lunedì 24 dicembre 2012

Crostata con mousse al gianduia e... Buon Natale!!!

crostata con mousse al gianduia

BUON NATALE!!!

CROSTATA CON MOUSSE AL GIANDUIA
Ingredienti per 6/8 persone:

Pasta frolla al cioccolato:
300 g di farina 00
30 g di cacao amaro
200 g di burro, freddo
120 g di zucchero a velo
3 tuorli
1 pizzico di sale
bacca di vaniglia

per la mousse:

125 g di cioccolato gianduia
50 g di burro
2 uova intere
100 g di zucchero
2 cucchiai di farina 00
4 cucchiai di panna fresca
1 cucchiaio di liquore alle nocciole (va bene anche il rum o il brandy)
Preparazione:

Lavorate il burro freddo con la farina, il cacao, i semi di vaniglia e lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto sabbioso. Aggiungete i tuorli e lavorate velocemente fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Fatelo riposare in frigo per almeno mezz’ora coperto da pellicola. Riprendete l'impasto e stendetelo aiutandovi con il matterello, foderate unio stampo rotondo da crostata ben imburrato e infarinato; bucherellare il fondo e coprire con carta forno appesantita da legumi secchi per mantenere la forma.
Infornate a 180° per 12-13'.
Sciogliete a bagnomaria il cioccolato gianduia spezzettato e il burro.
Montate le uova e lo zucchero per 10 minuti fino a rendere il composto ben spumoso e unitevi la farina setacciata. Incorporatevi il cioccolato raffreddato, la panna e il liquore.
Versate il composto all'interno della base precotta ed infornare di nuovo a 180° gradi per 15 minuti. Lasciare raffreddare sulla gratella e servire dopo aver spolverizzato il dolce con il cacao amaro.


martedì 18 dicembre 2012

Biscotti al cacao e caramello

cuori cacao e caraemello

Biscotti, biscotti e ancora biscotti! Dopo le fettine del faraone e gli omini di pan pepato ecco un'altra deliziosa sfornata di biscotti nati, nelle ultime settimane, in pieno clima natalizio: cuori di cacao e caramello. Ancora una volta mi sono ispirata ad una ricetta del maestro Montersino...ho rivoluzionato un po' le dosi e ho aggiunto il cacao, cucendo addosso ai miei gusti, quelli che sono diventati i miei biscotti al cacao preferiti!
 Senza uova, fragranti, gustosi...ottimi a colazione, deliziosi con il tè, perfetti ogni qual volta si ha quella famosa voglia di buono. Non sono velocissimi da fare, ma tutto il lavoro sarà ripagato dalla loro bontà... sono i biscotti da regalare a qualcuno a cui teniamo davvero!
Proprio perché così speciali, ho scelto la formina a cuore...poi con la ghiacchia reale ho conferito loro una nota natalizia...

BISCOTTI CACAO E CARAMELLO
Ingredienti per 50 cuoricini

470 g di farina 00
30 g di cacao amaro
220 g di burro
120 g di zucchero di canna muscovado
30 g di panna fresca

30 g di zucchero di canna
cannella
due pizzichi di sale

per la ghiaccia:
un albume
300 g di zucchero a velo
due cucchiai di succo di limone

Preparazione:

Cominciare preparando il caramello:in un pentolino dal fondo non troppo spesso mettere un cucchiaio di zucchero di canna, quando sarà sciolto e avrà assunto un colore ambrato aggiungerne un altro scuotendo un po' la pentola per distribuirlo uniformemente, farlo sciogliere, continuare aggiungendo un cucchiaio di zucchero alla volta fino ad esaurimento, poi abbassare la fiamma e unite la panna bollente (decuocere il caramello), mescolare bene con una frusta (attenti agli schizzi!!!), togliere dal fuoco e sempre mescolando incorporare il burro a pezzetti, poco x volta, aspettando che il pezzetto precedente sia del tutto sciolto prima di aggiungerne un altro. Salare. Lasciare raffreddare il caramello, poi incorporarvi la farina e il cacao setacciati, un pizzico di cannella e lo zucchero muscovado (se non lo trovate usate quello di canna grezzo). Avvolgere il preparato in un foglio di carta forno e fatelo riposare in frigorifero sei, sette ore. Stendete l'impasto con il matterello (altezza 5 mm), poi ricavare i biscotti tagliandolo con le apposite formine (io ho usato i cuori). Disporre i biscotti su di una teglia rivestita di carta forno; cuocerli in forno già caldo a 180° per circa 15'.

Preparare la ghiaccia: sbattere leggermente l'albume e poi incorporarvi, con l'aiuto di un cucchiaio, lo zucchero a velo. Successivamente unire due cucchiai di limone. Continuare a mescolare per incorporare il succo, quindi aumnetare la velocità e l'energia per battere bene la ghiaccia e renderla sempre più liscia e corposa. Questa operazione può essere effettuata con un mixer o con le fruste elettriche. Il risultato dovrà essere cremoso, ma consistente.

martedì 11 dicembre 2012

Lussekatter -Gattini di Santa Lucia

gatti di Santa Lucia  

Conoscete i gatti di Santa Lucia?! Sono delle morbide brioche svedesi che ricordano nella forma un gattino seduto e vengono mangiate a colazione la mattina del 13 dicembre. 
Non bisogna, però, andare tanto lontano per trovare tradizioni legate a questa giornata.
Quando ero bambina ricordo che mia mamma mi raccontava che "ai suoi tempi" non c'era Babbo Natale a portare i doni. I regali per i più piccini arrivavano la notte tra il 12 e il 13 dicembre, il giorno di Santa Lucia
 Per tornare ai miei gattini mi hanno incuriosito molto per la forma e perché amo tutto ciò che è brioche! La ricetta originale prevede che vengano aromatizzate con lo zafferano, io ne ho messo una dose di molto inferiore a quella prevista soprattutto per incontrare il gusto dei più piccoli. Farcite con marmellata o cioccolato spalmabile sono davvero perfetti per la colazione.

