lunedì 22 dicembre 2014

Mini Brioche al cacao

brioche al cacao

Per me i rituali natalizi cominciano di solito il 1 dicembre. Chiedo a mio marito di scendere dalla soffitta l'albero e i due scatoloni in cui sono riposte le palline di cristallo, i pupazzetti e le lucine.
Dopo aver rischiato la vita facendo l'equilibrista sulla scala apribile il suo lavoro finisce lì.
L'albero è affar mio.
I bambini, si, mi aiutano ad addobbarlo con sottofondo il cd con le canzoni di Natale.
Una volta finito, però, cambio disposizione a tutte le palline e i pupazzetti perché succede sempre che l'albero pende dal lato in cui i bambini hanno appeso il novantapercento delle decorazioni.
Da qui fino al 24 è tutto un addobbare la casa, sistemare le luci, fare il presepe, appendere il vischio, comprare i regali ai bambini, pensare a cosa cucinare per Natale, che dolci preparare che biscotti sfornare....
Questo in fondo è quello che amo di più del Natale, l'attesa, i preparativi... al di là di qualsiasi retorica amo l'atmosfera magica di Dicembre.

venerdì 19 dicembre 2014

Torroncini teneri al cioccolato e nocciole

torroncini teneri al cioccolato e nocciole


Mancano pochi giorni al Natale e sulle nostre tavole imbandite a festa, colme di ogni genere di prelibatezza, non potrà mancare il torrone!

A L'Aquila abbiamo un'antica tradizione legata al torrone che risale al 1835.
Su Taste Abruzzo oltre a raccontarvi la storia della nascita del Torrone tenero al cioccolato vi do anche un'idea per dei graziosi regalini home made...
Venite a scoprirla qui con me...

giovedì 18 dicembre 2014

Ghirlanda natalizia di brioche

Ghirlanda di Natale

Ebbene si, cucino ancora!
Magari nel silenzio della notte, mentre tutti dormono com'è successo per preparare questa ghirlanda natalizia.
Ho cominciato una sera, avevo stranamente il lievito madre rinfrescato ed ho pensato che in quel momento avevo solo voglia di impastare tante cose per Natale.
Ed è stata una nottata fruttuosa perché ho impastato almeno 2 kg di farina tra ghirlande ed altre bontà che poi vi mostrerò nei prossimi giorni...quindi, come si usa dire tanto ultimamente, stay tuned!! ;)
Tornando alla ghirlanda è di una semplicità elementare, lunga nella preparazione, ma realizzabile da tutti. Si tratta solo di preparare dei panini farciti all'interno e poi di disporli uno accanto all'altro, la lievitazione e la cottura in forno faranno il resto.

ghirlanda natalizia


Io ne ho fatto sia una versione dolce che salata. Mi è piaciuta tanto come idea perché dà la possibilità di sbizzarrirsi con le farciture consentendo di accontentare i gusti di tutti!
Inoltre si può giocare con le dimensioni, modellando le palline di misure diverse è possibile creare ghirlande più grandi o più piccole. In una versione più piccola potrebbero diventare dei golosi segnaposto per la tavola di Natale. Non c'è limite alla fantasia...
In questo giorni così vicini al Natale siamo tutti in cerca di idee per la casa e la tavola. C'è chi preferisce uno stile barocco chi minimal, chi sceglie il classico chi si sente più vicino al contemporaneo. Ma tutti, gettiamo un occhio su riviste o siti on line per carpire l'idea che ci faccia fare il figurone con parenti e amici! Per questo vi suggerisco oltre la mia ghirlanda le immagini di alcune mise en place firmate Dalani, magari trovare la suggestione che fa per voi!

Immagine Dalani

GHIRLANDA DI BRIOCHE (VERSIONE SALATA)
(per la forma l'idea è tratta da La Cucina Italiana)
Ingredienti per due ghirlande:



 540 g di farina (340g manitoba+ 200g 0)
100 g di acqua
4 uova
200 g di lievito madre rinfrescato due volte (o 15 g di lievito di birra)*
100 g di burro
60 g di zucchero
tre cucchiai di grana
due cucchiai di olio evo
due cucchiaini di sale
un cucchiaino di malto (o miele)

per farcire:

100 g di salame tagliato a dadini
60 g di scamorza affumicata tagliata a dadini

200 g di zucca
80 g di gorgonzola

Preparazione
  • Ho scelto il lievito nell'acqua tiepida e poi ho impastato con 100 g di farina presa dal totale e il malto (o il miele). Ho lasciato riposare per 40'. 
  • Ho aggiunto 100 g di farina, un uovo e un cucchiaio di zucchero (preso dal totale). Se come me stai usando la planetaria, impasta con la foglia a velocità 1. Una volta amalgamato ho unito metà del burro e l'ho lasciato assorbire. Ho lavorato lavorare l'impasto fino ad incordarlo,  ho usato la frusta a gancio, velocità 2. Ho coperto la ciotola con della pellicola trasparente e l'ho lasciata lievitare al caldo fin quando l'impasto non è triplicato.
  • Con il gancio ho aggiunto l'altro uovo, il sale, il resto dello zucchero, il grana e uno spolvero di farina. Ho continuato a lavorare l'impasto e pian piano ho aggiunto tutta la farina rimanente. Incordato l'impasto ho aggiunto il resto del burro e una volta completamente assorbito ho inserito l'olio a filo. Ho impastato fino ad ottenere un composto lucido e liscio. L'ho coperto con della pellicola trasparente e l'ho lasciato lievitare fino al raddoppio.**
  • Ho preparato la farcia: ho cotto nel forno lo spicchio di zucca ho separato la polpa dalla buccia con un coltelllo e, con l'aiuto di un cucchiaio, l'ho amalgamata in una ciotola con il gorgonzola. In un altra ciotola ho unito i dadini di salame e scamorza.
  • Ho diviso a metà l'impasto. Ho modellato 14 palline (le ho pesate per averle tutte uguali: 70 g circa l'una). Ho steso le palline in altrettanti dischi, le ho farcite alternando i tipi di ripieno e le ho richiuse di nuovo a pallina. Per chiuderle perfettamente le ho lavorate rotolandole sotto il palmo della mano.
  • Ho disposto le palline su una placca foderata di carta forno formando una ghirlanda (per la disposizione guarda la foto). Con la pasta rimasta ho realizzato una seconda ghirlanda.
VERSIONE DOLCE: togli il grana e aggiungi 50 g di zucchero. Le palline puoi farcirle, con crema, cioccolato, marmellata oppure puoi aggiungere all'impasto canditi e uvetta.

