venerdì 30 aprile 2010

Crema di ceci alla provenzale

Crema di ceci alla provenzale



Posso dire di essere stata di parola, almeno per questa settimana! Avevo annunciato qui di voler dare un occhio più attento alla mia alimentazione e con enorme soddisfazione ci sono riuscita!
Certo oggi entriamo nel week end e credo che la frase "Al mio segnale scatenate l'inferno!" è quella che più mi si addice... mi aspettano due giorni di pranzi e cene con parenti ed amici  e, penso lo sappiate già, dalle mie parti ci piace davvero troppo mangiare!

Comunque non sono qui per parlarvi delle abbuffate del fine settimana, quanto piuttosto di una crema di ceci semplice, veloce e buonissima. Alla provenzale perché la ricetta originale prevede tra gli ingredienti la borragine e diverse erbe aromatiche (origano, maggiorana, rosmarino, timo).
Per quanto riguarda la borragine bisogna aspettare l'estate per trovarla e può essere sostituito con successo dagli spinaci baby.
Per chi se lo stia chiedendo la borragine è una pianta erbacea che cresce coltivata negli orti oppure spontanea in alcune regioni meditarranee. Si usano le foglie che devo essere raccolte tra luglio ed agosto e da consumare sempre cotte perchè altrimenti potrebbero risultare sgradevoli.
L'utilizzo è molto simile a quello degli spinaci.


CREMA DI CECI ALLA PROVENZALE
Ingredienti per 4 persone:

500 g di ceci già lessati
150 g di borragine(o spinaci baby)
2 cipollotti
1 carota 
1 patata
2 cucchiai di erebe aromatiche fresche tritate 
(timo, maggiorana, origano, rosmarino)
1 spicchio d'aglio fresco (facolattivo)
8 fette di pane tipo baguette
erba cipollina
2 cucchiai di olio evo
sale
pepe

Preparazione
In una casseruola far rosolare il cipollotto tritato, con l'olio, l'aglio tritato, la carota e la patata tagliate a cubetti. Unire anche i ceci e le erbe aromatiche. Salare e pepare, bagnare con 1 l di acqua bollente e lasciar cuocere, coperto, per 25-30 minuti.
Aggiungere anche la borragine e continuare la cottura per altri 5 minuti.
Lasciar raffreddare la preparazione, quindi frullarla nel mixer fino a ottenere una crema. Tenere da parte alcune foglie di borragine e alcuni ceci.
Sfregare le fette di baguette con uno spicchio d'aglio, sbucciato, cospargerle con l'erba cipollina tritata e irrorarle con un filo di olio extravergine; tostarle sotto il grill del forno per 3 minuti.
Disporre la crema nelle fondine individuali, aggiungendo in ciascuna le foglie di borragine e i ceci tenuti da parte. Decorare con due fette di baguette.
Considerando che ci avviciniamo alla bella stagione, vi consiglio di servire la crema tiepida.

Per questa ricetta ho preso spunto da "Zuppe e minesre" La grande cucina.

mercoledì 28 aprile 2010

Fusilli lunghi con asparagi al pesto misto aromatico

fusilli


Dopo la ricetta di lunedì e quella che sto per presentarvi oggi direi che questo periodo è all'insegna di una cucina più leggera e salutare. La necessità di perdere qualche chiletto affezionatosi al mio giro vita e causato da mangiate selvagge e sconsiderate è alla base di questo mio nuovo filone gastronomico.
Non garantisco costanza. Ogni tanto si può pur sgarrare, no?! E quindi non escluderei in futuro qualche bella ricetta burrosa ed ipercalorica!!! :-) Si si ho già in mente qualcosa...
Torniamo però all'argomento principe di questo post ossia i fusilli lunghi (un po' scomodi da mangiare, ma a mio parere bellissimi!) conditi con pesto misto aromatico e asparagi cotti al vapore.
Il pesto l'ho preparato con una zucchina, con un aglio fresco, con dei pinoli e con tre erbe profumate: il basilico, la menta e la maggiorana che devono essere freschissime, l'ideale sarebbe coglierle sul momento dalle piantine!
E' un piatto fresco e veloce, dal profumo invitante... ed è sorprendente come il gusto delicato degli asparagi leghi con i sapori stuzzicanti del pesto.