LUSSEKATTER - GATTI DI SANTA LUCIA

Ingredienti:
500 g di farina manitoba
70 g di zucchero semolato
12 g di lievito di birra
1 uovo
100 g di burro
220 g di latte fresco, intero
1 pizzico di sale
qualche pistillo di zafferano 
uvetta q.b
 per la glassa:
2 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio di zucchero a velo 

Preparazione: Lasciare in infusione per qualche ora i pistilli di zafferano con due cucchiai di acqua calda.
Sciogliere il lievito nel latte appena tiepido. Nell'impastatrice versare la farina setacciata, mescolata allo zucchero, versare il latte e cominciare ad impastare. Aggiungere l'uovo appena sbattuto con un pizzico di sale e l 'infuso di zafferano filtrato.
Continuare ad impastare fin quando l'impasto non sarò incordato, ossia sarà liscio ed elastico. Aggiungere un po' per volta il burro ammorbidito, aspettando che l'impasto assorba bene ogni pezzetto prima di aggiungere il successivo. Continuare ad impastare fino a nuova incordatura. Formare una palla e lasciare lievitare in una ciotola, sigillata con della pellicola, fino al raddoppio (a me c'è voluta un'ora e mezza). Passato questo tempo dividere la palla in 10 palline da 90 g l'una oppure 20 palline da 45 g (nel caso vogliate brioche di dimensioni più piccole). Lasciar riposare le palline per 10-15' minuti e poi formare dei cordoncini lunghi 35 cm (15-20 cm per le dimensioni più piccole). Arrotolare ogni cordoncino a S o a forma di 8 mettendo al centro di ogni ricciolo un'uvetta.
Lasciar lievitare, coperto, per una mezz'oretta su una placca coperta da carta forno. Cuocere in forno preriscaldato a 200° (NON ventilato) per 10'. Nel frattempo preparare uno sciroppo facendo sciogliere su fuoco medio l'acqua con lo zuccehro (glassa).
Una volta dorati sfornare le brioche e lasciarle raffreddare su una gratella. Spennellarle con la glassa e servire.

La ricetta è dello Scief scientifico qui
Rispetto alla ricetta originale non ho spennellato d'uovo le brioche, ma le ho glassate, semplicemente, una volta cotte con zucchero e acqua.

lunedì 3 dicembre 2012

Torta al succo d'arancia

torta all'arancia

Le torte all'arancia mi piacciono tantissimo, soprattutto quando, come in questo caso, l'arancia dentro c'è davvero! Non solo la scorza, dunque, ma anche il succo di ben 5 arance spremute!
E' un dolce soffice e leggero dal profumo inebriante, grazie anche alla presenza del brandy che, volendo, potete sostituire tranquillamente con del latte...ho fatto questa variante e la consistenza del dolce non cambia.
E' un dolce che in casa ha conquistato tutti. Ieri pomeriggio, mentre fuori faceva un gran freddo e qualche fiocchetto di neve cominciava a scendere, l'abbiamo mangiato accompagnato con una tazza di cioccolata calda, divino! Qualcuno su fb l'ha soprannominata torta alle vitamine!
La ricetta prende ispirazione da un dolce greco agli agrumi chiamato Vassilopita, dal nome di San Basilio che il primo dell'anno porta i doni ai bambini ortodossi.

UHHH quasi dimenticavo! Con Alice, la mia bimba, abbiamo vinto il terzo premio nel contest di Scorza d'arancia dedicato ai piccoli chef, dove il primo premio, tra l'altro, è stato assegnato proprio ad un dolce all'arancia! Noi invece siamo state premiate per gli omini di pan pepato che trovate qui. E' stata una bellissima esperienza, grazie ancora Claudia!

TORTA AL SUCCO D'ARANCIA
Ingredienti:


  •  530 g di farina 00
  • 4 uova 
  • 240 g di zucchero
  • 150 g di olio di semi di mais
  • 3,8 dl di succo d'arancia
  • un dl di brandy (sostituibile con il latte)
  • una bustina di lievito in polvere
  • un pizzico di bicarbonato
  • un'arancia bio
  • un limone bio
  • zucchero a velo
  • sale

Preparazione
 Sgusciare le uova  e raccogliere i tuorli e gli albumi in due ciotole diverse; aggiungere ai primi lo zucchero e 2 cucchiai d'acqua e montarli con le fruste elettriche fino ad ottenere un conposto chiaro e spumoso. Aggiungere l'olio e continuare a montare gli ingredienti ancora per mezzo minuto.
Versare il succo d'arancia e il Brandy e mescolare il composto con un cucchiaio, poi setacciare la farina con il lievito ed il bicarbonato  e fatela cadere direttamente nella ciotola, mescolando. Grattugiare la scorza dell'arancia e del limone e incorporarle.
Montare gli albumi con un pizzico di sale a neve ben ferma, amalgamateli delicatamente al composto preparato, con movimenti dal basso verso verso l'alto e versare l'impasto in uno stampo di 26 cm di diametro, rivestito con carta forno bagnata e strizzata. Cuocere la torta in forno già caldo a 180° per un0ora. Spolverizzatela con zucchero a velo.

da una ricetta di "Sale e pepe" edizione speciale feste di Natale

martedì 27 novembre 2012

Grissini di patate ai semi di papavero

grissini di patate con semi di papavero  

Meno di un mese a Natale...stiamo entrando nel pieno del clima natalizio.
 Se qualcuno volesse far finta di niente, non può...perché in giro strade, negozi, centri commerciali sono già addobbati a dovere!
Io, intanto, sempre più di frequente, inizio a pensare a uno degli aspetti che più mi piace del Natale: il cenone. Infatti mentre sfornavo questi buonissimi grissini la mia mente già li vedeva in un cesto posto al centro della tavola insieme a questo pane alla salvia e a queste pagnottine alle carote.
Nulla vieta che potete provarli già subito! L'impasto è velocissimo da preparare, non deve lievitare e poi potrete speziarli, aromatizzarli, profumarli, colorarli, insaporirli con tutto ciò che la fantasia vi ispira. Io ho usato i semi di papavero, ma i suggerimenti che potrei darvi come alternativa sono infiniti: dai semi di sesamo, a qualche erba aromatica tipo salvia, rosmarino o timo oppure cambiando genere arricchirli con pezzettini di prosciutto o pancetta o con qualche formaggio...insomma fate voi! Il risultato sarà in ogni caso dei croccanti e gustosissimi grissini, uno tira l'altro!