*LIEVITO DI BIRRA: se vuoi accorciare i tempi di lievitazione oppure non disponi di lm puoi realizzare la ghirlada con il lievito di birra. Tenendo conto che occorrono 700 g di farina e 100 g di acqua.

** i tempi di lievitazione variano a seconda della temperatura dell'ambiente. io ho lasciato lievitare l'impasto sotto una coperta di lana in forno con lucetta accesa.

Immagine Dalani

mercoledì 26 novembre 2014

Le sfogliatelle abruzzesi

sfogliatelle_16143
Dici sfogliatella. Dici Napoli! Eppure anche qui in Abruzzo abbiamo una nostra versione di questo straordinario dolce.

Per conoscere le origini della sfogliatella abruzzese dobbiamo andare indietro nel tempo, a più di un secolo fa. Tutto ebbe inizio i primi del '900 , in un borgo ai margini del Parco Nazionale della Maiella, Lama dei Peligni, quando Donna Anna, moglie del barone Tabassi, eredita dalla suocera campana la ricetta della nota sfogliatella napoletana. Si racconta che Annina, fosse un’esperta donna di cucina, quindi pensò di riadattarla nell’impasto e nella farcitura ai suoi gusti e alla disponibilità di ingredienti di facile reperibilità...
Il resto della storia vi invito a leggerlo su Taste Abruzzo dove propongo una versione della sfogliatella abruzzese preparata e sfogliata con l'olio extravergine di oliva, invece che con lo strutto come prevede la ricetta tradizionale. Buona lettura...
Continua a leggere
 

mercoledì 12 novembre 2014

Biscotti-scoiattolo con farina di castagne e miele al cioccolato e noci

Biscotti con farine di castagne e miele al cioccolato e noci
Novembre è foglie che cadono, vento, pioggia, giornate sempre più corte e fredde. E' legna da accatastare sotto una tettoia. E' tirare fuori dall'armadio, dopo mesi, sciarpa e cappello. E' desiderio di restare in casa, davanti al caminetto acceso, ad arrostire castagne e sorseggiare vino o a leggere un libro.

Ed è in pomeriggi come questi, particolarmente grigi ed uggiosi, che in casa mia c'è soprattutto la voglia di sfornare biscotti per la merenda o forse per il semplice gusto di impiastricciare le mani e poi ritagliare formine. I miei bambina hanno un'autentica passione per gli animali del bosco di Ikea. Di solito li usiamo tutti, stavolta abbiamo fatto un esercito di buonissimi scoiattoli... preparati con una frolla particolarmente profumata e gustosa fatta con farina di castagne, noci, miele, cannella e cioccolato!

Un autentico omaggio all'autunno e ai suoi sapori!

Biscottti di farina di castagne e miele con cioccolato e noci

BISCOTTI DI FARINA DI CASTAGNE AL CIOCCOLATO E NOCI
Ingredienti:

150 g di farina (io ho usato una 0, ma va bene anche integrale o di farro...)
100 g di farina di castagne
30 g di noci
1 cucchiaio di cacao
100 g di burro
50 g di miele
50 g di zucchero di canna
1 uovo
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
un pizzico di cannella
un pizzico di sale

cioccolato fondente
una noce di burro

Preparazione:
Comincia tritando finemente (deve diventare una polvere) le noci nel mixer con un cucchiaio di farina, preso dal totale. Quindi in una ciotola mescola tutti gli ingredienti secchi: le farine, le noci tritate, il cacao ed il lievito, setacciati, con lo zucchero. Lavora il burro con il miele, poi aggiungi l'uovo, il sale e la cannella ed infine amalgama gli ingredienti secchi, lavora l'impasto (se dovessere troppo asciutto aggiungi un cucchiaio di latte) fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Avvolgilo con della pellicola trasparente e lascia riposare in frigo per circa mezz'ora. Taglia delle fette di impasto e stendile con un matterello su un ripiano leggermente infarinato, a circa 3mm. Ritaglia i biscotti con le formine che preferisci e disponile su una teglia da forno ricoperta con carta da forno. Fai cuocere a 170° per una decina di minuti e lascia raffreddare su una griglia. Decora a piacere. Io ho fuso a bagnomaria 50 g di cioccolato fondente con una noce di burro e vi ho ricoperto la coda.

lunedì 10 novembre 2014

Contest di Natale su Taste Abruzzo : It's Xmas Time!!!!





Su “Taste Abruzzo, it’s Xmas Time”!
Il nostro primo contest che premia mettendo in palio un soggiorno per due persone in Abruzzo.


Ormai a novembre possiamo già parlare di Natale, anzi, in un certo senso dobbiamo farlo visto che si inizia a pensare ai regali da fare, agli addobbi da preparare e, soprattutto, ai piatti da realizzare, dato che ci aspettano giorni di Festa importanti.

Ebbene, proprio perché così speciale, la redazione e tutti noi che collaboriamo a Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura abbiamo pensato di rendere omaggio a questo periodo pre-natalizio con il nostro primo contest, interamente dedicato alla Cucina delle Feste.

Quindi, cari tutti, iniziate a tingere le vostre tavole di rosso, oro e bianco e munitevi di creatività, passione e di ingredienti perché c’è da partecipare a “Taste Abruzzo, it’s Xmas Time!”

