante e mi è venuta subito voglia di farlo!
Innanzitutto non è un meme che si passa, ma semplicemente se vi piace fatelo e postatelo come ho fatto io!
Dovete solo rispondere alle domande con il titolo di un libro...impiegherete un po' di tempo, ma se siete amanti della lettura e avete in casa una bella libreria fornita, sarà divertente spulciare tra i vari titoli la risposta che non vi viene subito in mente!

Buon divertimento!


SEI UN UOMO O UNA DONNA?
La donna giusta - Marai Sandor

DESCRIVITI:
ragione e sentimento-Jane Austen
COME TI SENTI?
Controcorrente- Joris Carl Huysmans
DESCRIVI DOVE VIVI AL MOMENTO:
La Montagna Incantata- Thomas Mann
SE POTESSI ANDARE OVUNQUE, DOVE ANDRESTI?
Oceanomare- Alessandro Baricco
COSA AVRESTI VOLUTO FARE DA GRANDE:
Il miglioratore del mondo- Hermann Hesse

LA COSA CHE TI FA SOFFRIRE MAGGIORMENTE:
Gli indifferenti-Alberto Moravia

UNA COSA CHE NON FARAI MAI:
Con le peggiori intenzioni- Alessandro Piperno

TU E IL/LA TUO/A MIGLIOR AMICO/A SIETE..?
Le allegri comari di Windsor-William Shakespeare

COSA TI MANCA:
La città del Sole- Tommaso Campanella

LA STAGIONE IN CUI TI SENTI PIU’ VIVO:
Il giardino D'Estate-Paullina Simons

MOMENTO PREFERITO DELLA GIORNATA:
La grande sera- Giuseppe Pontiggia

SE LA TUA VITA FOSSE UNO SHOW TELEVISIVO, COME SI CHIAMEREBBE?messaggio per un'aquila che si crede un pollo-anthony de mello

CHE COS’È LA VITA PER TE?
Sogno di una notte di mezza estate-William Shakespeare

UN ANNO CHE NON SI PUO’ DIMENTICARE:
06/aprile/2009 tre e trentadue Emozioni nel cratere-Associazione Agorà

LA TUA RELAZIONE:
Le affinità elettive-Goethe
HAI PAURA DI..?
I miei luoghi oscuri-James Ellroy
IN ALCUNI MOMENTI TI SENTI...
Il viaggiatore incantato-Leskov Nicolaj
UN LUOGO IN CUI NON SEI MAI STATO:
La mia Africa- Karen Blixen

MEZZO DI TRASPORTO PREFERITO:
Cavalli selvaggi-Cormac Mac Carthy

QUAL È IL MIGLIOR CONSIGLIO CHE TU POSSA DARE?
Tutto è bene quel che finisce bene- William Shakespeare
UNA COSA DI CUI SEI CONSAPEVOLE:
Il passato è una terra straniera-Gianrico Carofiglio

OGNI TANTO PENSI CHE…
Povera gente- Dostoevskij
DI COSA HAI BISOGNO IN QUESTO MOMENTO:
Chocolat- Joanne Harris

OGNI TANTO TI DOMANDI…
L'origine della specie- Darwin
PENSIERO DELLA GIORNATA:
I love Shopping- Sophie Kinsella

SE POTESSI RIAVERE INDIETRO QUALCOSA DALLA VITA COSA VORRESTI?
City- Alessandro Baricco
IL TUO MOTTO:
Questa terra è la mia terra- Gutrie Woody


mercoledì 3 febbraio 2010

Pasta e broccoli con crumble di pane croccante e frutta secca

Pasta e broccoli con crumble di frutta secca e pane croccante


Dunque... capita che vedi ricette che ti catturano al primo sguardo, che ti restano come un chiodo fisso nella testa fin quando non decidi di provarle! E' quello che mi è successo vedendo questo meraviglioso piatto di pasta: l'ho assaporato nella mia mente per giorni, ne ho immaginato il profumo, il contrasto dei sapori al palato, ho pregustato la croccantezza del crumble unita alla morbidezza delle cime di broccolo. Poi ho cominciato a pensare a delle variazioni che avrei fatto assecondando il mio gusto...e infine l'ho cucinata. Ben due volte... perché è davvero troppo buona!

Molto probabilmente avete già in casa tutto quello che vi serve. E' il primo piatto ideale perché veloce, ma anche estremamente gustoso!

PASTA E BROCCOLI CON CRUMBLE DI PANE CROCCANTE e FRUTTA SECCA
Ingredienti per 4 persone:

320 g di mafaldine
400 g di cime di broccolo
3 fette di pane casereccio

30 g di pinoli

30 g di mandorle

30 g di pistacchi (o di altra frutta secca es: noci)

4 acciughe

1 cucchiaino di zucchero

caciocavallo

aglio

sale

peperoncino


Preparazione:
Lessare in abbondante acqua bollente salata le cime di broccolo. Scolarle al dente (basteranno 10') conservando l'acqua di cottura che servirà a cuocere la pasta. Passare nel mixer la mollica di pane e sminuzzare con un coltello la frutta secca. In una padella scaldare l'olio con l'aglio e tostarvi a fuoco medio il pane e la frutta secca con lo zucchero. Salare e mettere da parte. Cuocere la pasta nell'acqua di cottura dei broccoli; intanto in una padella (potete usare quella usata per tostare il crumble) mettesciarre un filo d'olio, il peperoncino un aglio e le acciughe lasciar soffriggere qualche secondo e poi aggiungere le cime di broccolo, farle saltare e po unirvi la pasta, il crumble di pane e frutta secca e un paio di mestoli dell'acqua di cottura. Aggiungere una grattugiata di cacio cavallo e servire.

domenica 31 gennaio 2010

Ciambella al caffè con gocce di cioccolato (che non si vedono, ma ci sono...)