Grissini di patate ai semi di papavero
Ingredienti per 30 grissini

320 g di farina 0
300 g di patate lessate, pelate e schiacciate
100 g di olio evo
50 g di burro
20 g di semi di papavero
una macinata di pepe nero
un cucchiano di sale

Preparazione:
Mescolare la farina con tutti gli altri ingredienti, io ho messo tutto nella planetaria e ho impastato brevemente con il gancio a foglia. Una volta che tutti gli ingredienti saranno ben amlgamati, coprire con la pellicola trasparente e far riposare l'impasto in frigo almeno per un'ora, finché non si rassoda un po'.
Dividerlo in piccoli panetti, io ne ho fatti una trentina da 35 g l'uno, poi lavorarli arrotolandoli con le mani sul piano di lavoro, ottenendo così dei grissini lunghi e sottili.
Disporli su una teglia coperta con carta forno e infornarli a 180° C in forno statico per 18-20'.
Conservarli avvolti in un sacchetto di lino di quelli per conservare il pane.

lunedì 19 novembre 2012

Io, Alice piccola chef, e i miei omini di pan pepato...

omini dell'avvento

Ciao a tutti, mi chiamo Alice, ho otto anni e frequento la III A. Con la mia mamma abbiamo deciso di partecipare ad una gara per piccoli chef (di Scorza d'arancia) ...anche se la mamma dice che non è una gara. Ma io dico: se ci sono tanti bei premi da vincere, è una gara, no?!
Dopo tanti giorni che insistevo per preparare qualcosa, tipo una torta, dei muffins o dei biscotti, a lei è venuta l'idea che potevo aiutarla a preparare gli omini di pan pepato (si si quelli di Sherk) per questo mercatino di beneficenza.
Così sabato pomeriggio, dopo il catechismo, ci siamo messe all'opera.
 Mi piace un sacco fare i biscottini, usare le formine... mi ricorda tanto quando all'asilo ci facevano giocare con il pongo...quelli si che erano bei tempi! Ora ho ogni giorno la tortura delle tabelline e dell'analisi grammaticale!!!
Dicevo che è stato un vero spasso fare questi omini anche se dovevo sopportare mio fratello piccolo (ha 20 mesi!) che voleva mangiare l'impasto crudo e voleva toccare di tutto e la mamma che si lamentava che in casa c'era una luce pessima.
Spero tanto che i miei biscottini vi piacciano e spero anche che presto mamma deciderà di rifarli anche per noi visto che questi sono in partenza per Milano...
Ciao ciao a tutti :)

Alice

 eccomi qui:

Alice's gingerbread2

OMINI DI PANPEPATO ricetta dei Pepparkakor di S. Verbert

( per 60 biscotti)

farina 540
burro 182g
miele 140g
zucchero di canna scuro 126g
zucchero semolato 50g
cannella in polvere 1 cucchiaio
zenzero in polvere 1 cucchiaio
chiodi di garofano in polvere mezzo cucchiaino
lievito per dolci 2 cucchiaini
acqua 180g
per decorare:
         ghiaccia reale
         confetti colorati e nastrini
Preparazione

In un pentolino, scaldare l’acqua insieme al miele, gli zuccheri e le spezie e, mescolando di continuo, portare a ebollizione. Spegnere, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare finché non sia del tutto fuso. In una ciotola capiente, versare la farina e il lievito, mescolare e aggiungere a filo il composto al miele ancora caldo. Mescolare bene finché l’impasto sia omogeneo, coprire e conservare in frigorifero per una notte.
Tagliare delle fette di impasto e stenderle con un matterello su un ripiano leggermente infarinato, a circa 3mm. Ritagliare i biscotti con le formine che preferite e disporli su una teglia da forno ricoperta con carta da forno. Far cuocere a 170° per una decina di minuti e lasciar raffreddare su una griglia. Decorare a piacere. Noi per la decorazione ci siamo ispirate un po' qui. Conservare in una scatola a chiusura ermetica.

Ed ecco altre foto dove sono all'opera:

Alice's gingerbread Alice's gingerbread5

Alice's gingerbread6

E questo è il bellissimo logo dell'iniziativa:

martedì 6 novembre 2012

Fettine del faraone o biscotti di mandorle e nocciole, uno tira l'altro!

fettinedelfaraone


Perché del faraone? Vi starete chiedendo...
Perché queste fettine sono preparate con la farina di Kamut detto anche, in base ad una leggenda metropolitana, grano del faraone.
La ricetta è di Luca Montersino e l'ho tratta dal suo libro "Golosi di salute"(qui un'altra ricetta  dello stesso volume). Sono deliziosi biscotti con mandorle e nocciole, profumati con vaniglia e cannella...e questo non fa già un po' Natale?!

Rispetto all'originali dosi indicate del maestro io ho diminuito lo zucchero. Per i miei gusti 225 g di zucchero per 325 g di farina, in questo tipo di preparazione, sono  troppi!
Ottimi a colazione o a merenda con un tè, diventano un gradevole fine pasto accompagnati da un bicchierino di vino dolce.
Ben conservati in scatole di latta durano diversi giorni anche se sono talmente buoni che dovrete nasconderli bene per non farli sparire prima ancora di lasciare la teglia del forno...

FETTINE DEL FARAONE - Biscotti di mandorle e nocciole
Ingredienti:

325 g di farina di kamut
125 g di burro
225 g di zucchero di canna grezzo 150 g di zucchero di canna grezzo
125 g di nocciole Piemonte
125 g di mandorle non pelate
80 g di uova
1 g di cannella in polvere
1/2 baccello di vaniglia Bourbon

Preparazione

Impastare burro e zucchero con la foglia (se avete la planetaria), quindi aggiungere le uova ed infine tutti gli altri ingredienti.
Con l'impasto formate una mattonella alta 3 cm e lasciarla raffreddare in frigo per un'oretta.. Tagliate con il coltello delle fettine spesse mezzo cm, sistemarli su una teglia per biscotti ricoperta da carta forno e cuocerle in forno a 170° per 10/12 minuti (fino a doratura dei biscotti). Lasciar raffreddare e poi servire.

nota: se volete ottenere dei biscotti più teneri aggiungete all'impasto una puntina di bicarbonato.

giovedì 25 ottobre 2012

Farfalle "risottate" al radicchio e pere

farfalle risottate con radicchio e pere

 Io adoro i risotti...oltre a mangiarli, ovvio, mi piace anche tutto il rito della preparazione: tostare, sfumare, aggiungere il il brodo, mescolare, mantecare. Più che in altri piatti mi sembra di prendermi davvero cura di quello che sto cucinando.
Quindi poter risottare anche la pasta per me non è un procedimento lungo, un po' barboso, ma un qualcosa che quando ho un po' più di tempo e la ricetta lo consente faccio molto volentieri. Inoltre la pasta ci guadagna moltissimo, assorbendo bene tutti i sapori e i profumi del sugo e l'amido non si disperde nel momento in cui si scola la pasta, ma si amalgama al condimento rendendo il piatto molto più cremoso.
Importante è scegliere una pasta che tenga bene la cottura e le farfalle sono certamente il tipo di formato ideale per questo genere di preparazione.
Infine che dire dell'abbinanto radicchio-pere-gorgonzola...? E' un gran classico di stagione, magnificamente valorizzato da questo metodo di cottura della pasta.