E già che ci siete, tenete pronta anche la valigia. Eh già, perché il nostro è un progetto atto a promuovere questa bellissima terra, perciò, per voi che deciderete di partecipare, in palio c’è la possibilità di vincere un soggiorno in Abruzzo presso la Country House Casale
Centurione e, per i semifinalisti, ci sono in palio 10 fantastiche Mug della designer Paola Mucci e del Graphic Artist Mauro Forte di AbruzzoCreativo!

Il contest è organizzato con la loro preziosa collaborazione e con dei giurati molto speciali che giocano un ruolo fondamentale, quello della scelta del vincitore finale!


Se vi abbiamo incuriosito abbastanza e vi è venuta voglia di partecipare, venite a scoprire su Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura i volti della giuria, il regolamento per partecipare, il tema e quali sono i Magnifici 5 ingredienti protagonisti del nostro contest.

Vi aspettiamo numerosi!

giovedì 6 novembre 2014

Io, i miei celli pieni e "La Cucina Italiana"...


Era una calda giornata d'Agosto, quando spulciando distrattamente la mia posta ho trovato una mail che mi ha fatto avvampare il viso e battere all'impazzata il cuore... c'era scritto "In Cucina da noi"e veniva direttamente dalla redazione di una delle riviste più prestigiose d'Italia: "La Cucina Italiana".
Non so quante volte ho letto e riletto quella mail...ma non dimenticherò mai le prime parole "Ciao Laura, sono Laura...".
Laura Forti, giornalista de La Cucina Italiana, quante volte avevo già letto la sua firma sotto gli articoli in otto anni di fedele lettura della rivista. Perché io, si, sono loro abbonata da ben otto anni...quindi per me entrare nella loro cucina di redazione è stato come varcare la soglia di un tempio!
Mi hanno invitato nella loro redazione di Pzza Aspromonte a Milano il 10 Settembre.
Ad accogliermi ho trovato una gentilissima e sorridente Laura Forti che mi ha mostrato gli uffici della readazione e poi mi ha condotto nelle loro celebri cucine.
Non so forse avevo la faccia di una quindicenne al cospetto degli One Direction, ma non ho parole per descrivervi l'emozione che ho provato mentre giravo quelle stanze.
E credo che lo stupore più grande (voi amiche foodbloggers potete capirmi bene) l'ho provato quando sono entrata nello studio fotografico... che meraviglia di vecchie tavole e antichi bauli, ci sono lì dentro! Per non parlare del magazzino, regno di qualsiasi tipo di posata, caccavella, stoffina, piatto, piattino... WOOOW!!! Mio marito, che mi ha accompagnata, ha seriamente temuto trafugassi qualcosa... ^_^



Ad un certo punto, però è finito il giro ed è arrivato il momento di mettere le mani in pasta! Tutti gli ingredienti mi sono stati preparati da una dolcissima Joelle Nederlants,
chi legge la Cucina Italiana riconoscerà il suo nome...è lei l'autrice di tanti meravigliosi servizi della rivista.
Per l'occasione ho scelto di preparare un dolce tipico della mia terra, i celli pieni, ossia dei tortelli ripieni di marmellata e mandorle, tradizionalmente preparati con mosto cotto e scrucchiata.
Le foto sono stata scattate da Riccardo Lettieri e il set per i miei celli è stato allestito da Beatrice Prada... Vedere un mio dolce fotografato in un vero studio fotografico, da dei veri professionisti e con una macchina fotografica montata a più di due metri d'altezza, beh ammetto che è stato un'altra bella emozione!
E l'emozione continua ancora adesso mentre ho l'ultimo numero de "La Cucina Italiana" tra le mani e su due pagine intere della mia rivista preferita ci sono io con il mio sorriso mentre cucino... :)

Eh no...il racconto non è finito...nel finale c'è l'incontro con Anna Prandoni che prima di andar via mi ha gentilmente fatto dono di una stampa del primo numero de "La Cucina Italiana" 15 Dicembre 1929...




mercoledì 5 novembre 2014

TASTE&MORE n.11



Aspettavo con ansia questo 5 novembre. Oggi, infatti è uscito il numero 11 di Taste&More e finalmente posso annunciare di essere entrata nello straordinario team dei suoi collaboratori.
Sfogliando le sue bellissime pagine, tra le sue incantevoli immagini e le sue golose proposte culinarie, troverete anche me con una ricetta tutta dedicata al Natale! Eh si, su Taste&More è già Natale!!! Buona lettura!!!

Clicca con il tasto destro sulla copertina della rivista per sfogliare il magazine on line direttamente da Issuu.com

mercoledì 29 ottobre 2014

Torta di rose d'Autunno con la Zucca... (a lievitazione naturale)

Torta di rose d'autunno...alla zucca!  
Quando ero bambina ho scritto una poesia sull'autunno che celebrava le foglie cadute dagli alberi e i loro colori, ma soprattutto mi cimentavo in un'improbabile descrizione del crepitio che producevano le scarpe quando le foglie venivano calpestate....
Fortunatamente crescendo ho scoperto altre passioni ed oggi l'Autunno con i suoi caldi colori e i suoi irresistibili frutti mi ispira tutt'altro genere di creazioni, anch'esse in fondo sono poesie ma tutte da mangiare...come una Torte di rose che non poteva non essere alla zucca!

Dire Ottobre, in cucina,  equivale a dire zucca, zucca e ancora zucca
Ci sono periodi che la zucca la mettiamo davvero ovunque. Nella pasta, negli gnocchi, nel pane, nelle zuppe, nei dolci. Anche perché in qualche modo dobbiamo pur consumarli quei 10 chili di cucurbitacea. Quest'anno il nostro orto è stato particolarmente generoso e di zuccone di Cenerentola ne abbiamo almeno tre, nella foto la più grande!