FUSILLI LUNGHI CON ASPARAGI AL PESTO MISTO AROMATICO
Ingredienti per 4 persone:

400 g di fusilli lunghi
6 asparagi
40 g di pinoli
basilico
una zucchina piccola freschissima
menta
maggiorana
aglio fresco
olio evo
sale
pepe

Preparazione:

Cuocere gli asparagi mondati al vapore (oppure lessarli). Tagliarli a fettine nel senso della lunghezza.
Pestare al mortaio(o frullare) prima 80 g di olio con i pinoli, poi unire qualche foglia di basilico, 4 foglie di menta, un ciuffetto di maggiorana, l'aglio e la zucchina tagliata a dadini. Infine salare e pepare.
Lessare i fusilli, scolarli e condirli con gli asparagi, il pesto e un filo d'olio evo.

lunedì 26 aprile 2010

Crostatine della salute: pasta frolla con farina di farro all'olio extravergine di oliva...

crostatine


... senza latticini, nè uova. Si, davvero salutare!
Quanti di voi staranno storcendo il naso? Tanti! Quanti continueranno con la lettura del post quando leggeranno che la ricetta di questa pasta frolla, apparentemente molto poco pasta frolla, è del mitico maestro Montersino: tantissimi, credo, almeno il novanta per cento!
Non so per voi, ma avere una bella crostata per colazione, è per me un modo di cominciare bene la giornata. Se so che quella crostata è priva di burro la giornata comincia ancora meglio :-)
ma per amore di verità devo dirvi di dimenticare il gusto classico della frolla... quando darete il primo morso, dovrete prepararvi a qualcosa di diverso dal sapore più rustico, ma che si unirà in modo ugualmente divino alla confettura.
Una ricetta, questa, non solo per chi ha delle intolleranze a latticini e uova, ma per tutti coloro che preferiscono seguire un'alimentazione più sana senza volere rinunciare alla gioia di una bella fetta di crostata a colazione.                     

CROSTATINE CON FROLLA AL FARRO E OLIO EXTRAVERGINE D'OLIVA

Ingredienti per la pasta frolla con farina di farro e olio evo:
(per 6 crostatine di 10 cm di diametro)

500 g di farina di farro
200 g di zucchero di canna grezzo (250 g nella ricetta originale)
70 g di olio evo
70 g di olio di semi
125 g di acqua
12 g di lievito per dolci
1 baccello di vaniglia Bourbon


per farcire
confettura di fragole e di albicocche 

Procedimento:

Sciogliere lo zucchero in acqua, unire il lievito, i due oli, la farina setacciata e i semi di vaniglia estratti dal baccello. Lavorare l'impasto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Lasciare riposare in frigo per almeno trenta minuti. Prima di utilizzare la pasta lavorarla di nuovo.
Con l'aiuto di un matterello stendere la pasta, ricavarne dei dischi e foderare gli stampini, farcire con le confetture e decorare le crostatine con delle striscioline.
Cuocere in forno a 170° per 20' circa.

nota: è possibile anche una versione al cioccolato di questa pasta frolla, utilizzando 470 g di farina di farro e 30 g di cacao amaro in polvere.

ps: io ho farcito le crostatine con due tipi di confettura: albicocca e fragola. A mio parere il gusto di questo tipo di frolla è esaltato molto di più dalla dolcezza della fragola.

giovedì 8 aprile 2010

La mia colomba per le "sorelle Nurzia"...

Tortino di colomba con crema di panna e ricotta, fragole e granella di pistacchi


Ed eccomi a far volare la mia colomba verso "le sorelle Nurzia"... e il viaggio è davvero breve!
Ma è fantastico sapere che tantissime altre colombe si son librate in volo da ogni parte d'Italia per portare solidarietà a un 'azienda aquilana. E il contributo di ognuno, nel suo piccolo, è stato fondamentale, perché gli orini sono stati più che numerosi e questo, tra le tante cose, ha consentito ad alcune persone, che avevano perso il loro lavoro dopo il terremoto, di essere riassunte
E l' aiuto concreto di 99 colombe ha un valore ancora più grande se penso a quanto deve fare ancora L'Aquila per riemergere dalle sue macerie. Il nostro nemico più grande è l'indifferenza e il pericolo di cadere nell'oblio, di esser dimenticati dalle istituzioni, dallo stato.
Lunedì sono stata in centro. Ho camminato lungo un percorso obbligato, delimitato dalle transenne e dalle inferriate, come una turista nella mia città, mi guardavo intorno. Smarrita. E cercavo nei miei ricordi l'ultima volta che avevo percorso quel vicolo che amavo tanto, la mia scorciatoia preferita, per schivare la confusione del corso, ora solo culla di macerie.
E il dolore più grande è sicuramente di chi, dentro quelle mura imbracate, prima aveva una casa, un'attività, una vita.
Le riflessioni e le sensazioni in questi giorni, come nell'ultimo anno, sono state tante e svariate, spesso contrastanti, ma non voglio tediarvi oltre. Vorrei solo ricordare a voi che mi leggete, che, si, per i cittadini aquilani, sono state fatte tante cose. Ridare a un tetto, il calore di una casa a chi l'ha persa, è importatissimo. Ma c'è ancora talmente tanto da fare e da ri-costruire.
Chi c'è stato sa bene che L'Aquila, era, anzi E', una città bellissima, da tanti definita una deliziosa bomboniera. Ma ore le sue vie sono gravemente ferite e il tempo trascorso, la neve e le piogge hanno causato più danni del terremoto stesso.
Il centro di una città, è il suo cuore, la sua anima...e lì c'è l'identità di noi aquilani. E noi rivogliamo L'Aquila, ne abbiamo bisogno.