 Farfalle "risottate" al radicchio e pere
  Ingr. per 3/4 persone

350 g di farfalle 
200 g di radicchio rosso pulito
1 pera kaiser 
150 g di formaggio (tipo gorgonzola, taleggio, Camembert...) 
1 scalogno 
1 l di brodo
1 bicchiere di vino bianco secco
salvia 
olio evo
una noce di burro
sale, pepe

Mondare e lavare con cura il radicchio rosso e ridurlo a striscioline. In una padella scaldare un filo d'olio con la salvia e poi aggiungervi le striscioline di radicchio. Non appena saraà appassito salare, pepare e aggiungere la pera tagliata a cubetti.
Sbucciare lo scalogno e porlo ad appassire con 2 cucchiai d'olio in una capace pentola dai bordi bassi. Unire le farfalle, farle insaporire mescolando per 1 minuto e bagnare con il vino bianco, lasciando evaporare a fuoco vivo.
Unire il brodo caldo, poco alla volta, senza smettere di mescolare, e aggiungere dell'altro solo quando il precedente è quasi del tutto assorbito. Dopo una 10 di muniti incorporare il radicchio e la pera e continuare la cottura, aggiungendo via via brodo, per altri 5-10', e comunque finché le farfalle non saranno cotte al dente.

Allontanare la pentola dal fuoco e mantecare con i dadini di formaggio e pochissimo burro.

Insaporire con il pepe fresco di macina, aggiustare di sale, se necessario, e lasciare riposare coperto per 2' . Servire.

venerdì 19 ottobre 2012

Una bellissima notizia da "Io non mangio da solo" e il mio clafoutis d'uva fragola.

clafoutis d'uva fragola


Oggi la ricetta che voglio proporvi passa in secondo piano. Poco fa Virginia, con un messaggio su facebook, mi ha dato una notizia che mi ha riempita di orgoglio! 
La foto del mio crumble è stata scelta per costruire il calendario di "Io non mangio solo": 12 ricette fatte con il pane grazie al quale verranno raccolti i fondi per finanziare 10 programmi di sicurezza e sovranità popolare in Bolivia, Perù, Guatemala, Haiti, Burkina Faso e Mozambico.
Capite quindi la mia enorme gioia e commozione nel far parte di un progetto tanto nobile e bello. Il contest ha avuto un successo strepitoso! Sono giunte a Virgina più di 90 ricette una più bella e gustosa dell'altra e grande è stato l'impegno e l'entusiasmo di tutte noi partecipanti. Non poteva essere altrimente considerando il grande valore umano di questa iniziativa.
 Qui trovate quello che progetto mondo dice di noi... Grazie, grazie davvero di cuore!

Ed ora vi lascio al mio clafoutis d'uva fragola...

A dire la verità da bambina non ho mai amato l'uva fragola...anzi, trovavo il suo sapore alquanto stucchevole. Ancora oggi non mi piace particolarmente, ma se in giardino hai dei tralci di vite che fruttificano più che dignitosamente, non puoi ignorarli! Soprattutto se la marmellata d'uva fragola non è davvero niente male ed anche la focaccia è deliziosa...

E oggi quei graziosi chicchi sono diventati fonte d'ispirazione per questo clafoutis. Un dolce semplicissimo, sia nella preparazione che negli ingredienti: bastano una ciotola, una frusta, latte, uova, farina e, nel mio caso, mascarpone.
In molto ricette francesi è presente la crème épaisse, una panna densa non facilmente reperibile da noi...ma che, come dicevo, è possibile sostituire con il mascarpone.
E' un dolce da servire freddo e provate a mangiarlo il giorno dopo: è ancora più buono!


 CLAFOUTIS D'UVA FRAGOLA
Ingredienti 6 persone:

300 g di latte
300 g di acini d'uva fragola
200 g di crème epaisse (in alternativa, mascarpone)
125 g di farina 00
2 uova 4 cucchiai di zucchero di canna
1 arancia bio
sale

Preparazione

Mescolare le uova con lo zucchero, incorporare la farina setacciata, un pizzico di sale e la scorza grattugiata dell'arancia.
Mescolare il mascarpone con il latte e unire tutto al composto di uova, stemperando bene.
Distribuire l'uva in una pirofila  (la mia: ovale 26x20 h 5) versarvi sopra il composto e infornare per 45' a 180°.
Da servire freddo. Il giorno dopo è ancora più buono.

da una ricetta di "La Cucina Italiana".

lunedì 8 ottobre 2012

"Io non mangio da solo": Crumble salato di pane con zucca e nocciole

crumblesalato1

Dopo tanto tempo ho deciso di partecipare di nuovo ad un contest. Perché ad organizzarlo è Virginia una food blogger della quale ho, da sempre, stima e ammirazione...forse lei neanche lo sa...e perchè il suo contest è bello, è nobile. 
In principio c'è Progetto Mondo un' associazione che vuole essere d'aiuto ai giovani e ai bambini dei paesi sotto sviluppati, affinché possano essere artefici della propria crescita e dello sviluppo della propria comunità. E poi c'è questa bellissima iniziativa dal nome evocativo "Io non mangio solo". Il protagonista è il pane e l'obiettivo è quello di raccogliere in un libro le ricette a base di questo prezioso alimento, i proventi verranno devoluti alla causa.
Io per dare il mio piccolo contributo ho scelto una ricetta molto semplice che sa di casa...un crumble appetitoso e rassicurante preparato con le briciole del pane e che nasconde all'interno della dolcissima zucca e della mozzarella filante. 
Una preparazione legata ai ricordi d'infanzia, quando la nonna preparava così le verdure raccolte nell'orto: le tagliava a fette, le disponeva in una pirofila, le ricopriva di mozzarella ed infine di pane grattugiato...certo non lo chiamava crumble, ma verdure gratinate...ed erano davvero troppo buone!