Dunque potete immaginare quante sperimentazione culinarie mi aspettano con questo meraviglioso ortaggio! Oggi, come detto, vi racconto della Torte di rose alla zucca... 
Lievitata naturalmente, senza uova, burro o latte...ma preparata con una purea di zucca, olio e acqua, è una brioche soffice e leggera che non si smetterebbe mai di mangiare. L'ho farcita con  marmellata di cotogne, cannella e mela e l'ho servita con una glassa preparata con robiola e yogurt, che versata sulla torta ancora calda è un vero tripudio di bontà!


Torta di rose alla zucca con glassa di robiola e yogurt

TORTA DI ROSE CON LA ZUCCA
Ingredienti 

per l'impasto:
350 g di farina O
150 g di purea di zucca
60 g di lievito madre attivo**
1 cucchiaio di miele
150 ml di acqua
50 g di olio extravergine di oliva
3 g di sale
buccia di arancia bio
cannella

per il ripieno e la finitura:
semi di zucca q.b.
marmellata di mele cotogne (o di mele o di fichi)
1 mela


per la glassa:
150 g di robiola
120 g di zucchero a velo
70 g di yougurt bianco intero

Preparazione:

Cominciamo preparando la purea di zucca: prendiamo una fetta di zucca, avvolgiamola nella carta forno e poi nella stagnola e cuociamola in forno preriscaldato a 180°per una mezz'ora.
Facciamo raffreddare e poi con un cucchiaio scaviamo la polpa dalla buccia. Così otteniamo la purea: pesiamo 150 g di polpa e schiacciamola con una forchetta.
Io ho usato la planetaria, ma premetto che l'impasto possiamo farlo anche a mano.
Quindi mettiamo in una ciotola la pasta madre, con 120 g di acqua leggermente intiepidita, il miele, la buccia grattugiata dell'arancia, un pizzico di cannella e la purea di zucca.  Mescoliamo il tutto (ho usato il gancio a foglia) fino ad ottenere un composto cremoso.
Aggiungiamo gradualmente la farina setacciata e se l'impasto dovesse risultare molto asciutto aggiungiamo altra acqua (la quantità di liquido dipende dalla zucca utilizzata: ci sono zucche che contengono una maggiore quantità di acqua). Quando l'impasto comincia ad avere una consistenza soda e omogenea sostituiamo la foglia con il gancio. Una volta incordato aggiungiamo l'olio a filo e il sale, continuiamo ad impastare fin quando l'olio non sarà totalmente assorbito e l'impasto non sarà liscio, omogeneo ed elastico.
Ungiamo le mani e formiamo una palla con l'impasto; mettiamola a lievitare in una ciotola coperta da pellicola e lontano da fonti d'aria fino al raddoppio. Io l'ho lasciata lievitare tutta la notte nel forno con lucetta accesa e coperta di lana sopra. Se la temperatura dell'ambiente è alta, impiegherà meno a lievitare (più o meno 8 ore).
Infariniamo una spianatoia e con un mattarello tiriamo delicatamente l'impasto all'altezza di circa 1 cm, dandogli la forma di un rettangolo.
Prepariamo la farcia mescolando in una ciotola due cucchiai colmi di marmellata con la mela tagliata a cubetti piccolissimi e un pizzico di cannella.
Spalmiamo uniformemente su tutto il rettangolo aiutandoci con il dorso del cucchiaio.  Arrotoliamo su se stessa la sfoglia dal lato più lungo e tagliamo delle rondelle di circa 5 cm e posizioniamole in uno stampo a cerniera apribile (foderata di carta forno), stando attenti a distanziarle tra loro perché cresceranno durante la lievitazione.
Copriamo con della pellicola e lasciare lievitare nuovamente fino al raddoppio (in forno con lucetta accesa).
Prima di infornare la brioche cospargiamola con i semi di zucca, quindi cuociamo in forno preriscaldato a 180° per 30' o finche la superficie non sarà dorata. Sforniamo e sformiamo la torta do po qualche minuto.

Prepariamo la glassa: frulliamo la robiola con lo yogurt, lo zucchero a velo e la cannella.


Serviamo la torta delle rose con una spolverata di zucchero a velo, una colata di glassa e profumiamo con un pizzico di cannella .
  

*Per realizzare questa torta ho rinfrescato il lievito madre due volte. Se volete sostituire il lievito madre con il lievito di birra: usatene 1 g per fare una biga con 20 g di acqua e 40 g di farina, lasciar triplicare prima di utilizzarla.






zucca

mercoledì 22 ottobre 2014

Un dolce che profuma di antico: torta di Mela Limoncella

torta di mela limoncella con farina di farro, yogurt e zucchero di canna

Passeggiare nei boschi e nelle campagne abruzzesi, in autunno, vuol dire immergersi nella bellezza delle piante che si trasformano assumendo ogni tonalità di colore tra il giallo, l’arancio ed il rosso, vuol dire respirare l’intenso profumo della vegetazione, ma vuol dire anche tornare a casa con un cesto ricco di preziosi frutti antichi.

Tra questi frutti ci sono sicuramente le Mele Limoncelle: un frutto dolce, croccante, aromatico e incredibilmente profumato. Un tempo si soleva conservarle anche in casa, sistemata in graziosi centro tavola per profumare ed adornare la cucina o la camera da pranzo. Lì nel cesto della frutta le nostre nonne le tenevano sempre pronte, a portata di mano per essere sbucciate, tagliate e accuratamente adagiate sulla superficie di una morbida torta.

Questa immagine calda e domestica ha ispirato il dolce che ho preparato per Taste Abruzzo, venite con me a scoprire la ricetta e tante altre curiosità su questo fantastica mela...clicca qui


giovedì 16 ottobre 2014

MortadellaBò e tutto si tinge di rosa...

baci di dama salati ai pistacchi con mousse di mortadella e tartufo

Ho visto una città tingersi di rosa, ho sentito una piazza profumare di panini con la mortadella appena affettata, di tortellini e piadine farcite...no, non è un sogno è MortadellaBò!