TORTINO DI COLOMBA CON TARTARE DI FRAGOLE, PISTACCHI E CREMA DI RICOTTA E PANNA
Ingredienti:
(per 2 persone)

una colomba classica delle sorelle Nurzia
250 g di fragole
50 grammi di panna montata
50 g di ricotta
una manciata di pistacchi
liquore "Strega"

Preparazione:

Tagliare 4 fette, alte più o meno un dito, dalla colomba e con un coppa pasta ricavarne altrettanti dischi.
Ridurre le fragole a piccoli cubetti (la tartare) e mescolarle con un cucchiaio di zucchero di canna e due cucchiai di Strega.
Amalgamare la panna montata con la ricotta e zuccherarla
Nel coppapasta preparare i tortini alternando uno strato di colomba a uno di fragole.
Guarnire infine con ciuffi di crema di panna e ricotta  e con i pistacchi sminuzzati.

sabato 3 aprile 2010

venerdì 2 aprile 2010

Insalata di Pasqua

Insalata di Pasqua

Per cominciare in allegria il pranzo di Pasqua che ne dite di mettere i fiori nel piatto?! Con violette e primule vi sembrerà di portare le farfalle in tavola!

L'insalata di Pasqua è un'allegro antipasto che con i suoi brillanti e accesi colori è l'ideale per aprire in tutta vivacità il pranzo di domenica. E' un'insalata mista di valeriana, frutta secca e petali di fiori simbolo della primavera come le violette e le primule che, ho scoperto, oltre e dare colore, caratterizzano il piatto con i loro sapori e profumi. L'ho aromatizzata con diverse erbe quali la menta, la maggiorana e l'erba cipollina e profumate da alcuni fili di scorza d'arancia ottenuti con un rigalimoni.

Per quante riguarda i fiori state tranquilli, sono del tutto commestibili, basta osservare alcune accortezze! Per una bella insalata "fiorita" sono diversi i petali che potete usare tra questi oltre le già citate primule e violette sono buone anche i fiori di borragine, la rosa, le bocche di leone...
La cosa più importante è sapere con certezza che le piantine non siano state trattate con i pesticidi, quindi se non disponete di fiori che avete coltivato voi stessi, scegliete quelli per uso alimentare.

INSALATA DI PASQUA
Ingredienti:
(dosi per 4 persone)

120 di valeriana (songino)
50 g di puntarelle (romane*)
12 uova di quaglia
50 g di pinoli
la buccia di un'arancia non trattata
petali di fiori (violette e primule)
erbe aromatiche (maggiorana, aneto, erba cipollina, menta)
1 arancia non trattata
1 limone
olio evo
sale
pepe macinato fresco (rosa, verde, nero)

Preparazione:
Rassodare le uova di quaglia facendole sobbollire per 5' (per evitare che si crepino, porre un foglio di carta da cucina sul fondo del recipiente dove bolliranno); scolarle e una volta tiepide, sguscialre.
Tostare leggermente i pinoli in una padella antiaderente.
Mescolare la valeriana con le puntarelle, la buccia d'arancia ricavata con un rigalimoni, le erbe aromatiche e i pinoli.
Distribuire l'insalata nei piatti, completando ognuno con 3 ovette a spicchi.
Emulsionare 50 g di olio con il succo di limone, il sape e una macinata di pepe.
Servire questa emulsione per condire l'insalata di Pasqua.

*le punatarelle romane altro non sono che le foglie più interne, i germogli,  della catalogna spigata che dopo essere state tagliate a filetti, vengono poste in una ciotola piena di acqua  e ghiaccio che le farà arricciare. Sono una prelibatezza tipica di questo periodo dell'anno.