CRUMBLE SALATO DI PANE CON ZUCCA E NOCCIOLE
ingredienti per due cocottine

100 g di pane vecchio di qualche giorno
2 cucchiai di parmigiano
30 g di burro più un po'
30 g di nocciole tostate tritate
20 g di nocciole tostate intere
qualche foglia di salvia

400 g di polpa di zucca
1 mozzarella
qualche foglie di salvia
1 scalogno
olio evo 
sale
pepe

Preparazione

In una padella rosolare lo scalogno con due cucchiai di olio e la salvia, dopo qualche minuto aggiungere la zucca tagliata a cubetti. Lasciarla cuocere a fuoco medio per 10', salare e pepare. Far raffreddare e poi unire la mozzarella tagliata a dadini.
Intanto preparare il crumble: tritare nel mixer il pane raffermo con il parmigiano, la salvia e le nocciole. Una volta ridotto in briciole trasferirlo in una terrina e lavoralo con la punta delle dita amalgamandolo al burro freddo di frigorifero, quindi incorporare le nocciole intere.
Imburrare le cocottine versare in ognuna metà del composto di zucca e mozzarella, coprire con il crumble formando uno strato uniforme.
Passare la preparazione in forno a 180à per 20', poi sfornarla e servirla calda, ma non caldissima.



mercoledì 3 ottobre 2012

Moelleux con fondente di mele, al profumo di mandorle e vaniglia



Moelleux di mele al profumo di mandorle e vaniglia

Oggi sono qui per parlavi di un dolce strepitoso: il moelleux alle mele.
 Il nome stesso evoca un impasto estremamente morbido che fa da guscio ad una profumatissima crema fondente alle mele.
Pochi giorni fa, accennavo in un post, dell'arrivo dell'autunno e delle cose eccezionali che ci mette a disposizione.... Le mele sono sicuramente fra queste.
Le varietà sono moltissime e ognuna ha delle caratteristiche che la rende l'ingrediente ideale per qualsiasi tipo di preparazione. Le mele renette sono sicuramente tra le mele migliori da cuocere, soprattutto in forno, perché conservano inalterarti sia il gusto che le preziose proprietà nutrizionali, per questo le ho utilizzate nel fondente, mentre per la copertura della superficie la mia scelta è caduta, non a caso, sulle Stark Delicius, dal colore rosso brillante. Infatti non le ho sbucciate perché mi piaceva l'idea delle fettina di rosso che "fiorisce" tra la morbidezza dell'impasto. La mela già conferisce alla torta un profumo ineguagliabile, ma io ho voluto arricchirla con un leggero sentore di mandola e vaniglia.
Il risultato è un dolce dal profumo e dal sapore paradisiaci che conquistano al primo assaggio.
Dopo averla sfornata è consigliabile attendere almeno un'ora prima di servirla e vi dirò dippiù, il giorno seguente è ancora più buona!

MOELLEUX DI MELE, AL PROFUMO DI MANDORLE E VANIGLIA
Ingredienti:

Per la crema fondente:

200 g di mele renette
2 uova
30 g di zucchero di canna
60 ml di panna fresca
60 g di burro
20 g di fecola
2 cucchiai di amaretto di Saronno

Per il moelleux:

180 g di burro morbido
2 cucchiai di mandorle tritate, finemente
4 uova
130 g di zucchero semolato
170 g di farina 00
1/2 bacca di vaniglia
1 cucchiaino di lievito per dolci

3 mele Stark Delicious
zucchero a velo

Preparazione:

per la crema: sbucciare e detorsolare le mele, tagliarle a tocchetti e caramellarle in padella con lo zucchero per qualche minuto. Aggiungere 100 ml di acqua calda e lasciarla evaporare. Frullare il tutto fino ad ottenere una purea di mele. In un pentolino a parte far fondere il burro con la panna. Aggiungere le uova, la fecola, l'amaretto e mescolare bene. Unire la purea di mele e cuocere su fuoco medio, sempre mescolando, finche la crema non si rapprende.
per il moelleux: lavorare il burro morbido con lo zucchero e i semini di vaniglia, fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungere le uova uno alla volta, amalgamando bene. Unire la farina ed il lievito setacciati e le mandorle finemnete tritate.
Imburrare e infarinare uno stampo (io ho usato uno rettangolare 26x22) e disporvi metà dell'impasto. Coprire questo primo strato con la crema di mele e ricoprirlo con il restante impasto, avendo l'accortezza di non mescolare i diversi composti.
Detorsolare le stark, senza sbucciarle. Tagliarle a fettine sottile e decorarvi la superficie della torta.
Cuocere a 180° per 30', in seguito coprite con un foglio di carta forno ed uno di stagnola( con la carta forno a contatto con il cibo) e proseguite la cottura per 20/30'.
Sfornare  e lasciar raffreddare almeno per un'ora prima di servire. Spolverizzare con zucchero a velo. Il giorno dopo è ancora più buona!

Per questa ricetta mi sono ispirata a questa favolosa ricetta apportando varie modifiche come l'inserimento della farina di mandorle e della vaniglia  nell'impasto e dell'amaretto di Saronno nel fondente alle mele.

lunedì 1 ottobre 2012

Spaetzle di farro ai funghi

spaetzle

Finalmente l'autunno... scrivo e intanto sento, al di fuori della finestra, il ticchettio della pioggia che cade sul terrazzo. Lo so che i capelli si gonfiano, che gli ombrelli sono l'invenzione più fastidiosa che ci sia e che scendi dall'auto e i piedi puntualmente vanno a finire in una pozzanghera melmosa...ma quando sei in casa, di domenica sera, dopo una giornata contrassegnata da un lauto pranzo e da una festa con bambini urlanti dagli 8 anni in giù, si liberano le migliori endorfine: fuori piove, è freddo e tu sei rintanato nel tuo guscio... No no, nn sono sempre così pantofolaia! ;)

E poi l'autunno porta con sé tante cose buone, come i funghi dei più svariati tipi!
Io ho avuto in regalo dei porcini da pino, non pregiatissimi, ma comunque buoni.
Li ho usati per condire una pasta che, da quando ho comprato l'apposito attrezzo, preparo sempre un po' in tutte le salse: sto parlando degli spaetzle. Piccoli gnocchetti tedeschi dalla forma irregolare, si preparano in pochi minuti: si lessano in acqua bollente salata, si fanno saltare in padella con una noce di burro e poi è possibile accompagnarli con il sugo preferito.
Molto versatile è anche la preparazione dell'impasto sia per l'uso delle farine (io, in questo caso, ho scelto quella di farro) sia per la possibilità di mettervi diversi tipi di verdure come per esempio gli spinaci o la zucca.
Se non li conoscete, procuratevi l'attrezzo e provateli, vi stupiranno! Con poco, in termini di tempo e fatica, mangerete un delizioso piatto di pasta fresca fatta in casa.