Dal 9 al 12 Ottobre il caldo autunno bolognese si è acceso al grido "Chi la fa l'affetta" per celebrare Mortadellabò: dal 9 al 12 ottobre Bologna festeggia la regina rosa della tavola italiana
uno dei prodotti simbolo della sua antica storia gastronomica: la Mortadella Igp bolognese.
Per il secondo anno consecutivo la regina dei salumi è stata protagonista di una coloratissima kermesse gastronomica e culturale. Quattro giorni che hanno avuto come suggestiva cornice, il cuore di Bologna: la splendida Piazza Maggiore.
E' stata un'occasione per gustare l'autentica mortadella e, soprattutto, per conoscere le antiche tecniche artigianali di lavorazione, uniche al mondo, che l'hanno resa uno dei prodotti italiani più apprezzati all'estero.
Piazza Maggiore, riempita di stand, affettatrici rigorosamente rosa e affettatori, è stata animata con iniziative commerciali, ludiche e didattiche rivolte a grandi e piccini, e non sono mancati anche corsi e laboratori culinari, showcooking e curiose degustazioni guidate.
Il polo didattico, cuore pulsante di MortadellaBò ogni giorno ha visto alternarsi ospiti famosi, chef, ristoratori, sfoglini, food blogger ed esperti che hanno condotto appuntamenti rivolti agli amanti della "Regina in rosa", alla scoperta del suo gusto e del suo uso in cucina.


L'AIFB (Associazione Italiana Food Blogger) è stata anch'essa protagonista, durante la manifestazione, con l'appuntamento quotidiano "Food blogger in rosa".
Quattro showcooking per quattro foodblogger: Greta de Meo, Marco Furmenti, Sabrina Tocchio e la sottoscritta. Nel corso delle quattro giornate bolognesi ci siamo passati il testimone realizzando, rispettivamente, insieme ai 15 partecipanti presenti e sotto l'occhio attento della folla di curiosi, quattro preparazioni originali a base di Mortadella Bologna Igp

Il mio giorno è stato venerdì 10. Al mio arrivo ho trovato un'assolata piazza Maggiore gremita di bolognesi! In quella piazza si respirava, oltre profumo di mortadella, aria di festa che sicuramente ha contribuito a darmi carica e adrenalina! Lo show è durato più di un'ora, ma tra impastare, chiacchierare con gli attentissimi partecipanti, infornare e farcire, quei novanta minuti sono volati!
Per celebrare la Mortadella IGP bolognese ho scelto di realizzare un bacio di dama salato al pistacchio con ripieno di mousse di mortadella e tarfufo... eccomi qui all'opera e di seguito la ricetta tutta per voi!


Baci di dama salati ai pistacchi ripieni di mousse di mortadella e tartufo
Ingredienti

Per l'impasto:
80 g di burro
150 g di farina 00
80 g di parmigiano reggiano
50 g di farina di farina di pistacchi 
1 pizzico di sale
20 ml di vino bianco
Granella di pistacchi q.b.

Per la mousse di mortadella:
 200 g di mortadella affettata
150 g di robiola
1 tartufo
Sale
Pepe

Preparazione:
Nel bicchiere di un robot versiamo le due farine , il parmigiano, il burro freddo tagliato a pezzetti e il vino. Impastiamo fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciamo riposare l'impasto in frigo per almeno 30'.
Dividiamo l'impasto in palline da 10 g, circa, l'una e con i palmi delle mani formiamo tante palline regolari (otterremo circa 40 palline). Passiamole nei pistacchi tritati e mettiamole negli stampini semisferici; schiacciamo appiattendo bene.
Cuociamo in forno a 170 gradi per 15/20'. Dopodiché estraiamo lo stampo dal forno e dopo qualche minuto sformiamo i biscottini.
Nel frattempo prepariamo la mousse: raccogliamo nel bicchiere del mixer la mortadella spezzettata , un cucchiaio d'acqua e uno di robiola. frulliamo per poco poi uniamo un altro cucchiaio d'acqua e uno di robiola, proseguiamo a frullare fino ad ottenere una crema spumosa; togliamo infine dal frullatore e incorporiamo la robiola che rimane. Uniamo il tartufo grattugiato e mescoliamo per amalgamare tutti gli ingredienti. aggiustiamo di sale e pepe. Mettiamo la spuma in frigo per almeno 30'. 
Riempiamo una sac à poche con il composto e componiamo il bacio di dama: uniamo le due semisfere con in mezzo la mousse. 
Serviamo i baci di dama su un vassoio o su un cucchiaio da finger food.


lunedì 29 settembre 2014

Torta di cioccolato e nocciole con salsa al caramello salato...

e benvenuto autunno!
Sicuramente la mia stagione preferita. 
Una predilezione che porto con me sin da bambina: semplicemente perchè Ottobre è il mese del mio compleanno, quindi voleva dire regali e festa tutta per me!
Oggi le ragioni che mi portano ad attendere con gioia questo periodo sono sicuramente altre...  Amo la luce calda e l'aria fresca e tersa delle belle giornate autunnali.
Le montagne si mostrano in tutta la loro bellezza ed imponenza. Le vallate sembrano infuocarsi assumendo ogni tonalità tra il giallo e l'arancio. I boschi hanno il profumo intenso ed inebriante del muschio e dei pini, e si riempiono di frutti, che adoro,
come le castagne, le noci,le nocciole...
Preferisco passeggiare in questo periodo più che in estate, perché girovagando tra le campagne ed i boschi, oltre un meraviglioso paesaggio da osservare è facile ritrovarsi a raccogliere noci, nocciole, mele e pere cotogne, bacche di ginepro...
E tutta questa meraviglia non può che trasformarsi in ispirazione in cucina.

torta cioccolato e nocciole con salsa al caramello salato

Succede così che dopo una domenica mattina trascorsa a passeggiare e a raccogliere nocciole, ti ritrovi in cucina con farina, uova e cioccolato ad impastare una torta morbida e profumata
Stavolta ho voluto esagerare servendo la torta con una salsa al caramello e con le nocciole tostate. Sarà che amo le nocciole, sarà che impazzisco per il caramello, sarà anche che ho un debole per il connubio cioccolato e caramello...ma credo che questa sia una delle torte più buone che io abbia mai mangiato :)
Un consiglio: di salsa al caramello preparatene tanta, ma proprio tanta perché oltre a quella che verserete sulla torta e sulle nocciole, ci sarà quella che colerà copiosa su ogni singola fetta...