Ciambella al caffè e cioccolato


Tempo fa vi avevo parlato della gara di beneficenza a sostegno di chefs sans frontiers organizzata da NERONERO lavazza. Quindi oggi, approfittando della ciambella al caffè con cioccolato che sto per proporvi, colgo l'occasione per ricordarvi del concorso e per invitarvi nuovamente a prenderne parte con la vostra ricetta a base di caffè (la mia naturalmente è fuori concorso in quanto partecipo in veste di giurata). Tutte le informazioni sulle modalità organizzative le trovate qui!

Ora voglio spendere due parole su questa morbida e gustosa ciambella, il cui impasto "brioscioso" ne fa un dolce ideale per la prima colazione. Il gusto al caffè e le gocce di cioccolato sono un chiaro invito a inzuppare una bella fetta nel latte!
Ah! a proposito di queste gocce... vi assicuro che ci sono! Io ho preferito metterle sulla superficie (anche se una volta che ho sformato e capovolto la ciambella sono finite sulla base...) , ma nulla toglie che possiate mescolarle con l'impasto in modo da averle un po' ovunque nella fetta!

CIAMBELLA AL CAFFE' CON CIOCCOLATO
Ingredienti:
250 g di farina speciale per pizze (farina manitoba)
40 g di fecola
1 cucchiaio di cacao amaro
2 cucchiaini di caffè solubile
60 g di zucchero a velo più un po'
150 g di gocce di cioccolato fondente
2 uova intere
2 tuorli
100 g di burro
1 cubetto di lievito di birra da 25 g
sale

Preparazione:
1.Impastare nel robot 100 g di farina con il lievito sbriciolato e 60 g di acqua, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
Coprire con la pellicola trasparente e lasciar lievitare per circa un'ora.
2.Lavorare l'impasto lievitato con la farina rimasta, lo zucchero a velo, le uova, i tuorli, un pizzico di sale, il caffè solubile e il cacao; quando gli ingredienti, saranno ben amalgamati, aggiungere anche il burro, morbido, e la fecola; poi impastare ancora.
3.Imburrare e infarinare uno stampo a ciambella (diametro di 20cm, 8cm di h), versarvi l'impasto e lasciarlo lieviatre, coperto da un canovaccio umido, finchè non avrà riempito lo stampo per 2/3.
4.Distribuire sopra l'impasto le gocce di cioccolato.
5. Infornare a 180° per 30' circa, sfornare e lasciare riposare per 5'. Quindi prima che il cioccolato si rassodi completamente, sformare la ciambella e lasciarla raffreddare su una gratella.
6.Spolverizzare di zucchero a velo e servire.

venerdì 29 gennaio 2010

Erbazzone (o scarpazzon) al formaggio

Erbazzone al formaggio

L'erbazzone o in dialetto scarpazoun è una di quelle delizie della cucina regionale italiana che vale assolutamente la pena di provare. Fa parte delle specialità gastronomiche reggiane e prende il suo nome dall'abitudine di usare nella preparazione anche le coste bianche, la scarpa appunto, delle bietole.
E' una torta salata composta da un fondo di pasta brisèe e ripiena di bietole, oppure di spinaci, cipollotti, pancetta e Parmigiano Reggiano.
Nella versione originale la pasta è preparata con lo strutto, usato anche per insaporire le bietoline, io ho preferito il burro e ho aggiunto al ripieno qualche cubetto di crescenza.
Può essere servita nella tripla veste di antipasto, piatto di mezzo oppure di contorno. Naturalmente, a seconda dell'uso, le porzioni saranno più o meno generose.
E una porzione un po' più generosa potrebbe costituire anche una gustosissima cena a base di verdura.

ERBAZZONE AL FORMAGGIO
Ingredienti per 6 persone:

Per la pasta brisèe:
400 g di farina
60 g di burro
170 g d'acqua
sale

Per il ripieno:
1,5 kg di bietole
100 g di pancetta tesa
100 g di crescenza
200 g di parmigiano reggiano grattugiato
7 cipollotti
aglio
prezzemolo
sale
pepe

Preparazione:
1.Nel robot lavorare la farina, con il burro freddo a pezzetti, l'acqua e due pizzichi di sale. L'impasto dovrà risultare liscio e morbido.; lasciarlo riposare sotto una ciotola per 30'.
2. Mondare intanto le bietole, lavarle e lessarle per 10' minuti circa. Strizzarle bene e tritarle.
3.Tritare i cipollotti, tagliare a cubetti la pancetta e soffriggere con uno spicchio d'aglio e il prezzemolo tritato per 10' a fuoco basso; poi unire le bietole e farle insaporire fin quando il liquido di cottura sarà completamente evaporato. Fra intiepidire e amalgamarvi il Parmigiano e la crescenza tagliata a cubetti.
4.Ungere con il burro e spolverizzare di pangrattato uno stampo di 26 cm di diametro .
(circa).
5. Stendere la pasta a 3mm di spessore e , dividetela in due parti disuguali. Usare la sfoglia più grande per rivestire lo stampo, facendola debordare.
6. Farcire con il composto alle bietole, poi chiudere la torta con l'altra pasta pizzicandola ai bordi per riunirla a quella eccedente.
7. Spennellare la superficie con del burro fuso, bucherellarla con una forchetta e infornare la torta a 200° per 20'; sfornarla, sformarla e servirla tiepida. (Buona anche fredda)