SPAETZLE DI FARRO AI FUNGHI, CON NOCI E PANCETTA 
Ingredienti per 3/4 persone 
 Spaetzle:
 200 g di farina di farro
 80 g di latte
 2 uova
 un pizzico di sale

 Sugo:
 150 g di funghi misti
 100 g di porcini freschi (o 10 g di quelli secchi)
 100 d di pancetta
 1 spicchio d'glio
 100 g di noci
 rosmarino
 olio evo
 sale
 una noce di burro

Preparazione
Sugo: pulire, mondare i funghi e tagliarli a tocchetti.
In una padella far scaldare 5 cucchiai d'olio con uno spicchio d'aglio per 2', poi unire i funghi e cuocerli per una decina di minuti a fuoco medio. In un padellino a parte rosolare la pancetta con qualche ago di rosmarino. Poi unire ai funghi.
Spatzle: in una ciotola, mescolare le uova con la farina, il sale e il latte, ottenendo una pastella piuttosto densa.
Versarla nell'apposito attrezzo appoggiato su una pentola di acqua salata a bollore e ricavare gli spaetzle; scolarli appena verranno a galla con il mestolo forato e trasferirli in una padella dove avrete fatto sciogliere il burro; saltarli per qualche minuto e servirli con il sugo di funghi e guarnendo ogni piatto con le noci sbriciolate.

mercoledì 26 settembre 2012

L'ora della merenda: muffins choco rice

muffinsrisochoco



 Ore 16.00 di un pomeriggio settembrino... tutto è andato bene, i compiti sono stati fatti, c'è ancora lo zaino da preparare: i libri sono parcheggiati sul tavolo della cucina, o del salone, (quando mai studia sulla propria scrivania!!) e resteranno lì almeno fino a sera...
Ora non c'è tempo di mettere in ordine, ha ben altro per la testa: è ora di merenda!
Accende la tv sui cartoni animati, poi corre verso la dispensa: prende la farina, lo zucchero, il lievito...infila il suo grembiule a quadretti rosa con su scritto "mamma ti aiuto".
Si sistema sulla sgabello e mi dice "Dai mammina prepariamo i muffins!" :)

MUFFINS "CHOCO RICE" 
ingredienti per 12-14 muffins

270 g di farina 00
170 g di zucchero semolato
2 uova
200 g di panna acida
50 g di yogurt bianco intero
5/6 cucchiai di riso soffiato al cioccolato
3 cucchiai di nocciole tritate
1 bustina di lievito per dolci
60 ml di olio di mais
mezza bacca di vaniglia

Preparazione:

Scaldare il forno a 200°.
Setacciare la farina con il lievito, in una ciotola. Unire lo zucchero e mescolare bene.
In un'altra ciotola mettere la panna acida, lo yogurt, le uova, i semini di vaniglia e l'olio, lavorare con una frusta fino a rendere il composto omogeneo.
Incorporarlo agli ingredienti secchi, senza lavorarlo troppo.
Unire e il riso soffiato e la granella di nocciole e dare una mescolata.
Versare il composto negli stampini, riempendoli per 2/3.
Infornare e cuocere i primi 5 minuti a 200° poi portare il forno a 180° e proseguire la cottura per altri 8/10 minuti, verificando al cottura con uno stecchino.

martedì 4 settembre 2012

Sfogliata ai pomodori San Marzano con mozzarella, robiola e basilico


Sogliata ai pomori

Pensavo, ormai, che i più si fossero abituati ai miei lunghi silenzi...ed invece, con mia somma gioia, c'è ancora qualcuno che mi chiede "ma perchè non aggiorni più il blog?!"
Eh perchè...?!
Stavolta la scusa ce l'ho più che buona: veniamo tutti da un'estate torrida in cui hanno imperato i vari Caronte,Scipione, Lucifero ecc. ecc.  quindi potrete ben comprendere come io, a gran beneficio del mio punto vita ;), di cucinare in questi mesi non ne avevo proprio la minima idea... Eppoi la bella stagione ha il gran pregio di metterci a disposizione una gran quantità di frutta ed ortaggi che sono perfetti consumati così, in purezza...senza star lì a spadellare o a friggere o ad infornare!

Fortunatamente, però, ad una come me....basta che la colonnina di mercurio cominci a scendere un pochino, perché torni impellente la voglia di accendere i fornelli...
....o il forno, magari per preparare una velocissima e deliziosa sfogliata con i san marzano ed il basilico appena raccolti nell'orto. L'idea è davvero semplice: pasta sfoglia, mozzarella mescolata a robiola, a una manciata di pinoli e a tante foglioline di basilico spezzettato, un 20/30 minuti nel forno e il gioco è fatto. Buona, bella e profumata :)


Sfogliata ai pomodori

SFOGLIATA AI POMODORI  SAN MARZANO con mozzarella, robiola e basilico
 Ingredienti:
    
un disco di pasta sfoglia
pomodori san marzano, maturi (uno o due a seconda della grandezza)
una mozzarella fior di latte da 150 g
una robiolina da 100 g
basilico, un bel ciuffo
pinoli, una manciata
sale q.b.
olio extravergine di oliva q.b
Preparazione:
Adagiare la sfoglia in una teglia di 24 cm di diametro, foderata da carta forno. Tagliare i pomodori e metterli a scolare dall'acqua di vegetazione
Tritare la mozzarella e mescolarla alla robiola, ad una manciata di pinoli e al basilico spezzettato. Distribuire il composto sulla sfoglia, adagiarvi le fette di pomodoro (così come vi dice la fantasia) e condite con un filo d'olio. Infornare per 20/30 minuti o finché la sfoglia non risulterà ben dorata. Sfornare e profumare con altro basilico 8io ho usato i fiori)

mercoledì 2 maggio 2012

Torta morbida di fragole e yogurt

tortadifragole

Malgrado le giornate incerte, mattina sole-pomeriggio pioggia, in questo periodo cresce la voglia di passeggiate e mangiate all'aria aperta, di plaid sull'erba ancora fresca... e questa alle fragole è proprio la torta semplice e gustosa da mettere nel cesto del pic-nic.
L'impasto è soffice, delicato e le note agrumate e fresche date dal limone e lo zenzero incontrano felicemente la dolce fragranza delle fragole.