Torta cioccolato e nocciole con salsa al caramello salato


 Torta morbida di cioccolato e nocciole con salsa al caramello salato
Ingredienti:

300 g di cioccolato fondente
2 uova
170 g di latte  
150 g di zucchero  
80 g di farina 0  
60 g di maizena (o fecola)  
60 g di nocciole tostate
65 g di burro
un pizzico di cannella
1/2 bustina di lievito per dolci
sale

per la salsa al caramello salato vedi qui
80 g di nocciole tostate 

Preparazione
Fondiamo il cioccolato a bagnomaria (o al microonde). Stemperiamolo con il latte, scaldato con la cannella. Tritiamo finemente le nocciole tostate con due cucchiai di zucchero presi dal totale.
Montiamo il burro con lo zucchero, 2 tuorli e un pizzico di sale, poi unire la farina di nocciole, il cioccolato fuso, la farina, la maizena, il lievito, setacciati, ed infine amalgamiamo delicatamente con un movimento dall'alto verso il basso, gli albumi montati a neve ben ferma con una goccia di aceto.
Imburriamo uno stampo a cerniera di 22 cm di diametro, foderiamolo con carta forno e versiamoci il composto. Inforniamo a 175° per 40' circa.
Lasciar raffreddare per 5' e poi sformare. 
Servire con la salsa al caramello e le nocciole coperte di salsa.
Come sciogliere il cioccolato nel microonde: Porre il cioccolato a pezzetti dentro una terrina adatta al microonde e riscaldarlo al forno a microonde per 30 secondi. Ritirare la terrina, mescolare bene, riporre la terrina nel microonde per altri 30 secondi. Continuare nello stesso modo fin quando il cioccolato inizia a sciogliersi.
Quando il cioccolato è quasi completamente liquefatto, rimuoverlo dal microonde e mescolarlo.


Torta nocciole e cioccolato con salsa al caramello salato

mercoledì 17 settembre 2014

Legumi e tagliatelle ai ceci per Taste Abruzzo....

Fine estate.  E' giunto il tempo di raccogliere i legumi.
Su Taste Abruzzo parlo delle varietà tipiche della mia terra dalle più conosciute come lenticchie, fagioli, ceci, cicerchie a quelle ormai considerate scomparse, come la roveja, ma che oggi stanno finalmente tornando sulle nostre tavole.

Nel post anche tanti consigli per cuocere i legumi e una proposta invitante e golosa: tagliatelle di farina di ceci con pomodorini al forno profumati al timo e ricotta di pecora!
Leggi la ricetta...


Tagliatelle di ceci con pomodorini al forno profumati al timo e ricotta di pecora

venerdì 12 settembre 2014

Oggi nasce Taste Abruzzo, dove il sapore incontra la natura


“Adesso che mi ci fai pensare, mi domando anch’io che cosa ho conservato di abruzzese e debbo dire, ahimè, tutto; cioè l’orgoglio di esserlo che mi riviene in gola quando meno me l’aspetto…Amico, dell’Abruzzo conosco poco, quel poco che ho nel sangue. 
(Da una lettera di Ennio Flaiano citata da Pasquale Scarpitti in Disincanto, Sarus, Teramo, 1972)”

E' con quell' orgoglio di cui parla Flaiano nella sua lettera che vi annuncio la nascita di 
Un sito nato dall'esigenza e la voglia di raccontare una terra meravigliosa e selvaggia, di valorizzare l'immensa ricchezza che abbiamo la fortuna di vivere.
Questo sito nasce soprattutto da una storia di amicizia tra tre ragazze aquilane, legate dal profondo amore per la propria terra.
 Ci abbiamo profondamente creduto e tanto tanto lavorato ed, infine,  
Marianna, Claudia... eccoci qua!!! <3 comment-3--="">

E un grazie immenso lo devo dire ad Ileana, Paola, Laura, Giovanna, Patrizia ed Emanuela. Ragazze eccezionali, foodblogger di talento, che hanno creduto in noi e con il loro appoggio e il loro lavoro danno a questo progetto ampie ali per volare!!! 

Io Collaboro con Taste Abruzzo


martedì 26 agosto 2014

Torta integrale con farro, pesche e olio extravergine d'oliva profumato con fiori di lavanda

torta pesche&lavanda
La cosa che amo di più dell'estate sono le mattine fresche e terse...
Forse è l'unico momento della giornata in cui accendere il forno non appare come una follia!
Mi piace apparecchiare la colazione fuori anche se l'aria è ancora frizzante...ma sono sufficienti
un golfino, un caffèllatte e una torta appena sfornata
per non avvertire più l'umidità della notte che è ancora nell'aria.
Stamattina la colazione all'aperto è stata allietata da una torta calda alle pesche profumata con i fiori di lavanda: un vero assaggio di provenza...
Avete in mente L'Haute-Provence, Verdon o la valle della Drome Diois in estate,
quando i campi sterminati di piantagioni di lavanda puntellati da miriade di fiorellini viola-blu, si presentano agli occhi del viaggiatore in tutta la loro suggestiva bellezza?!
Ecco, l'incanto di quel romantico e magico paesaggio potete ritrovarlo nel profumo e nel sapore di questa torta dal gusto vagamente rustico. Per la presenza del farro e della farina integrale, dello zucchero di canna e dell'olio extarvergine di oliva.
Per estrarre al meglio l'essenza della lavanda ho pensato di scaldare sul fuoco l'olio con i fiorellini di lavanda e poi di filtrarli (come fa Claudia con il rosmarino qui).
Provate il metodo, funziona!
Io ho usato per lo più fiori secchi e qualche fiorellino fresco per la decorazione:in questo periodo la lavanda è arrivata al termine della fioritura, quindi è più difficile trovare fiori freschi.
Sia freschi che secchi, vanno comunque benissimo, fondamentale è che siate sicuri siano fiori edibili, quindi non trattati con pesticidi.
Noi abbiamo diverse piante di lavanda in giardino, e oltre a mangiare i fiori realizziamo anche le fiaschette di lavanda, da mettere negli armadi: tutti sanno che la lavanda è un ottimo profumo per la biancheria e un efficace antitarme naturale.
In questo vecchio post vi spiego passo passo come realizzare le fiaschette.
Ora però vi lascio alla ricetta della torta!

torta pesche e lavanda

TORTA INTEGRALE CON FARRO, PESCHE E OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA PROFUMATO CON FIORI DI LAVANDA
Ingredienti per 8 persone

100 g di farina integrale
100 g di farina 0
100 g di farina di farro
200 g di zucchero di canna
5 uova
un bicchiere di olio extravergine di oliva
un cucchiaio di fiori di lavanda
1 bustina di lievito per dolci
3 pesche 
1 pizzico di sale

Preparazione

Scalda in un pentolino l'olio con i fiori di lavanda, non deve friggere. Lava bene le pesche, asciugale e tagliale a fettine.
Intanto con la frusta elettrica monta le uova con un pizzico di sale e lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Quindi incorpora, a filo, l'olio filtrato con un colino, continuando a lavorare il composto con le fruste.
Infine unisci la farina setacciata con il lievito.
Versa il composto in una tortiera ricoperta da carta forno e guarnisci la superficie con le fettine di pesca, così come fai con la torta di mele.
Cuoci in forno preriscaldato a 170° per 50/60'(fai la prova stuzzicadente). Una volta che la torta sarà cotta cospargila con zucchero a velo e con i fiori di lavanda.


lavanda

giovedì 14 agosto 2014

Una marinata per bbq, una salsa ai peperoni e altre idee per raccontarvi il Ferragosto qui in Abruzzo...

scampagnata su San Franco

La giornata di Ferragosto qui in Abruzzo comincia con il più volenteroso della famiglia o degli amici che si sveglia molto, ma molto presto per andare ad accaparrarsi il posto migliore dove fare la scampagnata.
In montagna, sotto una quercia o vicino alle acque di un torrente o di un lago è uguale, essenziale è assicurarsi la sistemazione che fa "invidia" a tutti dove organizzare il pi-nic di ferragosto e dove fare quella che tutti voi conoscete come grigliata, ma che noi chiamiamo "arrostata".
I preparativi cominciano già i giorni precedenti, dividendosi i compiti. Perché sulla tavola del ferragosto abruzzese non può mancare nulla dall'antipasto al dolce, quindi ognuno deve portare
necessariamente qualcosa.
E' la giornata per eccellenza dove si celebra l'estate e la sua essenza più vera: l'allegria e il gusto di stare insieme all'aria aperta!

Con due care amiche,  Claudia e Marianna, foodblogger,  concittadine e "colleghe" di un progetto neonato Taste Abruzzo-di cui vi parlerò più in là- abbiamo pensato di prepararvi un pic-nic virtuale, dove ognuna di noi ha cucinato qualcosa da proporvi per il 15 d'Agosto.

Poiché, come ticchettavo più avanti, la scampagnata per noi è sinonimo di "arrostata" ho preparato la marinata per la grigliata che va bene per qualsiasi tipo di carne: aceto, vino, limone , erbe aromatiche e spezie un mix semplice ma che ammorbidisce la carne e nel frattempo le conferisce gusto e aroma.
marinata bbq
La preparazione è semplicissima per 1 kg di carne miscelate in un'ampia ciotola 100 g di olio extravergine, 100 di aceto di mele un limone spremuto e uno a fettine, un ciuffo di prezzemolo, qualche foglia di salvia, tre/quattro rametti di rosmarino, pepe rosa in grandi, un peperoncino tagliato e uno spicchio d'aglio. Distribuitene più della metà sulla carne e la sciatevene un po' per spennellare la carne prima di servirla, magari usando un rametto di rosmarino. La marinatura della carne deve durare almeno due ore, in frigo.
Lasciarla 20' a temperatura ambiente prima di cuocerla.

Per il mio pic-nic virtuale ho pensato di preparare anche una salsa ai peperoni ottima sia da spalmare sulla carne (sulle salsicce o sul pollo arrosto è divina!) che su una bruschetta.
La ricetta mi è stata data da una ragazza conosciuta in vacanza quest'anno. Ci siamo ritrovate spesso a parlare di cucina e devo ringraziarla per avermi fatto conoscere questa chicca culinaria!
La ricetta anche in questo caso è estremamente semplice e veloce.
salsa peperoni

lunedì 11 agosto 2014

Sesamini snack

sesamini snack
Questa ricetta è frutto di una promessa fatta più di due mesi fa ad una persona a cui di solito faccio le richieste più assurde e lei mi accontenta sempre e, soprattutto, è capace di superare sempre le mie aspettative! 
 Chi è?! La mia tipografa di fiducia... 
Il caso o il fato hanno voluto che il suo negozio fosse a 50 m da casa mia! 
Un delizioso negozietto di 20 metri quadri che somiglia alla borsa di Mary Poppins: puoi trovarci dentro qualsiasi cosa, qualsiasi!!! 
Tiziana (non è un nome di fantasia) è solita tenere alle spalle della sua scrivania, qualche snack da sgranocchiare nei momenti massimi di stress 
(evidentemente non sono la sola a farle richieste assurde). 
Un giorno vedo un busta piena di barrette al sesamo confezionate. 
Io, più che altro per pungolarla, le dico: "ma perché non te le fai da sola? sai con che schifezze fanno 'sta roba confezionata?!" Giustamente lei mi risponde: "Tu trovami la ricetta ed io le faccio".
 Bene cara Tiziana...
 A distanza di due mesi eccomi qua...prima o poi, le mantengo sempre le promesse. ;)
Leggi la ricetta e poi non venirmi a dire che non è facilissima, magari non tanto economica, ma non c'è prezzo nel poter preparare le tue famose barrette al sesamo con il miele delle nostre montagne ;)
Ps: considerata la tua passione per il croccante prova a fare anche la granola (è qui)!
sesamini snack