TORTA MORBIDA DI FRAGOLE E YOGURT
Ingredienti:

270 g di farina 00
1 cucchiaio di farina di riso
3 uova
150 g di zucchero
150g di olio di semi
200 g di yogurt intero
200 g di fragole
limone bio
una grattugiata di zenzero fresco (facoltativo)
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di zucchero a velo

Lavare le fragole e tagliarle a fettine in senso longitudinale, spolverizzarle con lo zucchero a velo.
Nella planetaria montare le uova con lo zucchero finché diventano bianche e spumose. Aggiungere lo yogurt, l'olio, la buccia di limone e lo zenzero grattugiati e lasciare amalgamare bene. Infine aggiungere la farina setacciata con il lievito.
Versare l'impasto in una tortiera coperta da carta forno, disporre sulla superficie le fragole e cuocere in forno, preriscaldato a 160° per 30-40'(effettuare sempre la prova stuzzicadente prima di sfornare).
Spolverizzare di zucchero a velo e servire.


giovedì 26 aprile 2012

Pollo croccante al sesamo

Pollo al sesamo

Questa è una di quelle ricette che ho fatto e rifatto infinite volte perché amatissima sia dai grandi che dai piccini.
Inoltre è un'idea perfetta per tutti quei miei amici single che mi chiedono spesso "che posso preparare per cena, qualcosa di semplice e d'effetto...? ".
Sono bastoncini di petto di pollo impanati che è possibile sia friggere che cuocere in forno, la crosticina rimarrà comunque croccante grazie anche alla presenza di semini di sesamo nella copertura che potrete sostituire con una granella di mandorle o di nocciole.
Dunque è uno di quei piatti veloci da preparare e di sicura riuscita, un unico accorgimento da usare è di ricordare di mettere a marinare il pollo nello yogurt e nel limone qualche ora prima, la marinata conferirà alla carne tenerezza e aromaticità.
Io lo servo su un letto di verdure colorate e sul piatto dispongo delle terrine monoporzione ricolme di salsa nella quale pucciare i bastoncini. Ecco un altro motivo per cui questo piatto piace tanto ai bambini...va mangiato per lo più con le mani!

POLLO CROCCANTE AL SESAMO
ingredienti per 3/4 persone

400 g di petto di pollo
un vasetto di yogurt bianco

un limone bio
100 g di farina
150 g di pan grattato
1 cucchiaio di parmigiano
2 cucchiai di semi di sesamo
una puntina di senape di Dijon *
sale
per la salsa: 
100 g di maionese
1 cucchiaio di senape dolce*
semini di sesamo q.b.

olio d'arachide per friggere

50 g di valeriana
1 carota 
1 limone
 

Tagliare i petti di pollo a grosse strisce nel senso della lunghezza. Raccoglierli in una ciotola con lo yogurt, la senape e il succo e la buccia grattugiata del limone, mescolare bene e lasciare marinare per almeno due ore.

Preparare la salsa mescolando la maionese e la senape, distribuirla in terrine monorporzione e guarnire la superficie con i semi di sesamo.

Miscelare il pangrattato, con la farina, il parmigiano, due pizzicate di sale, i semi di sesamo e raccogliere in un piatto piano. Passare i bastoncini di pollo marinati, uno per volta, in questa copertura facendola aderire per bene.

Scaldare l'olio in una casseruola a fondo spesso e dorarvi i bastoncini di pollo, a fiamma media, voltandoli dopo circa 3-4 minuti; quindi sgocciolarlo e passarlo su un foglio di carta per fritti.
In alternativa alla frittura cuocere i petti di pollo in forno: disporli su una teglia ricoperta da carta forno e irrorali d'olio extravergine d'oliva. Mettere in forno e cuocere per 10/15 minuti o finché non si sarà formata una bella crosticina dorata. Per rendere il pollo più croccante ultimare la cottura con il grill (2 o 3 minuti)

Distribuire nei piatti singoli l'insalata di valeriana e la carota tagliata a rondelle, unire i petti di pollo caldi, irrorare di succo di limone, salare leggermente e servire con le terrine ripiene di salsa posizionate sul piatto.


*NOTA: la senape di Dijon ha un sapore molto forte quindi va usata con estrema moderazione. La senape dolce, inceve, è molto più delicata, fare attenzione a non confonderle!

da un'idea dello chef Laura Ravaioli

lunedì 23 aprile 2012

Il pranzo della domenica: maccheroni alla chitarra con le pallotte

Maccheroni alla chitarra con le pallotte


Buon giorno e buon lunedì a tutti!  Inizio la settimana raccontandovi di una ricetta tipica della mio Abruzzo: il sugo con le pallotte.
Sono sempre troppo felice ed orgogliosa quando posso raccontarvi di una ricetta, di un sapore, di un odore che appartengono alla mia terra. Chiamatelo pure campanilismo... :)
Fino ad una ventina di anni fa, forse anche più, nella mia famiglia il "ragù della festa" per i tagliolini o per la lasagna, veniva preparato di regola con delle piccolissime polpette di carne, le cosiddette pallottelle. Più piccole di una nocciola, venivano reclutati tutte le donne e i bambini della famiglia per prepararle.
Come per qualsiasi piatto della tradizione ogni casa custodisce la sua ricetta, io oggi vi parlo naturalmente del sugo di pallotte che da sempre ho visto preparare dalla mamma e dalle nonne di casa mia. Sono più che delle semplici polpettine perché più piccole, più buone, più morbide, più aromatiche e profumate... quindi non chiamatele polpette!

Ah quasi dimenticavo... una piccola novità: da qualche giorno anche essenza di vaniglia ha il suo piccolo dominio personalizzato, per chi mi segue cambia poco o nulla in quanto il passaggio è stato fatto con un redirect automatico da Google stessa.