SESAMINI SNACK

200 g di semi di sesamo bianco
100 g di miele (io di acacia)
100 g di zucchero di canna
la buccia di 1 limone bio

Preparazione

In una padella antiaderente dal fondo spesso metti a tostare i semi di sesamo per qualche minuto. Mettili da parte i semi tostati e nella stessa padella fai sciogliere lo zucchero e il miele, quando raggiungo il bollore unisci i semi di sesamo e mescola sul fuoco medio per 3/4 minuti. Aggiungi la scorza di limone grattugiata e spegni.
Ora metti il composto tra due fogli di carta forno oleati e stendilo con una mattarello ad uno spessore di 3 mm. Quando è ancora caldo taglia con un coltello le barrette delle dimensioni che preferisci. Conservale avvolte nella carta forno in un contenitore a chiusura ermetica.

lunedì 28 luglio 2014

Sciroppo di ribes dell'Artusi

Sciroppo di ribes

"I siroppi di frutta acidule, sciolti nell'acqua fresca o gelata, sono bibite piacevoli e refrigeranti, molto opportune negli estivi ardori..."

Con queste parole Artusi apre il capitolo dedicato ai "Siroppi" nel suo libro " La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene".
Sicuramente, quando il maestro Pellegrino scriveva, le stagioni non erano totalmente in preda alla follia, Luglio ed Agosto erano davvero i mesi degli "estivi ardori" e non delle pioggia e della nebbia, come sta succedendo in questi strambi giorni.
Eppure è estate e, malgrado le temperature, alberi e piante portano a compimento il loro lavoro, fortunatamente.
Con un po' di ritardo, quest'anno in giardino sono maturati anche i ribes.
La maggior parte li ho usati per la marmellata, che adoro, soprattutto per farcire i biscotti,
 ha un colore unico!
E poi mi sono cimentata nello sciroppo.
In realtà in due versioni di sciroppo.
La prima versione, più semplice e sbrigativa l'ho realizzata cuocendo direttamente i frutti con lo zucchero e l'acqua.
Il gusto buonissimo, ma il colore leggermente torbido.
Poi, come spesso accade stavo sfogliando l'Artusi, cercando tutt'altro (una conserva per i fichi, mi sembra) e ho trovato la sua ricetta per lo Siroppo di ribes, con fermentanzione.
Non potevo non provarlo soprattutto perché il maestro promette un liquido limpidissimo e suggerisce per ottenerlo di abbondare nella fermentazione, tre o quattro giorni!
Non ho saputo aspettare tanto, mi sono fermata al secondo, ma fossi stata più paziente avrei ottenuto il più limpido tra gli sciroppi!
Per il resto ho seguito le sue indicazioni, fatta eccezione per le dosi... L'Artusi parte da 3 kg di ribes... io ne avevo giusto un 500/600 ;) 
Ecco il procedimento così come lo racconta il maestro...

giovedì 24 luglio 2014

"Gattò" di patate, vegetariano

Gattò di verdure

Quando ho conosciuto mio marito, ho scoperto un mondo. 
No, non preoccupatevi, non voglio parlarvi di romanticherie, ma del mio primo incontro con la cucina e anche con la lingua napoletana.
Non posso negare che è stato amore al primo assaggio!
La prima volta che mia suocera mi ha cucinato le montanare, ne ho mangiate ben sei! 
Roba da strabuzzare gli occhi!
Per non parlare della pasta al forno, della pastiera, delle sfogliatelle e via dicendo.

Una sera mio marito (allora fidanzato) mi dice"stasera vieni a cena a casa che mamma ha fatto il gattò di patate"
io: "il gattò?! ma che vuol dire gattòòò?! come parli...? forse il gateau di patate!!"
"no no si chiama gattò, GATTO', a Napoli si dice così"

Dopo averlo assaggiato ho capito che il gateau di patate è una cosa-anche abbastanza insipida- il gattò di patate napoletano- con la sua esplosione di gusto- tutt'altra!! ;)

Oggi, non voglio parlarvi dell'originale gattò napoletano, quello lo fa mia suocera, divinamente e lo lascio a lei, ma di una versione vegetariana che a me è piaciuta tantissimo!

Gattò di patate, vegetariano

Il ripieno è fatto con i peperoni friggitelli, le zucchine e il provolone dolce.
 Mentre la superficie è guarnita da pomodori ripieni aromatizzati al timo limone.

La immaginate una bella tavola apparecchiata ed imbandita in giardino, o anche su una terrazza, con al centro questa meravigliosa bontà?! Io si!
Portatela ad una arrostata, ad un pic-nic o al pranzo di ferragosto! Farete felici tutti :)

summerdinner
Per questo gattò mi sono ispirata ad una ricetta tratta da "La Cucina Italiana" di Luglio.

martedì 22 luglio 2014

Cerasoli sotto spirito

Cearasoli sotto spirito

Quanto fascino hanno quei quadernetti ingialliti dove le nonne annotavano le loro ricette!
Pochi ingredienti, semplici e genuini, scritti con accurata calligrafia.
E' bello ritrovarci i sapori antichi e le preparazioni che hanno il fascino sempiterno di gusti senza tempo.
Budini, torte, marmellate e conserve...e tanti piccoli trucchi e consigli per conservare durante l'inverno i frutti raccolti nel corso della bella stagione.
Sfogliando uno di questi quadernetti quante volte vi capiterà di leggere: sotto spirito.
 Un tempo la frutta veniva conservata soprattutto così, sistemata nei vasetti con lo zucchero, l'acquavite (oppure con l'alcool o il cognac) e profumata con stecche di cannella e mandorle.