Maccheroni alla chitarra con le pallotte
Ingredienti per 4 persone

Pasta alla chitarra:
400 g di semola di grano duro
4 uova
1 pizzico di sale

1 cucchiaio di olio evo
Sulla spianatoia mettere la farina, a fontana; rompere le uova, aggiungere il sale e l'olio e impastare con cura, fino ad ottenere un amalgama liscio e sodo; coprire con una ciotola di vetro o pellicola alimentare e lasciate che riposi.
Tirare la sfoglia e tagliare con l'apposita chitarra o con la "nonna papera" i maccheroni


Sugo con le pallotte:
500 g di carne macinata mista (vitello, manzo, agnello)
80 g di mollica di pane bagnata nel latte
2 uova
1 spicchio d'aglio rosso di Sulmona, finemente tritato
1 cucchiaio di prezzemolo tritato

1 cucchiaio di parmigiano
noce moscata
sale
pepe

farina
olio extravergine di oliva

1 litro di passato di pomodoro
carota, sedano e cipolla

olio extravergine di oliva

 In un tegame  fare il soffritto con l'olio evo, la carota, il sedano e la cipolla tritati. Dopo qualche minuto aggiungere la passata di pomodoro e lasciar sobbollire a fuoco basso.
Intanto in una ciotola impastare la carne macinata con la mollica di pane strizzata, le uova sbattute in precedenza, l'aglio, il prezzemolo, il parmigiano e la noce moscata, infine regolare di sale e pepe fresco di mulinello. Quindi preparare le pallotte, dovranno essere piccole come una nocciola, e infarinarle. Scaldare in un'ampia padella l'olio evo e friggervi le pallotte. Scolarle dall'olio di frittura e aggiungerle al sugo di pomodoro. Continuare la cottura per un'altra mezz'ora.

Cuocere i maccheroni alla chitarra in abbondante acqua salata, scolarli e condirli con le pallotte al sugo. Servire a piacere con qualche piccola scaglia di pecorino o parmigiano.











mercoledì 11 aprile 2012

Buono e soffice come il ciambellone all'olio di Santin


Ciambellone all'olio

Quasi ognuno di noi ha in casa almeno una ricetta del ciambellone all'olio, magari annotata su di un foglietto ingiallito e persa tra le pagine del quaderno delle ricette... e magari gli ingredienti saranno più o meno simili a quelli che leggerete qui sotto.
Infatti la parte più importante di questa ricetta non sono tanto le dosi quanto i tanti piccoli accorgimenti che Santin suggerisce per avere una ciambella soffice e ben lievitata.
Io ormai la preparo davvero ogni settimana perché è veloce, ottima per la colazione e poi piace ai bambini. L'unico problema è che talmente leggera che una fetta tira l'altra e non è detto che rimanga qualcosa per il giorno successivo :)
Inoltre è estremamente versatile: provate qualche variante aggiungendo per esempio le gocce di cioccolato (o i pezzetti del cioccolato dell'uovo Pasqua, in questi giorni sempre in esubero!) o sostituite il latte con il succo d'arancia...
Comunque io la preferisco così, trovandola perfetta nella sua versione originale...beh Santin è Santin!

mercoledì 4 aprile 2012

Hot Cross Buns

hot cross buns

Che cosa sono? Panini dolci con l'uvetta, speziati, il cui profumo, in questi giorni invade case e strade dei paesi di cultura anglosassone. Infatti vengono preparati in occasione della Pasqua e dietro di essi vive una ricca quantità di leggende sacre e profane. A partire dalla croce che si applica sulla superficie per ricordare la Passione e la Resurrezione (di qui cross): generalmente viene preparata con una miscela di farina e acqua che una volta terminata la cottura viene rimossa, perché non è molto gradevole al palato. Io ho riempito i solchetti lasciati sulla superficie dei panini con una glassa al limone*, ma naturalmente ognuno può ovviare come preferisce con una glassa semplice o magari con una salsa al cioccolato bianco.
In genere vengono mangiati il Venerdì Santo spalmati di burro e accompagnati da pietanze sia dolci che salate. Ottimi con un velo di marmellata, sono perfetti anche per la nostra tradizionale colazione della domenica di Pasqua serviti con salumi e formaggi.

venerdì 10 febbraio 2012

Biscotti ai fiocchi d'avena e riso soffiato, caramellati

Biscotti ai fiocchi d'avena e al riso soffiato, caramellati>

Buongiorno e buona nevicata a tutti!
Perchè anche voi vi siete svegliati di nuovo con copiosi fiocchi che scendono dal cielo? Vero?
Non preoccupatevi non vi tedierò ulteriormente con l'argomento neve che ormai imperversa ovunque...facebook e twitter in primis!
Preferisco parlarvi subito di deliziosi, croccanti biscottini che in questo periodo non mancano mai nel mio vaso dei dolcetti...

lunedì 6 febbraio 2012

Zuppa d'orzo alla trentina

Zuppa d'orzo alla trentina  
Sono qui seduta vicina la finestra e volgendo lo sguardo fuori, ai miei occhi, si presenta uno spettacolo fatto di alberi, case, strade e montagne totalmente ricoperte da più di un metro di neve... Per ricordare un immagine simile, come tanti di voi, la mia memoria deve tornare indietro al 1985... All'epoca avevo quasi sette anni e ricordo vivamente l'impazienza di poter uscir fuori a giocare, i pupazzi di neve giganteschi che dimoravano davanti ad ogni casa, le piste per gli slittini improvvisate su ogni piccola discesa... le scuole chiuse per più di una settimana!
Oggi a distanza di 27 anni... i pensieri sono ben altri: " Speriamo passi lo spazzaneve"... "Speriamo non sia vero cada un altro metro di neve "Speriamo non vada via la corrente elettrica!!!"
... ma quando guardo la mia bambina di sette anni che alla finestra osserva incantata la neve prendo quel che di buono un evento così eccezionale può offrirmi... uscire fuori a giocare con la neve, passaggiare per il paese su strade totalmente innevate, stare in casa tutti insieme, magari a preparare il pane, perchè il supermercato è chiuso da due giorni...
E come dice mia cognata "A novembre nasceranno un sacco di bambini..."

lunedì 30 gennaio 2012

Frappe con miele e semi di papavero

Frappe con miele e semi di papavero Io le chiamo frappe...ma molto probabilmente a Milano le chiamerete chiacchiere, cenci in Toscana, galani in Veneto e chi più ne ha ne metta... ma fondamentalmente la preparazione di questi tipici dolcetti di Carnevale è più o meno la stessa in tutte le regioni d' Italia. Semmai varia il modo di tagliare le strisce di pasta che spesso vengono anche annodate. E poi chi c'è chi le spolverizza di zucchero al velo e chi ama, invece come me, irrorarle con del buon miele...Stavolta le ho anche ricoperte di tanti piccoli semi di papavero: sono sempre molto scenografici e danno l'idea di tanti piccoli festosi coriandoli....
Quella che sto per scrivervi è la ricetta della mia famiglia che permette di ottenere delle frappe leggere, fragranti e che riescono a mantenere le loro caratteristiche per almeno due o tre giorni e non solo appena fritte.